Inseguimenti, interviste, imprevisti: cronache di chi ha preso parte, per la prima volta, alla gara “più pazza del mondo”

Sarà stata la sveglia alle 6, o forse l’eccesso di sicumera e euforia. Sta di fatto che, a neanche mezz’ora dalla partenza da Roma, ero già perso nel bel mezzo della campagna laziale. Alla ricerca del percorso - quello giusto -  della Mille Miglia 2018. Non da solo, ma con il mio compagno di viaggio, Sacha Prost, figlio di un certo Alain, uno che di corse ne sa qualcosa. In due, a bordo di una Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio da 510 CV. E’ così che è iniziata la mia avventura.

Giorno uno. Chi ben comincia...

Mille Miglia, tutti più o meno sanno di cosa si tratta, in pochi l’hanno vissuta. E’ per questo che, appena mi è stata offerta la possibilità di prenderne parte, non come pilota in gara ma come giornalista, non ho esitato. Il mio programma: percorrere le strade dell’edizione 2018 della gara più famosa d’Italia, da Roma a Brescia, al seguito di oltre 400 auto d’epoca e al volante della super-berlina del Biscione, condividendo il viaggio con Sacha Prost. Le premesse, insomma, c’erano tutte. Quello che non sapevo è che sarei entrato nel vivo del viaggio praticamente da subito. Nel giro di pochi km, io e Sacha, ai quali di aprire il road book non è mai passato per la mente (che sciocchi, direte voi) eravamo sul lago di Bracciano. Bello, sì, bellissimo, ma niente a che vedere col percorso che dovevamo seguire in realtà. E, visto che ormai ci eravamo persi chissà da quanto, il road book era pressoché inutile e per ritrovare la strada, dopo un po' di disorientamento, alla fine abbiamo sfruttato la condivisione della “posizione attuale”, su Whatsapp, di un altro partecipante alla Mille Miglia, Mr JWW, famoso youtuber inglese, amico di Sacha, che correva a bordo di una fantastica Alfa Romeo 1900 Sport Spider del 1954 di proprietà del Museo di Arese. Un’auto a dir poco fantastica, che ha segnato la storia di Alfa e che da lì a poche ore avrebbe anche stravolto del tutto la mia Mille Miglia.

La Mille Miglia 2018 di Alfa Romeo
Giulia Q
La Mille Miglia 2018 di Alfa Romeo

C'erano un italiano, un inglese, un francese e un americano

Ronciglione, Viterbo, Radicofani, Siena, San Miniato, Monteriggioni. Tante tappe, in ciascuna un’accoglienza calda e festosa. E nonostante la nostra non fosse un’auto d’epoca, la folla andava in visibilio appena vedeva la Quadrifoglio in colore Rosso Alfa. "Gli italiani sono così fieri di quest’auto, è tra quelle che fa più scena e tutti la vogliono toccare" mi ha rivelato Sacha, che con la stessa Giulia ha fatto anche le prime due giornate di manifestazione. Arrivati a Monteriggioni ci siamo fermati per pranzo. E’ proprio lì però che l’auto di Mr. JWW - al secolo James W. Walker - e del suo copilota Derek Hill, imprenditore californiano anche lui figlio di un famoso pilota statunitense, ha dato i primi segni di stanchezza. Io e Sacha abbiamo aspettato insieme a loro che i meccanici di FCA Heritage la mettessero a posto per riprendere il viaggio insieme, un’operazione di circa un’oretta, ma dopo essere ripartiti e aver fatto qualche decina di chilometri, la 1900 Sport Spider ha deciso di prendersi un’altra pausa. E allora nuovo equipaggio: io, Sacha, Derek e James, tutti a bordo della Giulia Quadrifoglio. Siamo saltati direttamente sull’autostrada alla volta di Parma, meta finale della prima giornata.

La Mille Miglia 2018 di Alfa Romeo
La Mille Miglia 2018 di Alfa Romeo
Alfa Romeo Mille Miglia

"Sacha, insegui quella macchina!"

