Il colore conta eccome, ma ci sono due macromondi al riguardo: il lato pratico e l'altro quello...collezionistico. Ed allora, ecco l'ennesima Dritta del nostro Andrea.

Il colore conta, eccome se conta! Si, stiamo parlando di automobili, e mai come in questo caso, esistono letteralmente due Macro universi riguardanti la tinta di una carrozzeria. No, non stiamo esagerando: il primo riguarda il lato più pratico, versatile, utile, dettato da una volontà precisa, ovvero l'utilizzo di tutti i giorni del proprio mezzo, della propria auto. Dall'altro lato, c'è quel lato oscuro quanto appassionato, il lato più voluttuoso che riguarda la vostra indole collezionistica. Perchè un'auto usata di qualche anno fa con un colore particolare e raro assume tutto un altro valore.

Un colore un carattere

Il colore dunque conta, perchè abbina un'auto ad un certo tipo di carattere. Un carattere in base alla tinta? A sentire Andrea è cosi: chi sceglie una tinta argento è preciso, affidabile. Verde? Per gli Ottimisti. Il Blu invece fa rima con gli ambiziosi e cosi via. Battute (ma nemmeno troppo) a parte, ricordate sempre però che un colore, concettualmente, viene imposto dalla Casa Madre: quando vi recate in concessionaria per una "super offerta" per una pronta consegna, raramente saranno colori particolari: sono gli stessi costruttori che scelgono per voi tinte in base a studi di mercato. Si parlava però di pratica.

Utile o dilettevole?

Da qui però la scelta. Che varia, come detto prima tra utilità e passione, tra vita reale e collezionismo. Un esempio da un lato? Provate ad utilizzare una spider con tinta nera e interni scuri d'estate. D'altro canto, parlando invece di valore collezionistico, il colore può fare realmente la differenza anche per la sua rarità: una BMW M3 E46, con il blu Laguna Seca, tanto per dirne una, sarà molto rara da trovare e, per questo, decisamente invitante. 

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