Non solo il nuovo Tutor, sono molteplici i nemici di chi corre troppo

Il nuovo Tutor (ecco la mappa) è il sistema di telecamere che tiene banco in queste ore: si chiama SICVe-PM e promette di combattere chi corre troppo, ossia chi mette a repentaglio la vita altrui (oltreché la propria) sulle autostrade. Ma qui, così come sulle statali e altrove ci sono anche altre telecamere in uso alle Forze dell’ordine, per arginare gli eccessi di velocità, specie in un periodo delicatissimo come l’esodo estivo: in agosto si registra il maggior numero di vittime sulle strade in Italia.

I tre sistemi di rilevazione

#1. SICVe-PM. Anzitutto, funziona come un autovelox normale: anche se raramente, individua la velocità istantanea in un punto. Ma soprattutto calcola la velocità media. Come? Rileva l’orario del passaggio di un’auto sotto un portale, l’orario del passaggio sotto il portale successivo, e il gioco è fatto. Il SICVe-PM è costituito da tre parti. Uno: le unità di rilevamento del traffico denominate stazioni periferiche. Due: il server di elaborazione centrale di raccolta dati. Tre: il sistema deputato all’accertamento, da parte della Polstrada, delle presunte violazioni rilevate automaticamente dal sistema. Ogni stazione periferica del SICVe PM è composta da sensori di traffico (Detector) in tre versioni, di cui due basate su tecnologia radar e una su spire magnetiche. L’unità di rilevamento veicoli (URV) è in due versioni denominate URV1 e URV2. L’unità di elaborazione locale (UEL) è in sei versioni in funzione del numero di URV gestite. C’è poi l’unità di sincronizzazione oraria (GPS) in quattro versioni. Il SICVe-PM viene sempre annunciato da cartelli specifici.

#2. Autovelox. Rileva la velocità istantanea in un punto e, come il SICVe-PM, viene annunciato dalla  segnaletica verticale. In base all'articolo 142 comma 6-bis del Codice della Strada, le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili. Quindi cartelli evidenti e postazioni altrettanto chiare. In che modo? Ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi: i classici segnali, perlopiù. Le modalità di impiego sono stabilite con decreto del ministro dei Trasporti, di concerto con il ministro dell'Interno. Qualcosa di analogo per i telelaser.

#3. Scout Speed. Si tratta di un autovelox a bordo di un’auto delle Forze dell’ordine in movimento, visibile e riconoscibile. In genere, viene piazzato sul parabrezza, sotto lo specchietto retrovisore centrale. Lo si definisce autovelox dinamico: viaggia sull’auto della Stradale. È ben diverso dagli autovelox fissi o mobili, che sono fermi in un posto. Stando al decreto ministeriale 139 del 2007 e a una circolare esplicativa, lo Scout Speed può funzionare anche in assenza di segnali di preavviso. Pertanto, gli autovelox fissi o mobili possono essere attivati se l’automobilista viene avvisato della loro presenza grazie a un cartello, chiaro ed evidente.

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Multa a casa dello Scout Speed

È polemica però sullo Scout Speed funzionante senza cartello di preavviso, con la multa che arriva a casa del proprietario dell’auto: il verbale è valido? Stando alle direttive ministeriali, sì. Secondo invece alcuni giudici, no, perché il Codice della Strada (articolo 142, comma 6-bis) impone un preavviso mediante segnaletica. Una norma, quella del Codice della Strada, cui una fonte di legge inferiore non può derogare. Se e quando lo Scout Speed si diffondesse, potrebbero esserci numerosi ricorsi per le sanzioni recapitate dopo rilievi effettuati senza preavvisi.