L’unione dei sindacati di base dello stabilimento FCA ha indetto 2 giorni di sciopero, ma non tutti sono d'accordo

Il cartellino è costato 105 milioni di euro, cui bisogna aggiungere 60 milioni di euro all’anno per 4 anni di stipendio (30 netti e altrettanti di tasse) e 12 milioni di commissione. Totale: 357 milioni di euro. Ecco quanto è costato il trasferimento di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid alla Juventus. Cifra monstre che pare non essere andata a genio all’Unione Sindacale di Base dello stabilimento FCA di Melfi, sul piede di guerra e pronta a scioperare per 2 giorni, dalle 22:00 di domenica 15 luglio fino alle 6:00 di martedì 17.

Stessa proprietà

“Siamo tutti dipendenti dello stesso padrone [FCA e Juventus appartengono alla famiglia Agnelli che le controlla tramite Exor, ndr] ma mai come in questo momento di enorme difficoltà sociale questa disparità di trattamento non può e non deve essere accettata” scrive il sindacato, criticando aspramente l'arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus, aggiungendo “E mentre gli operai e le loro famiglie stringono sempre più la cinghia la proprietà decide di investire su un'unica risorsa umana tantissimi soldi! È giusto tutto questo? E' normale che una sola persona guadagni milioni e migliaia di famiglie non arrivino alla metà del mese? Ci viene detto che il momento è difficile, che bisogna ricorrere agli ammortizzatori sociali in attesa del lancio di nuovi modelli che non arrivano mai”.

Cosa si produce a Melfi

Lo stabilimento di Melfi, aperto nel 1994, ha una produzione annua di circa 400.000 vetture: Fiat 500X, Jeep Renegade e l’ormai prossima alla pensione Fiat Grande Punto. Proprio il suo addio porterà all’adozione del contratto di solidarietà con rotazione a orario e retribuzione ridotti per 5.857 lavoratori.

La replica degli altri sindacati

Uno sciopero che ha avuto un forte eco mediatico e che ha provocato una risposta da parte di altri sindacati: FIM-CSIL, UILM, FISMIC e UGLM che si discostano dalle azioni dell'Unione Sindacale di Base. Nella breve nota si legge "È incredibile che in una fase così delicata del gruppo FCA, a partire dello stabilimento di Melfi, qualcuno proclami lo sciopero su di una vicenda che nulla ha a che fare con il lavoro e con i lavoratori". La nota continua sottolineando come lo sciopero riguardi solo una parte dei lavoratori di Melfi. "Mentre alcuni lavorano quotidianamente affinché si possano costruire le basi per il futuro industriale dello stabilimento di Melfi, alla luce del nuovo piano industriale presentato dall’A.D. Marchionne il 1 giugno 2018, altri – sedicenti sindacati – per mera pubblicità giochino sulla pelle e sul futuro dei lavoratori". A conclusione i 4 sindacati fanno notare come "questo fantomatico sciopero, oltre a ledere l’immagine [dei lavoratori n.d.r.] risulta essere fuorviante rispetto alle problematiche vere – ovvero il lavoro - che da sempre rappresenta il fulcro e l’obiettivo nobile di ciascuna vera organizzazione sindacale affinché si possa affermare che il lavoro è davvero un bene comune.

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