Alla prima uscita pubblica il manager ha fatto parlare di sé: per la cautela sui profitti futuri, ma anche per la passione mostrata verso l'azienda

Mercoledì 1 agosto non è stato un giorno come gli altri per Louis Camilleri, il manager 63enne a cui è stata affidata la guida della Ferrari dopo la scomparsa di Sergio Marchionne. L'Ad maltese ha presentato i dati economici del Cavallino per il trimestre aprile-giugno (positivi in termini di vendite e guadagni), ma soprattutto ha parlato ufficialmente per la prima volta dopo la sua investitura. Le borse non lo hanno premiato (ieri il titolo ha perso l'8,3% alla Borsa di Milano ed è oggi ha recuperato solo parzialmente) seguendo delle dinamiche finanziarie più o meno fisiologiche, ma al di là dei numeri che "rimbalzeranno" nei prossimi giorni è interessante conoscere la visione-Camilleri.

Suo compito è fare il guardiano (dell'esclusività)

Vero è che i dettagli sulle strategie future della Ferrari sarà approfonditi nell'investor Day programmato a Maranello il 17 e 18 settembre, ma stando a chi lo ha incontrato ieri è sembrato avere già le idee molto chiare. Il manager infatti si è definito “guardiano dell'esclusività” della Ferrari, che raggiungerà presto il traguardo delle 10.000 consegne l'anno (saranno circa 9.000 nel 2018) ma non lo farà a scapito del blasone e del prestigio, fra le caratteristiche preferite da chi acquista una vettura del Cavallino. Camilleri ha rivelato inoltre che Ferrari possiede le conoscenze per sviluppare motori elettrici, ma la questione andrà affrontata a lungo termine, a differenza di quello che riguarda l'ibrido: secondo il manager con motori di questo tipo la Ferrari non avrà problemi a livello di emissioni, che diventano più stringenti per i costruttori da oltre 10.000 auto l'anno.

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Appassionato e “umano”

Il manager in ogni caso ha fornito un'impressione molto positiva di sé alle persone che lo hanno incontrato, ci ha raccontato una nostra fonte alla Ferrari, sorpreso dalla passione e dalla competenza del nuovo numero 1. Camilleri infatti era già cliente della Rossa e ha fatto commenti molto azzeccati al momento della visita a Maranello, dove chi ci ha parlato è rimasto colpito dal suo basso profilo: nonostante abbia un bagaglio culturale simile a Marchionne, a partire dagli studi in economia all'estero, è apparso molto vicino ai dipendenti e ha detto che il lavoro non deve influire sulla vita privata, un pensiero molto diverso rispetto a quello del precedessore, noto per essere molto esigente e per chiedere la disponibilità a qualsiasi ora.