Il grande capo di Audi è accusato di aver contribuito a emettere certificati falsi, secondo quanto riportato dalla Procura di Monaco di Baviera

L’agenzia stampa dpa riferisce che Rupert Stadler, CEO Audi, si trova in stato di fermo per il pericolo di manomissione delle prove. La settimana scorsa, i suoi uffici e le sue abitazioni private erano state perquisite su mandato disposto dalla Procura di Monaco nell’ambito delle indagini, che ancora non si fermano, sul Dieselgate.

Frode e certificati falsi

Insieme a Stadler, in stato di fermo si trova anche un altro top manager, membro del board, di cui però, al momento, non è nota l’identità. Per entrambi, l’accusa è quella di frode ed emissione di certificati falsi; i due si vanno ad aggiungere all’ex CEO del Gruppo VW Martin Winterkorn, e ai suoi successori Martin Mueller e Herbert Diess, tutti sotto inchiesta.

Solo qualche giorno fa, 60.000 auto richiamate

Gli strascichi del Dieselgate non solo non sembrano fermarsi, ma danno anzi l’impressione di ingigantirsi. Pochi giorni fa, infatti, Audi si è trovata costretta a richiamare 60.000 unità fra A6 e A7 su “indicazione” della KBA (un ente paragonabile al nostro Ministero dei Trasporti), mentre perquisizioni e indagini continuano senza sosta.

 

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