Seat entra nella joint-venture creata per lo sviluppo dei veicoli elettrici, della connettività e della guida autonoma

Trump “chiude” le frontiere, ma il mondo va avanti. Seat, Volkswagen Group China, China Intelligent and Connected Vehicles Research Institute (ICV) e JAC fonderanno - insieme - un nuovo centro di ricerca e sviluppo per veicoli elettrici, connettività e guida autonoma.

Presenti le grandi autorità

La firma sul Memorandum di Intesa, Seat, Volkswagen Group China, China Intelligent and Connected Vehicles Research Institute (ICV) e JAC l’hanno apposta, a Berlino, alla presenza della Cancelliera tedesca Angela Merkel e del Premier cinese Li Keqiang. Molto chiare le parole del n°1 del Gruppo Volkswagen Herbert Diess: “Rinforzeremo la nostra presenza in Cina continuando ad allargare gli accordi commerciali e industriali in loco”. Dichiarazioni che poi supporta con qualche numero: “Entro la fine del 2022, prevediamo un potenziale di business pari a 15 miliardi di euro nel campo delle nuove tecnologie”.

Il mercato più grande del mondo

La Cina non è solo il mercato automobilistico più grande del mondo, ma lo è anche per quello che riguarda l’auto elettrica. Non è un caso, dunque, che il Gruppo Volkswagen metta radici proprio qui (ma anche in America, come potete leggere sotto), con l’obiettivo di mettere in commercio la bellezza di 40 nuovi modelli elettrici e ibridi plug-in a marchio Audi, Seat e Skoda entro i prossimi 7-8 anni. Di più, il campo di interesse dei tedeschi va oltre i “semplici” veicoli per interessare anche le già citate connettività, guida autonoma, mobilità condivisa e nuove tecnologie in generale.

40 nuovi modelli elettrici e ibridi plug-in a marchio Audi, Seat e Skoda

La bella parabola di Seat

All’interno di questo importante accordo siglato a Berlino, un aspetto merita di essere sottolineato: da marchio quasi solo spagnolo, per mercato di riferimento e siti produttivi, Seat si è trasformata in una Casa automobilistica con ambizioni mondiali. Anche il più ottimista fra i manager Seat, probabilmente, non avrebbe pronosticato un’ascesa così rapida per un marchio dai trascorsi non facilissimi, fra un passaggio di proprietà e l’altro (da Fiat a VW), tra un tentativo di rilancio e l’altro (tutti in epoca tedesca).

 

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