È caos sul prossimo sistema di rilevazione della velocità media

Telenovela Tutor, cominciamo dalla fine, ossia dalla smentita di Autostrade per l’Italia: “In relazione alle indiscrezioni pubblicate sul sito di Asaps”, Amici Polstrada, “sulla prossima attivazione di nuovi sistemi di rilevazione della velocità media sulla rete, Autostrade per l'Italia precisa che ogni valutazione e decisione puntuale circa le tratte, i tempi e le modalità di attivazione è di competenza della Polizia Stradale. Le informazioni già diffuse in questa fase, quindi, non hanno alcun fondamento”. La notizia della riattivazione del tutor il prossimo 25 luglio quindi non sono vere. Pertanto, quali certezze ci sono?

Si resta in attesa

Il Tutor è stato spento perché c’è contraffazione, secondo la Corte d’Appello: Autostrade per l’Italia ha copiato il brevetto, che appartiene a una piccola azienda toscana, la Craft. Prima, il Tutor (dato in uso alla Polstrada) svolgeva una funzione importante, facendo calare gli incidenti: gli automobilisti dal piede pesante erano costretti ad andare sotto il limite di 130 km/h perché veniva calcolata la velocità media, grazie al rilievo dell’orario del passaggio di un’auto sotto un primo portale autostradale e poi sotto un altro. Stando ad Autostrade per l’Italia e Polstrada, che così interpretano la sentenza della Corte d’Appello, la concessionaria “non ha l’obbligo di installare sistemi di rilevazione della velocità”: ecco perché “la Corte d’Appello non ha ritenuto Autostrade per l’Italia legittimata a ottenere la sospensione dell’esecuzione della sentenza del 10 aprile scorso”.

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Quale futuro

In che modo il gestore e la Stradale sostituiranno il Tutor? Sentiamo i diretti interessati: “La tutela della sicurezza stradale è in capo alle istituzioni preposte. Polizia Stradale e Autostrade per l’Italia stanno lavorando per l’attivazione in via sperimentale del nuovo sistema SICVe PM, approvato con provvedimento del ministero dei Trasporti numero 3338 del 31 maggio 2017”. La questione è molto complessa e articolata. In estrema sintesi, i filoni legali sulla contraffazione del Sicve sono più d’uno, vertendo sia per contraffazione del brevetto sia per contraffazione del software del Sicve.

Com’è fatto il SICVe PM

Comunque, se e quando arriverà, il SICVe PM è costituito da tre parti. Uno: le unità di rilevamento del traffico denominate stazioni periferiche. Due: il server di elaborazione centrale di raccolta dati. Tre: il sistema deputato all’accertamento, da parte della Polstrada, delle presunte violazioni rilevate automaticamente dal sistema. Occorrerà capire se, dopo la causa sul Tutor, possa nascere una controversia legale anche sul SICVe PM: su quest’ultimo pende una richiesta di annullamento al ministero dei Trasporti.