La strategia di Trump può avere effetti pesanti sul mondo automotive

I dazi di Trump sulla Cina per 34 miliardi di dollari sono appena divenuti realtà e il Paese del Dragone ha risposto con una misura identica: tasse per le merci che arrivano dagli States. Ma ora il tycoon americano minaccia un’escalation senza precedenti in fatto di dazi: durante una visita in Montana, ha affermato che le tariffe colpiranno beni cinesi per un valore di 500 miliardi di dollari, contro i 505 miliardi di import del 2017. E di certo prossime settimane arriveranno i balzelli su altri 16 miliardi di importazioni dalla Cina, per un totale di 50 miliardi, cui Pechino replicherà con dazi identici. I settori colpiti dagli USA? Quelli dell’economia digitale e dell’innovazione tecnologica, per fermare lo sviluppo del rivale e difendere il primato hi-tech degli Stati Uniti. In parallelo, Trump fa la sua guerra commerciale contro l’Europa, con l’auto che rischia di essere la tessera debole, l’ultima a essere abbattuta, di un domino micidiale condito da ritorsioni continue.

La minaccia di The Donald

Sull’Unione Europea incombe infatti la minaccia dei dazi del 25% che riguardano le auto provenienti dal Vecchio Continente verso gli States. Se l’UE vuole rispondere con dazi altrettanto forti, il cancelliere Angela Merkel, per difendere l’industria automobilistica del proprio Paese (specie BMW e Daimler-Mercedes, ma anche Volkwswagen con la sua galassia di marchi) è più propensa a collaborare. Vorrebbe scendere a patti con Trump.

Germania nel mirino

Il fatto è che Trump, quando parla di “auto europee”, intende soprattutto “auto tedesche” di marchi di lusso, quelli che hanno negli USA il loro primo mercato: i SUV che fanno breccia in America. Non per niente, nei giorni scorsi si è tenuto a Berlino un incontro tra l’ambasciatore americano in Germania (Richard Grenell) e rappresentanti di BMW, Daimler- Mercedes e Volkswagen. Obiettivo, la cancellazione bilaterale di ogni tipo di imposta sull’auto, da parte sia degli USA sia dell’UE. Che è un po’ il fine ultimo di Trump. Questi non tollera invece la situazione attuale: gli Stati Uniti impongono tariffe del 2,5% alle auto provenienti dall’Europa. Che fissa dazi del 10% su tutte le auto importate dagli Usa.

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