Struttura corporea, condizioni psicofisiche , abitudine al bere, sesso e quantità di cibo nello stomaco contano. Ma il rischio c’è e non va sottovalutato

Affievolimento della vigilanza, attenzione e controllo, iniziale riduzione del coordinamento motorio, riduzione della visione laterale, nausea: sono i possibili sintomi per chi guida con 0,2 grammi di alcol ogni litro di sangue. Tutto è ovviamente relativo, perché incidono fattori come la struttura corporea, le condizioni psicofisiche del momento, l’abitudine al bere, il sesso, la quantità di cibo nello stomaco. Ma il rischio c’è. E per chi supera il limite di mezzo grammo di alcol, ossia la soglia di legge, i pericoli si chiamano riduzione della capacità di giudizio e di individuare oggetti in movimento, riflessi alterati, alterazione delle capacità di reazione agli stimoli sonori e luminosi. Per non parlare dei guai dell’alcol sul lungo termine, per la salute.

Tre punti fermi

#1. Per i giovani. Nella fascia giovanile, il binge drinking (assunzione di numerose unità alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo) rappresenta l’abitudine più diffusa e consolidata. Nel 2016 il fenomeno riguardava il 17% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età, di cui il 21,8% maschi e l’11,7% femmine. Mettersi al volante in queste condizioni significa esporsi a seri rischi di incidenti mortali: il soggetto ha una compromissione grave dello stato psicofisico, comportamenti aggressivi e violenti, difficoltà marcata a stare in piedi o camminare, uno stato di inerzia generale.

#2. Malattie per l’organismo. L’alcol picchia duro a ogni età del soggetto che eccede. Circa 800.000 minorenni e 2.700.000 ultra65nni sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. Le quote percentuali di consumatori a rischio di sesso maschile sono superiori a quelle delle donne per tutte le classi di età (a eccezione di quella dei minorenni). Nel corso del 2016 si sono verificati complessivamente 40.756 accessi in Pronto Soccorso caratterizzati da una diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol. Di questi il 70% si riferisce ad accessi di maschi e il restante 30% ad accessi di femmine.

#3. Statistiche? Occhio. Attenzione a chi dice che statisticamente, in Italia, sono pochi gli incidenti dovuti all’alcol. A causa dell’esiguo numero di casi comunicati dagli organi di rilevazione per le circostanze legato allo stato psico-fisico alterato, l’Istat, a partire dal 2009, ha scelto di sospendere la diffusione dei dati sugli incidenti stradali dettagliati per tali circostanze. Il motivo? La compilazione di questa informazione continua a essere non esaustiva e conduce a valori del dato discrepanti se comparati con dati diffusi da organismi internazionali o indagini demoscopiche sui comportamenti a rischio dei conducenti, condotte sulla popolazione a livello nazionale. Infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità snocciola dati allarmanti: un incidente grave su 3 è dovuto agli ubriachi al volante.

Tolleranza zero per i neopatentati

In quanto al limite ammesso, mezzo grammo di alcol vale in generale. Chi ha la licenza da meno di 3 anni non può bere neppure un goccio d’alcol prima di mettersi al volante: per i neopatentati multa quindi di 164 euro, più il taglio di cinque punti-patente (10 per effetto del raddoppio). In caso di incidente, 328 euro. È la tolleranza zero fissata dall’articolo 186 bis del Codice della Strada.

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