Conseguenze notevoli per chi, distratto dal cellulare, causa un sinistro pesante

La vietatissima guida con lo smartphone in mano preoccupa: a far crescere i timori sono i recenti numeri sugli incidenti in Italia, che hanno visto le vittime della strada crescere dell’1,7% nel 2017 rispetto al 2016. Fenomeno che riguarda un po’ tutti i Paesi nel mondo, anche alla luce dei pessimi dati sui sinistri in Europa. Ecco perché le autorità cercano le contromisure per arginare il problema. Infatti, è appena arrivata la direttiva della Procura di Pordenone 4414 del 26 giugno 2018: prevede il sequestro dello smartphone. Vale solo in caso di incidenti gravi in Friuli-Venezia Giulia, ma potrebbe essere imitata da altre zone in Italia. Mentre a Torino già da tempo i Vigili fanno altrettanto. In basso, facciamo chiarezza.

Tre punti caldi

#1. Smartphone e sinistro grave: la multa base. Ricordiamo anzitutto che è vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore. È consentito l'uso di apparecchi a vivavoce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani). Per chi guida con smartphone in mano e causa un incidente, scatta per prima cosa una multa di 161 euro, più il taglio di 5 punti-patente: la sospensione della patente da uno a 3 mesi scatta solo alla seconda infrazione nel biennio.

#2. Sequestro del cellulare e dell’auto. Ecco il punto che riguarda Torino e il Friuli-Venezia Giulia. In caso di grave incidente stradale, dice PoliziaMunicipale.it, meglio collaborare subito con le Forze dell’ordine esibendo cellulari (e potenziali distrazioni tecnologiche, come i tablet) con relativi codici di sblocco. Il rischio per i soggetti non collaborativi è di essere sottoposti a perquisizione personale con sequestro di tutti i dispositivi e dello stesso veicolo. Lo ha chiarito la direttiva della Procura di Pordenone 4414 del 26 giugno 2018, indirizzata alla Polizia Giudiziaria. Obiettivo: verificare se nell'immediatezza di un grave sinistro il conducente possa essere stato distratto dall'uso dello smartphone. Stando all’articolo 354 del Codice di Procedura Penale, la Polizia Giudiziaria, in caso di reato, dovrà effettuare accertamenti urgenti sulle cose, sui luoghi e sulle persone. In particolare in caso di incidente con esito mortale o lesioni che paiono fin da subito gravissime, la Polizia Giudiziaria dovrà attivarsi per verificare innanzitutto l'orario esatto dell'evento. Spetterà alle stesse Forze dell’ordine individuare ed elencare tutti i dispositivi elettronici presenti recuperando eventuali codici di sblocco e chiarendo se gli stessi risultano attivi o spenti.

#3. Da distinguere. L'apparato in disponibilità della persona deceduta andrà sempre sequestrato, specifica la nota, mentre quello in disponibilità delle persone ferite andrà acquisito con il loro consenso. I dispositivi di bordo verranno sequestrati, evidenzia PoliziaMuniciapale.it, assieme al veicolo, ma una particolare attenzione andrà riposta ai dispositivi mobili in disponibilità dell'autista. Se l'interessato presterà il suo consenso, la Polizia procederà al controllo immediato dello strumento, previo avvertimento della possibilità di farsi assistere da un legale se immediatamente disponibile. In caso di esito negativo della verifica (o in assenza di elementi che evidenziano l'uso del dispositivo), nessun problema. Diversamente, scatterà il sequestro dell'apparato, come nel caso di mancata collaborazione dell'autista, con successiva verifica dello stesso: lo dice l'articolo 360 del Codice di Procedura Penale.

E fermi al semaforo?

Quando si è fermi in coda col rosso, si può tenere lo smartphone in mano? Le opinioni in materia divergono. Stando alla interpretazione prevalente, no. È la linea del Tribunale di Torino (sentenza 3904/2012): “L’impegno di una delle mani sul telefonino incide sulla sicurezza nella circolazione del veicolo, implicando comunque un disturbo e una maggiore e minore deviazione della concentrazione alla guida del conducente. E comunque potendo implicare una situazione di possibile pericolo, per esempio un ritardo nell’azionare i sistemi di guida al momento in cui scatta il verde”.

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