Notti poco riposanti: le recenti stime parlano di 12 milioni di italiani a rischio

Allarme Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS): un disturbo respiratorio che si verifica durante il sonno, con ricorrenti episodi di occlusione totale o parziale delle alte vie aeree, che provocano completa assenza (apnea) o marcata riduzione (ipopnea) del flusso aereo. Questa malattia, secondo recenti stime, riguarda oltre 12 milioni di italiani fra i 40 e gli 85 anni, pari a circa il 50% degli uomini e il 23% delle donne. Smettono di respirare per pochi secondi fino a 90 volte ogni ora di sonno e ogni notte, senza accorgersene quasi mai. E russano parecchio. Al risveglio e durante il giorno il rischio è semplice: si sentono affaticati e così sonnolenti da addormentarsi molto facilmente nei momenti meno opportuni. Per esempio, mentre si guida l’auto nelle ore serali. Col colpo di sonno in agguato. Ma c’è un secondo grave problema: su 100 individui che soffrono di OSAS, solo 20 ne sono consapevoli. Per fronteggiare questa emergenza sociale, ACI e FISAR (Fondazione italiana salute ambiente e respiro) promuovono la campagna di informazione e sensibilizzazione “Dormi meglio, Guida sveglio”, avviando un progetto di prevenzione e screening su tutto il territorio nazionale e proponendo un modello organizzativo per la diagnosi precoce e la cura delle OSAS che offre la soluzione per una guida sicura.

Tris per la prevenzione

#1. Occhio ai sintomi dell’OSAS. Nel sonno, se il partner si accorge che l’altro soggetto russa, è bene che se ne parli: i frequenti episodi di blocco della respirazione durante il sonno devono essere riferiti da chi è accanto. Importante anche valutare la cefalea al risveglio. Ovviamente, un sintomo è l’eccessiva sonnolenza diurna, senza contare la ridotta capacità di concentrazione: situazioni che possono verificarsi anche al volante. In caso di ipertensione arteriosa, bocca asciutta al risveglio, riduzione della libido, i campanelli d’allarme diventano parecchi...

#2. Questione di probabilità. Negli adulti, l'individuo tipo che soffre di OSAS è obeso, con un notevole accumulo di grasso e tessuti sulla faccia e sul collo: per il maschio, 43 cm di circonferenza del collo; per le donne, 41 cm. La Sindrome delle apnee notturne è ricorrente in persone irritabili, smemorate, che cambiano umore, nonché negli individui ansiosi e depressi. Chi ha uno o più di questi problemi, se tendenti alla cronicizzazione, è bene che si rivolga al medico.

#3. In auto, che disastro. Un sonno notturno frammentato provoca durante il giorno sonnolenza o addirittura colpi di sonno cioè micro-assopimenti caratterizzati da assenza di risposte e di stimoli sensoriali, molto pericolosi quando si è al volante. Il ridotto livello di vigilanza e il rallentamento dei tempi di reazione sono allarmanti: due secondi di “disattenzione” a 50 km/h equivalgono a 28 metri a occhi chiusi. La situazione è ulteriormente aggravata in condizioni di circolazione e guida monotone. Se l’OSAS non è stata curata, e se ci si mette alla guida in condizioni psicofisiche poco idonee (grave errore), è almeno opportuno fermarsi appena si avverte che il sonno sta per avere il sopravvento: con le palpebre pesanti, bisogna fermarsi quanto prima in condizioni di sicurezza.

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Cure mediche

Il soggetto con sospetto di OSAS deve rivolgersi a uno specialista di un centro qualificato per la diagnosi e la conseguente terapia. È indispensabile una valutazione strumentale notturna sia a scopo diagnostico per determinare il livello di gravità della patologia, sia a scopo terapeutico per verificare l’efficacia del trattamento. L’esame per avvalorare il sospetto clinico di OSAS è la polisonnografia, eseguibile in laboratorio o a domicilio del paziente. La terapia medica di fondo per tutti i pazienti con OSAS è di tipo comportamentale: ridurre il peso corporeo, astenersi dal bere bevande alcoliche la sera, smettere di fumare. La terapia più diffusa ed efficace per l’OSAS è una mascherina con ventilazione meccanica a pressione positiva continua.