Anche il gruppo torinese si lancia nella ricerca...

Negli ultimi anni la tecnologia Fuel Cell per impieghi nell'autotrazione è stata oggetto di grande attenzione e discussione da parte dei grandi costruttori automobilistici. Non avendone ancora dimostrato la reale potenzialità in chiave ambientale, lo sviluppo da parte dei centri di ricerca sembra non avere fine. Anche Fiat Auto, forte di una lunga serie di prototipi e manichini dimostrativi, propone l'ennesima personale interpretazione con la Panda Hydrogen

La nuova supercompatta Fiat ben si presta a sostenere il ruolo di prima vettura sperimentale per piccole flotte dotata di tecnologia Fuel Cell. L'intento è quello di valutare la reale possibilità di utilizzo di queste vetture laboratorio nell' uso prevalentemente cittadino ambiente naturale delle piccole Fiat.

La Panda Hydrogen presenta un'architettura di tipo "ibrido Full Power". Lo stack (formato da varie celle elettrolitiche collegate in serie, all'interno delle quali gli atomi di idrogeno e di ossigeno si combinano generando energia elettrica con emissioni nulle) è sistemato sotto il cofano anteriore e collegato direttamente al motore elettrico di trazione. Il pacco batterie interviene solo fornendo un'integrazione di energia nelle fasi di accelerazione del veicolo, migliorando così la prestazione complessiva del sistema, garantendo contemporaneamente il recupero di parte dell'energia cinetica di frenata e facilitando le operazioni di avviamento in climi freddi.

Tecnicamente l'impianto è composto da un motore elettrico di tipo asincrono trifase a corrente alternata con potenza massima di 40 Kw. L'alimentazione di idrogeno, immesso ad una pressione di circa 1,5 bar, combinato ad ossigeno anch'esso compresso genera una potenza massima caratterizzata da elevata efficienza (65% al 20% della potenza massima). Completano l'impianto i circuiti ausiliari per l'alimentazione dell'idrogeno, per la gestione dell'aria e dell'acqua, per il raffreddamento dello stack stesso.

L'idrogeno che alimenta la Fuel Cell è contenuto, alla pressione di 350 bar, in due serbatoi di materiale composito, installati sotto il pianale della vettura: il primo è nel tunnel centrale mentre il secondo è posto in corrispondenza del sedile posteriore. Si conservano così tutte le caratteristiche distintive dell'abitacolo della Nuova Panda, compresa l'ottima abitabilità del modello di serie.

A livello prestazionale la Panda Hydrogen fa segnare ottimi valori soprattutto se commisurati con quelli di analoghi veicoli sperimentali:

Velocità massima 130 Km/h;
Accelerazione (0-50 km/h) è inferiore a 7 secondi;
Pendenza massima superabile allo spunto è maggiore del 20%.
Volume complessivo dei due serbatoi: 68 litri;
Autonomia 220 Km;
Tempo di rifornimento inferiore a 10 minuti;

Nonostante le soluzioni tecniche proposte dalla Panda Hydrogen richiedano ancora importanti evoluzioni è auspicabile che l'utilizzo di tale modello in piccole flotte private possa aiutare i tecnici Fiat ad affinare questo interessante prodotto, ottimizzandone rendimenti, prestazioni e soprattutto praticità d'uso.
Va comunque considerato che, a fronte di una tecnologia sempre più evoluta, l'aspetto più critico per il futuro dei veicoli a Fuel Cell è ad oggi rappresentato dall'infrastruttura di produzione e distribuzione dell'idrogeno che richiederà ancora tempi lunghi per un adeguato sviluppo, imponendo uno scenario a lungo termine per la diffusione dei veicoli a idrogeno senza però escludere applicazioni di nicchia più a breve termine.

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