Uber ha annunciato la ricerca della prima città al di fuori degli Stati Uniti dove lanciare uberAIR, a partire dal 2023

Uber, si vola. La società californiana passa dalle auto con autista professionale sui comuni asfalti, ai cieli (vedi taxi volanti). Ma c’è una novità emersa nel corso della seconda giornata del Summit Uber Elevate di Los Angeles: qui l’azienda californiana ha annunciato la ricerca della prima città al di fuori degli Stati Uniti dove lanciare uberAIR, a partire dal 2023. Dove i velivoli VTOL elettrici al 100% possano operare. Accanto a Dallas e Los Angeles, già città partner, Uber (nell’occhio del ciclone dopo l’incidente mortale dell’auto a guida autonoma) punta a una terza città internazionale che voglia associarsi al progetto e renderlo realtà. Sono città che però devono avere determinati requisiti: servono anzitutto oltre 2 milioni di persone all’interno della loro area metropolitana estesa e una densità di oltre 2.000 persone per miglio quadrato. Città che siano in grado di supportare servizi di aviazione urbana in pooling e trarre quindi il massimo vantaggio da una rete uberAIR.

Quali città possono candidarsi

Trattasi di partnership: Uber è alla ricerca di una città che voglia puntare sul ridesharing aereo del futuro e che si impegni a superare gli ostacoli previsti e imprevisti per portare uberAIR sul mercato. Uber non è alla ricerca di città che offrano agevolazioni fiscali o incentivi locali, ma di amministrazioni con una visione ambiziosa. Le città ideali sono policentriche, con densi nodi di sviluppo all’interno dell’area urbana e soggette a una forte congestione del traffico: qui uberAIR può offrire significativi vantaggi in termini di risparmio del tempo per gli spostamenti, considerando che opera ad una velocità di 240-320 km/h.

Per risparmiare tempo

Servono località caratterizzate da un aeroporto di grandi dimensioni posto nelle vicinanze, ma dove i viaggi da o verso il centro della città possono richiedere anche più di un’ora: così potrebbero beneficiare molto di questo servizio. Da casa all’aeroporto volando, senza traffico. Inoltre, uberAIR fornirà servizi di trasporto da nodo a nodo anziché da punto a punto: è fondamentale che sia integrato all’interno di una soluzione multimodale che includa altre opzioni, come il trasporto pubblico, il ridesharing, il bikesharing e lo spostamento a piedi all’interno di una zona residenziale. Apprezzato un approccio moderno in materia di regolamentazione delle nuove tecnologie di mobilità che incentivi i veicoli a guida autonoma e droni.

La questione meteo

Le città dovrebbero avere condizioni ambientali stabili e favorevoli, che siano adatte per le operazioni di volo, compresa l’assenza di condizioni meteorologiche, temperature e altitudini estreme. Per facilitare la costruzione degli Skyport, sarà importante coinvolgere almeno un grande partner immobiliare locale. Utile un piano di urbanistica e una zona edificabile che consenta lo sviluppo di edifici a uso misto orientati al transito passeggeri con aree di parcheggio. Parliamo di velivoli VTOL elettrici al 100%: sarà necessaria una solida rete elettrica alimentata da fonti energetiche a bassa emissione di carbonio. A questo scopo, si richiede l’impegno della città a ridurre le emissioni inquinanti e a investire nella modernizzazione della rete. Alla fine, come può una città candidarsi? Altre info le trovate sul sito ufficiali di Uber Air