Seat Tarraco, i primi chilometri del SUV spagnolo a 7 posti

Solitamente per decidere il nome di una nuova auto si riuniscono eserciti di esperti di marketing, guru di prodotto, forza vendita proveniente da tutto il Globo e i vertici della Casa automobilistica di turno. Perché battezzare un’auto è importante e un nome sbagliato potrebbe “ammazzare” anche il modello più riuscito. Una regola che ha trovato la sua ultima eccezione con la Seat Tarraco, il SUV di grandi dimensioni della Casa spagnola, chiamato così dopo una sorta di referendum mondiale. I vertici di Martorell avevano infatti chiesto ai fan di mandare proposte per dare il nome alla “cugina” di Skoda Kodiaq e Volkswagen Tiguan Allspace. In finale erano arrivati, oltre a Tarraco (nome col quale i romani chiamavano l’attuale città di Tarragona) Alboran, Aranda e Avila.

Vedo e non vedo

Un modello che rispetta però la tradizione di Seat di chiamare i propri modelli col nome di città spagnole, mentre dall’altra parte ne evolve sensibilmente lo stile. Ci sono particolari che emergono nonostante le pesanti camuffature che avvolgevano il muletto testato (guarda caso) nei dintorni di Tarragona. Come ad esempio l’anteriore, con la nuova firma luminosa LED, le luci più sottili e il muso che quasi “esce” dai volumi come una sorta di naso, con alla sommità la nuova mascherina esagonale. Fa un bell’effetto e dona alla Seat Tarraco un ché di sportivo, senza però eccedere. Difficile dire della fiancata, se non che la lunghezza sarà di 4,73 metri e il passo di 2,79. Lo stesso discorso vale pe...