Vigili in moto sanzionano gli automobilisti che sgarrano

Distrazioni da smartphone: il Comune di Milano ha messo in campo il servizio della radiomobile della Polizia Locale in borghese. Tutti i giorni, dalle 7 alle 20, i “falchi” sulle moto controllano se gli automobilisti guidano col cellulare in mano: in caso positivo, scatta la multa. Ossia 161 euro e il taglio di 5 punti-patente. Più la sospensione della patente da uno a 3 mesi alla seconda infrazione nel biennio (recidiva). Non ci sono solo guidatori che chiacchierano al telefonino, ma esiste pure chi chatta, invia e-mail, consulta i social. Il fatto è che è vietato al guidatore di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici o di usare cuffie sonore: viene consentito l'uso di apparecchi a vivavoce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani).

In borghese, una bella differenza

Va tenuto presente che, da gennaio a luglio 2018, i Vigili motociclisti in divisa hanno fatto 755 multe: invece, le pattuglie in borghese da marzo a luglio hanno appioppato 975 verbali. Nel complesso, si viaggia a 250 contravvenzioni al mese, con i poliziotti non riconoscibili a fare la parte del leone, visto che l’automobilista imprudente non si libera dello smartphone, al contrario di quanto fa quando vede la divisa. Continuando così, il totale annuo ammonterà a 3.000 multe, equivalenti a 483.000 euro. Ma i “falchi” sulle moto che scovano i furbetti dello smartphone in mano, si diffondono un po’ ovunque in Italia. Da Sassari a Cesenatico, passando per Pescara, Firenze e Palermo. E, come spesso accade, se Milano… lancia una moda in materia di controlli stradali (autovelox, telecamere ai semafori, ZTL), gli altri Comuni seguono a ruota.

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La vera rivoluzione

Un’attività utile, quella dei controlli in borghese, anche se la vera rivoluzione per arginare il fenomeno della distrazione da smartphone potrà arrivare solo con una revisione del Codice della Strada: sospensione della patente alla prima infrazione, e non alla seconda. Così come recitava un vecchio disegno legge, poi annacquato: subito 161 euro e taglio di 10 punti; sospensione della patente da 2 a 6 mesi alla seconda infrazione nel biennio. Quindi, la sottrazione di punteggio e lo stop alla patente raddoppiano; però solo alla recidiva: 2 violazioni in 2 anni.