Continua la telenovela della burocrazia legata all’auto

Niente da fare: la telenovela del documento unico di circolazione prosegue. La fine doveva arrivare il 1° luglio 2018, ma poi l’entrata in vigore del nuovo certificato di proprietà dell’auto è slittata al 1° gennaio 2019. Lo ha stabilito la Legge Bilancio di dicembre 2017. Che sia la volta buona? Chissà. Tutto nasce con decreto legislativo. 98/2017, che stabilisce come nel DUC (documento unico di circolazione) dovranno essere annotati quattro dati: quelli tecnici del veicolo, quelli di intestazione del mezzo, quelli validati dal PRA relativi alla situazione giuridico patrimoniale dell’auto o della moto, e infine i dati relativi alla cessazione del veicolo dalla circolazione conseguente alla sua demolizione o alla sua definitiva esportazione all'estero. Questo documento dovrà contenere anche i dati relativi alla presenza di privilegi e ipoteche, di provvedimenti amministrativi e giudiziari che incidono sulla proprietà e sulla disponibilità del veicolo, annotati presso il PRA (ossia presso l’ACI). Più i dati relativi a eventuali provvedimenti di fermo amministrativo, attraverso un decreto che il ministero dei Trasporti dovrebbe emanare di concerto con il ministero della Giustizia.

Chi dovrà fare cosa

Il ministero dei Trasporti è competente al rilascio della carta di circolazione, che ha validità di certificazione dei dati in essa contenuti, ferma restando due cose: uno, la responsabilità dell'Automobile Club d'Italia per i dati relativi alla proprietà e alla locazione finanziaria dei veicoli; e due, la responsabilità del ministero dei Trasporti per i dati relativi ai veicoli. Il nuovo documento dovrà essere rilasciato previa apposita domanda corredata da un modello unificato definito con decreto del ministero dei Trasporti, sentito l'ACI. L'istanza potrà essere presentata presso qualsiasi sportello telematico dell'automobilista (STA), compresi gli Uffici ACI, e presso il competente ufficio della Motorizzazione. Insomma, serve altra burocrazia. Le istanze dovranno essere trasmesse al CED (centro di elaborazione dati) del ministero dei Trasporti, che gestisce l'Archivio nazionale dei veicoli. Il CED trasmetterà contestualmente al PRA i dati relativi alla proprietà e allo stato giuridico del veicolo. E darà l’ok per stampare la carta di circolazione.

Per i vecchi libretti

I documenti rilasciati prima dell'entrata in vigore del documento unico continueranno a mantenere la propria validità: verranno sostituiti e accorpati nel nuovo foglio quando ci sarà un cambio di proprietario; oppure quando avverranno modifiche tecniche o giuridiche per le quali sia necessario l'aggiornamento dei documenti di circolazione.

L’automobilista ci guadagna qualcosa?

A distanza di 2 anni dall'introduzione del documento unico, dovranno essere definite le modalità organizzative dell'eventuale archivio unico da istituirsi presso il ministero dei trasporti, in modo da assicurare la riduzione dei costi di gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli. Ma alla fine, in termini pratici, l’automobilista ci guadagna qualcosa e subito in modo diretto? Non si sa. Di certo, il ministero dei Trasporti dovrà trasmettere al Parlamento una relazione dettagliata sui risparmi. Voluti dal legislatore tramite decreto. In teoria, si pagherà una tariffa unica per un documento unico, anziché due tariffe per due documenti. Occorre vedere se quell’unica tariffa non sia identica alle due attuali...

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