Aveva telaio e trazione integrale della Lamborghini Diablo VT e ha ispirato la Veyron e l'attuale Chiron

18 come il numero dei cilindri del propulsore; 3 come le bancate, da sei cilindri ognuna, del motore posizionato centralmente alle spalle degli occupanti. Presentata al Salone di Francoforte nel 1999, la Bugatti Chiron 18/3 ha ispirato la Veyron e, di conseguenza, la Chiron attualmente sul mercato. Prende il nome dal pilota Luis Chiron ed è l’ultima del trio di concept Bugatti-Italdesign nate dalla penna di Giugiaro a fine anni ‘90.

Telaio Lamborghini

Il frontale è un mix tra linee morbide e tratti spigolosi, aggiornato e ripreso negli anni a seguire da Hartmut Warkuss nel disegnare la Veyron. I cerchi in lega da 20” sono un tributo ai modelli classici T35 e T31; la carrozzeria è interamente in fibra di carbonio e il telaio e la trazione integrale sono stati ereditati direttamente dalla Lamborghini Diablo VT, la prima supercar a quattro ruote motrici. Il sistema era in grado di trasferire fino al 25% della coppia alle ruote anteriori, ma solo in casi limite di perdita di aderenza al posteriore.

Bugatti W18 engine

Il W18 da 555 CV

Sotto il cofano trovava spazio l’enorme W18 da 6.3 litri da 555 CV e 630 Nm di coppia che, grazie alla trazione integrale, al corpo in fibra di carbonio e al cambio manuale a 5 rapporti, era in grado di spingere la Chiron 18/3 a oltre 330 km/h di velocità massima. Purtroppo non ha mai trovato applicazione su strada ed è rimasta in esposizione statica come altri due concept del Gruppo dell’epoca: la Volkswagen W12 e la Bentley Hunaundières.

Bugatti EB 18/3 Chiron concept