Porsche Cayenne E-Hybrid, ricarica rapida

L’anima migliore della nuova Porsche Cayenne ha dentro di sé il diavolo delle prestazioni e l’acqua santa dei consumi e del rispetto per l’ambiente. Ecco perché la versione E-Hybrid della terza generazione del Suv tedesco, ormai orfano del diesel, è la più interessante di tutte e arriva come una benedizione per raggiungere quello che è l’obiettivo principale: diminuire i grammi di anidride carbonica e le emissioni nocive senza sacrificare i piaceri del volante. La cosa è ancora più importante se ti chiami Porsche e sei un SUV, ma sono queste le sfide che esaltano i migliori, quelli che con l’ibrido hanno vinto le ultime tre 24 Ore di Le Mans di fila e con la 918 Spyder hanno già dimostrato che il diabolico e l’angelico possono non solo coesistere, ma trovare mutua esaltazione.

Porsche Cayenne E-Hybrid, la prova

Com’è

La Cayenne E-Hybrid è la tipica Porsche ibrida: identica alle altre, anche nelle dimensioni – è lunga 4,92 metri – tranne il verde acido utilizzato per le scritte dentro e fuori e le pinze dei freni, anche con i dischi al carburo di tungsteno o con i carboceramici. Della nuova Cayenne ho già detto che è indubbiamente più elegante, ma ha perso un pizzico di cattiveria, però bella è bella e la schiatta si vede tutta. Il sistema ibrido è composto dal V6 3 litri turbo da 340 CV della Cayenne di base con il motore elettrico da 100 kW e 400 Nm derivato da quello della 918 ed inserito nel cambio automatico con l’interposizione di una frizione di innesto. Identici anche il sistema di trazione integrale e...