Il manager italo canadese, ex numero uno di FCA e Ferrari, si è spento oggi a Zurigo. Elkann: "saremo sempre riconoscenti". Manley: "era un uomo unico"

Sergio Marchionne è morto. Il manager Italo canadese si è spento nell'Ospedale Universitario di Zurigo dov'era ricoverato dal 27 giugno scorso per un intervento alla spalla. La condizione di salute di Marchionne si è aggravata nei giorni successivi per quelle che i medici hanno definito "conseguenze post operatorie" e la criticità della situazione ha obbligato i consigli di amministrazione di FCA e Ferrari a deliberare per un avvicendamento d'emergenza con la nomina Mike Manley e Louis Camilleri rispettivamente amministratore delegato del Gruppo italo americano e della Casa di Maranello.

Leggi anche:

Le parole di Elkann

Per espressa richiesta della famiglia, non sono previste nuove comunicazioni ufficiali da parte del Gruppo FCA che sabato 21 luglio 2018 aveva già diffuso una lettera particolarmente sentita firmata in prima persona dal presidente John Elkann. Questa invece la dichiarazione di Elkann rilasciata in rappresentanza di Exor (la holding di famiglia) pochi minuti dopo la scomparsa di Sergio Marchionne:

E’ accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l’uomo e l’amico, se n’è andato. Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore - ha aggiunto Elkann - Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler

L'ultima volta a Roma

L'ultima apparizione pubblica di Marchionne è del 24 giugno scorso a Roma in occasione della consegna di una Jeep Wrangler ai Carabinieri, poi più nulla. I primi di luglio Marchionne avrebbe dovuto presenziare ad altri due appuntamenti fra cui una vista allo stabilimento di Sevelsud ad Atessa, appuntamenti a cui a disertato, senza apparente spiegazione. Si sono poi rincorse le voci del suo ricovero, i primi di luglio, per una operazione alla spalla, ma dopo queste notizie ancora niente, fino pochi giorni fa quando è trapelata l’indiscrezione che John Elkann avesse convocato in via straordinaria dei CDA FCA, Ferrari e CNH Industrial, una notizia smentita da FCA, ma che poi si è rivelata esatta. Il resto è storia di queste ultime ore.

Sergio Marchionne

Ha cambiato la storia dell'auto

Un grande manager, una figura controversa (amata e odiata) ma senza dubbio un personaggio che è già entrato nella storia dopo averla cambiata. Sergio Marchionne ha preso il controllo della Fiat nel 2004 quando l'azienda era sull’orlo del fallimento e della cessione a GM, e l'ha trasformata in meno di 14 anni nel sesto gruppo mondiale nell’industria dell’auto azzerandone il debito. Questi i fatti. Di Marchionne e dei suoi metodi da “finanziere” si è detto di tutto e di più, fra i sui detrattori c’è chi lo accusa di aver pensato solo all’aspetto economico delle sue operazioni e non a quello sociale. Fra chi lo elogia quello di aver riportato il made in Italy nel mondo. La certezza è che senza Marchionne oggi la Fiat non esisterebbe.

Manley: "era un uomo unico"

Proprio oggi Mike Manley ha parlato per la prima volta da amministratore delegato di FCA presiedendo la conferenza telefonica di presentazione dei risultati del secondo trimestre 2018. E ha parlato innanzitutto di Sergio Marchionne:

Questo è un momento molto difficile e triste. Ho passato gli ultimi nove anni della mia vita parlando ogni giorno con Sergio. Era un uomo unico, speciale, ci mancherà molto. Non credo si possa aggiungere qualcosa che non sappiate già sulle sue capacità dirigenziali. So che dalla sua prospettiva la nostra relazione era basata sulla fiducia e sul rispetto. Ho letto molti messaggi di supporto nei confronti dell'azienda e della famiglia: vi ringrazio personalmente per questo

Manley ha concluso chiedendo di osservare un minuto di silenzio e i sessanta secondi di "telefono muto" sono stati drammaticamente assordanti. Per tutti.

Leggi anche:

Crollo in borsa

La notizia di oggi  è quella dell’azzeramento del debito, un passaggio giudicato strategico dallo stesso Marchionne in vista di possibili future alleanze. Ma l'annuncio, di per sé positivo, non è bastato a far tenere il titolo di FCA in borsa dove ha lamentato perdite fra l'8 e il 10%. Pesano sicuramente le stime al ribasso della liquidità industriale netta per la fine del 2018, rivista da 4 a 3 miliardi di euro (ora è a quasi 500 milioni) e anche quelle dei ricavi netti ridimensionati fra i 115 e i 118 miliardi (contro i 125 annunciati in precedenza). Secondo Manley sono stime necessarie per mantenersi trasparenti con il mercato, confermando poi   tutti gli obiettivi posti con il piano industriale al 2022Nei conti presentati da Manley si legge anche un dimezzamento dei ricavi di Maserati dovuto principalmente alle difficoltà di esportazione in Cina. Fino alla conferma della riduzione dei dazi dal 1° luglio, infatti, gli acquisti nel Paese orientale sono rimasti sospesi dall'incertezza, sia da parte della rete che dei clienti finali. 

 

Sergio Marchionne, 14 anni di FCA