Nessuno sconto obbligatorio. E la caccia agli evasori assicurativi è ferma

Cominciamo da una notizia non del tutto negativa: la Rc auto è in leggerissimo calo, stando ai dati ufficiali Ania (Associazione delle assicurazioni). Sulla base dei risultati dell’ultimo monitoraggio trimestrale, a marzo 2018 il prezzo medio della copertura continua a diminuire (-1,3%). Siamo a 345 euro: 92 euro in meno in valore assoluto rispetto ai 437 euro di marzo del 2013, ossia circa il 21% in meno in 5 anni. In particolare, il premio medio delle auto ha registrato a marzo 2018 una diminuzione dell’1,2% rispetto allo stesso mese del 2017, mentre per i motocicli e ciclomotori si rileva un’inversione di tendenza (rispettivamente +0,5% e +2,1%). Al di là del fatto che l’Italia resta la più costosa in termini di assicurazione auto (per via dei risarcimenti, dicono le assicurazioni italiane), rimane la paralisi della Rca. Infatti, non c’è nessuno sconto obbligatorio a favore dei guidatori virtuosi.

Le riduzioni, in teoria 

Il 27 marzo 2018, l’Ivass (Istituto di vigilanza) ha emanato il regolamento 37/2018, per la determinazione da parte delle imprese di assicurazione degli sconti obbligatori: sta tutto scritto nella Legge Concorrenza. Questi sconti, riporta l’Ania, dovranno essere praticati dalle imprese che vorranno offrire contratti con le clausole indicate dalla norma. Vale a dire: ispezione preventiva del veicolo, installazione di scatole nere/altri dispositivi elettronici di rilevazione della circolazione dei veicoli, oppure dispositivi di tipo alcol lock (l’auto parte solo se il guidatore è sobrio). Sono inoltre dettati i criteri e le modalità di applicazione dello sconto aggiuntivo, rispetto al precedente, che le imprese saranno tenute ad applicare agli assicurati che abbiano installato una scatola nera o altro dispositivo elettronico e che inoltre siano esenti da sinistri negli ultimi 4 anni, e risiedano nelle Province a rischio. Quali? Quelle dove si verificano parecchi incidenti e frodi: il Sud (specie Napoli e Caserta), ma un po’ tutta l’Italia a macchia di leopardo. 

Niente regolamenti

Tuttavia, spiega l’Ania, le disposizioni sugli sconti obbligatori da effettuarsi in caso di contratti con scatole nere potranno avere piena attuazione solo quando sarà chiaro cosa si debba intendere con il termine scatola nera o altro dispositivo di rilevazione della circolazione dei veicoli. Servono i regolamenti attuativi previsti dalle norme di legge in materia per l’individuazione delle scatole nere e degli altri meccanismi elettronici. Regolamenti che non ci sono. E non si vedono all’orizzonte.

Un esercito di “mine vaganti”

Il secondo guaio sono le “mine vaganti”: le auto senza Rca, un’emergenza nazionale, con Napoli record (una vettura su 6 priva di polizza). Sono dolori per chi subisce l’incidente causato da una vettura scoperta: deve rivolgersi al Fondo vittime per avere il risarcimento: una procedura lunga e complicata. E spesso il guidatore scappa, divenendo un pirata. Qui c’è un problema alla radice. Come illustra l’Ania, stimare l’entità dell’evasione assicurativa non è compito facile perché per far emergere la dimensione reale del fenomeno servirebbe un controllo serrato e continuo da parte delle Forze dell’ordine (pressoché irrealizzabile). Occorrerebbe un archivio informatico centralizzato che raccolga tutte le sanzioni per guida senza assicurazione effettuate dalla Polizia Stradale, dalla Polizia Municipale e dai Carabinieri (al momento non esistente). Comunque, parliamo di 2,8 milioni di veicoli senza Rca, pari al 6,3% del totale degli immatricolati. Quanto basta per mettersi le mani nei capelli.

Si aspettano i decreti 

Sulla carta, la soluzione c’è: i controlli delle auto senza Rca tramite autovelox e varchi ZTL. Ma non ci sono i decreti di omologazione affinché queste telecamere funzionino in automatico e si colleghino al database alimentato da Ania e Motorizzazione. Siamo fermi ai controlli su strada da parte delle Forze dell’ordine, che fanno quello che possono, con tutte le difficoltà del caso. Basti pensare che, a luglio 2017, l’operazione “Mercurio Insurance” ha visto impegnate, spiega l’Ania, 4.000 pattuglie della Polizia di Stato, di cui 250 dotate dei sistemi di controllo automatizzato “Mercurio”, e oltre 8.000 poliziotti impegnati quotidianamente in 103 Province. Complessivamente sono stati controllati 408.883 autoveicoli e in 2.419 casi è stato disposto il sequestro del mezzo per mancata copertura assicurativa. Come si vede, serve verificare un numero gigantesco di macchine per scovare quelle senza Rca: si annidano in chissà quali zone particolari delle città, circolando solo in determinati orari e in certe aree. “Mine vaganti”, appunto.

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