È la stima della società IHS Markit, che ipotizza multe a nove zeri se i costruttori non dovessero rispettare i limiti di inquinamento in vigore dal 2021

L'ultimo rapporto della società di analisi IHS Markit non è certo la miglior lettura sotto l'ombrellone per tanti manager dell'auto, che si rovineranno la giornata scoprendo quanti soldi le aziende che dirigono potrebbero dover versare all'Unione Europea. La stima della IHS Markit si riferisce infatti alle multe che aleggiano sulle case automobilistiche in vista del 2021, quando saranno in vigore i nuovi limiti sulle emissioni di anidride carbonica (CO2), che per quella data non dovranno superare la media di 95 g/km fra tutti i modelli a listino. In caso opposto la sanzione è di 95 euro per grammo di CO2 ogni auto venduta, per un totale stimato dalla IHS Markit in 14 miliardi di euro.

Servono altri sforzi

La faccenda è complessa e riguarda quasi tutte le case automobilistiche in Europa, visto che la media al 2017 fra tutti i costruttori era di 118,5 g/km. La complessità del tema deriva anche dal fatto che dallo scorso anno sono cambiati i test di omologazione, complice l'arrivo del nuovo test WLTP, più severo di quello precedente (chiamato NEDC) con ovvie conseguenze per le case: i consumi delle auto sono aumentati e di conseguenza la quantità di CO2 emessa dalle auto è aumentata del 9,6% a fine luglio. Per questo motivo l'UE ha rivisto il limite di 95 g/km, che dopo il passaggio alla normativa WLTP (obbligatoria dal 31 agosto) verrà incrementato a 114.9 g/km. Questo però non dovrebbe bastare, stando alla IHS Markit, che stima per il 2021 una media di 122.9 g/km

Leggi anche:

Il mercato non aiuta

I manager e gli ingegneri hanno poco tempo per intervenire, a maggior ragione considerando che il mercato sta andando da un'altra parte: a trainare le vendite sono infatti SUV e crossover, più pesanti e quindi meno puliti rispetto alle tradizionali utilitarie, berline e station wagon (l'aumento delle emissioni di CO2 è proporzionale infatti all'incremento dei consumi). La situazione è resa ancora più complicata dal fatto che negli ultimi mesi sono tornate a crescere le vendite delle auto a benzina, che a differenza di quelle a gasolio emettono più CO2 ma meno polveri sottili e ossidi d'azoto.