Eravamo quasi all’albergo quando una Ferrari 488 Spider, con gli adesivi della Mille Miglia, ci è sfrecciata davanti. Non potevamo resistere alla tentazione di inseguirla, tantomeno Sacha che nel DNA ha gli stessi geni corsaioli del padre. Un inseguimento giocoso, fatto di accelerate improvvise, frenate decise e manovre rapide nel traffico, con la colonna sonora del rombo del V6 e del V8. Una corsa terminata a Salsomaggiore Terme, dove sfilavano tutte le Rosse che, in occasione della Mille Miglia, hanno preso parte al Tributo Ferrari. E anche in quell’occasione ho avuto prova di ciò che diceva Sacha: forse la Giulia Quadrifoglio fa girare ancora più teste di una supercar di Maranello, e sicuramente riscuote più simpatia. Arrivati a Parma, abbiamo lasciato la nostra auto nel mezzo di Parco Ducale, dove tutte le bellezze d’epoca della Mille Miglia 2018 avrebbero riposato per prepararsi all’ultimo giorno di competizione.

Giorno due. Incontri ravvicinati su quattro ruote

Niente da fare, una notte di cure e coccole non aveva ripristinato del tutto la 1900 e allora James e Derek sono stati nuovamente nostri ospiti sulla Giulia. Questa volta l’obiettivo della mattinata era chiaro, almeno per me: essere ad Arese, al Museo Storico dell’Alfa, entro le 12. Non solo perché da lì passava una tappa della Mille Miglia, non solo perché volevo vedere con i miei occhi tutte i gioielli a quattro ruote che quel museo conserva, non solo perché lì i piloti della scuderia Sauber Alfa Romeo di Formula 1 Charles Leclerc e Marcus Ericsson avrebbero guidato nel piccolo circuito due Alfa d’epoca, ma perché da lì sarei partito per l’ultima tappa della mia Mille Miglia, sempre a bordo della Giulia Quadrifoglio, al fianco proprio di Ericsson. Un viaggio piacevolissimo, con un Marc che si è dimostrato scherzoso e disponibile - vedrete presto l’intervista su Motorsport.com -  e si è lasciato andare a qualche confidenza (“Per tenere lontano lo stress mi alleno in palestra: mi stanco fisicamente ma ricarico la mente, è la mia ricetta”). 

 

La Mille Miglia 2018 di Alfa Romeo
La Mille Miglia 2018 di Alfa Romeo

Nel giro di mezz’ora o poco più eravamo già a Brescia e mi sono ritrovato a pochissimi metri dal palco della tappa finale dove veniva celebrato l’arrivo delle auto in gara, godendo quindi di una visuale privilegiata su tutte quelle bellezze d’altri tempi. Tra le tante, proprio la 1900 Sport Spider che era stata sistemata nell’arco della mattinata e che ora poteva prendersi i meritatissimi applausi insieme al suo equipaggio.

Una gara per pochi, una festa per tutti

Una Mille Miglia nel segno del Biscione, la mia. Ma in realtà tutta l’edizione 2018 si è tinta di Rosso Alfa, visto che sul podio, alla fine, si sono piazzate tre auto di Arese - erano oltre quaranta le Alfa che partecipavano - una delle quali appartenente al Museo. E proprio loro sono state esposte al centro di Brescia, immerse in un clima festoso e frizzante. E’ questo ciò che mi rimarrà impresso più di tutto in mente quando penserò alla Mille Miglia 2018: le tante persone, quelle di Brescia e di tutti gli altri paesi, che non hanno corso a bordo di nessuna auto o avuto la possibilità, come me, di vederla da vicino, ma che in realtà hanno partecipato alla Mille Miglia con la propria gioia e la rendono, così come gli anni passati, un evento unico, una gara incredibile. La più bella del mondo.

Mille Miglia 2018 - La vittoria di Alfa Romeo