Insieme a una serie di modifiche alla carrozzeria con il model year 2019 arrivano anche nuovi motori a 3 e 4 cilindri, da 120 a 180 CV

La Jeep Renegade MY19 non è ancora stata presentata, ma già sono state diffuse le prime foto ufficiali da cui si possono cogliere i piccoli cambianti stilistici sul frontale e sul retrotreno. Come, ad esempio la nuova griglia a sette feritoie, i fari a LED e i fanali posteiori così come la linea del portellone. Il vero rinnovamento però Jeep lo porta nel campo delle motorizzazioni. Al Salone di Torino Parco Valentino, infatti, assieme al nuovo MY viene lanciata anche una nuova famiglia di motori, che debutta proprio su questo modello. Si tratta di benzina, a tre e a quattro cilindri, da 1,0 litri con 120 CV di potenza e da 1,3 litri da 150 CV o da 180 CV. Proprio il 3 cilindri è la grande novità, non tanto dal punto di vista tecnico (la concorrenza "va" a 3 cilindri già da diversi anni), ma da quello strategico: con una cilindrata appena superiore al TwinAir (che è 0.9), di fatto si pone come "concorrente" interno e, salvo ripensamenti clamorosi, come sostituto, anche se non nel brevissimo periodo. 

Un motore globale 

Come logico immaginarsi, queste nuove motorizzazioni, che derivano dai già esistenti Firefly prodotti per il mercato brasiliano e ultimi nati della famiglia FCA, saranno destinate a occupare i cofani di altri modelli e razionalizzare la gamma del gruppo, almeno per quanto riguarda le piccole cilindrate. I Firefly, come detto, sono gli ultimi arrivati e finora non sono stati mai utilizzati in Europa, questo perché non è cosa semplice adattare un nuovo tipo di motore a un modello già esistente. Detto questo, in virtù della fase di rinnovamento anche di questi ultimi, l’utilizzo del Firefly potrebbe prendere piede. Anzi, il condizionale si può anche togliere, dal momento che questi motori sono tra i più moderni di FCA: il basamento è in alluminio, le camere di combustione sono ad altissima efficienza e l'alternatore ''intelligente'' predilige la ricarica della batteria in fase di frenata: tutte tecnologie che si sposano alla perfezione con le norme anti-inquinamento sempre più stringenti.

I nuovi a tre e quattro cilindri deriveranno dagli esistenti Firefly utilizzati, fino a ora, sono nel mercato brasiliano

Uno su tre ce la fa

Per tornare al discorso iniziale, la domanda è: al posto di cosa arriveranno i Firefly? Mantenere tre motorizzazioni nella stessa fascia (Fire, TwinAir e Firefly) non è pensabile, quindi almeno una delle più vecchie - se non tutte e due -  potrebbe sparire. A maggior ragione in ottica elettrificazione, dove il nuovo motore a benzina potrebbe essere una buona base per costruire una variante ibrida per i modelli 500L e 500X (quest’ultima costruita sulla stesso pianale della Renegade). Allo stesso modo non è semplice abbandonare  propulsori di grande affidabilità (e dai costi ampiamente ammortizzati) come i Fire, che vanno dal 1.200 utilizzato su Panda e 500 fino al 1.4 turbo utilizzato da Abarth; o i bicilindrici TwinAir, che sono i più richiesti in mercati dove la tassa di possesso è legata all CO2, senza contare che sono tra i convertiti (nel gruppo) all’alimentazione a metano.

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