In questi giorni, nel disinteresse quasi totale dei media del settore, dalle linee tedesche della Bmw stanno uscendo gli ultimi esemplari della Z8. Quest'auto, opera prima in Bmw di quel Christopher Bangle oggi tanto discusso, è stata presentata nel 1999 e seguiva di 2 anni il prototipo Z7 da cui differiva per dettagli come la gobba dietro il sedile guidatore (omaggio alle racing-car bavaresi del passato) sparita poi sulle auto di serie.

Già all'epoca della presentazione avvenuta per mano di James Bond con cui la Z8 ha una parte da protagonista in "The World Is Not Enough", tra inseguimenti e sparatorie conoscemmo una macchina superba almeno dal punto di vista estetico. Lo stile deriva direttamente dalla Bmw 507 star della produzione di Monaco negli anni '50 e realizzata in circa 250 esemplari (oggi ne sopravvivono solo una settantina) , tra i fortunati possessori di questa V8 vi fu anche Elvis Presley.

Tornando a noi, la Z8 è realizzata attorno ad un telaio spaceframe in alluminio e nel design cita spesso la sua antenata, il cofano biblico è fantastico, lo sbalzo posteriore minimo esalta la figura roadster. L'anteriore segue molto da vicino il lay-out 507 mentre il posteriore con i fari di stop sottilissimi e le due marmitte ai fianchi della targa trasmette potenza. L'interno è semplicemente straordinario ma la disposizione centrale degli strumenti ha fatto storcere il naso agli appassionati più esigenti. Nell'interno Bmw ha riversato ogni lusso, volante minimal-chic uso di alluminio satinato, pelle nappa a profusione ecc...

La critica più ricorrente rispetto a questa auto è senza dubbio il suo prezzo elevato. Certo è che con lo stesso "investimento" o anche meno, si possono portare a casa molte concorrenti anche più blasonate. Ma prima di giudicare una Z8 bisogna vederla sinuosa e fascinosa open-air e poterla toccare con mano. Si noterà subito la qualità generale e la perfezione nella costruzione del telaio.

Sotto il cofanone della roadster bavarese pulsa il mitico S62 (i prefissi S identificano Motorsport quindi... emozioni) la scheda tecnica riporta: V8 di 5 litri con 400 cv (394 negli USA, per questioni di omologazione) e 500 nm di coopia già a 3800 giri/min. Prestazioni : 4,7 sec sul 0-100 km/h e velocità come da tradizione limitata elettronicamente a 250 km/h.

Sospensioni Mcpherson in alluminio sull'anteriore e Multilink al posteriore. Drive by wire sull'acceleratore con programma di gestione della risposta del propulsore. Abs , DSC III , DBC , sensori pressione gomme, navigatore e telefono cellulare fanno parte della dotazione tecnologica di bordo. Cambio rigorosamente manuale 6 marce.

Una sportività estrema ed esclusiva ben testimoniata dai 5700 esemplari realizzati.

Gli appassionati più accorti avranno già intuito che la fine della produzione della Z8 coincide anche con l'uscita di scena della sua fornitrice di motori: da giugno anche la produzione della M5 serie E39 è terminata e con essa la produzione del S62. La Z8 è stata prodotta solo in questa versione e senza optional; anche l'Hard top veniva fornito di serie.

Alpina, il preparatore tedesco, ha realizzato una serie (circa 500 vetture) della Z8 dotate di un cambio automatico Switchtronic automatico (su base ZF) e dotando la Z8 di un V8 derivato da propulsori non Motorsport (potenza di 375 cv) , tutto ciò per gli automobilisti americani a cui il cambio manuale e la cavalleria M non andavano a genio... tant'è che circa 450 vetture Alpina circolano nel Nord-america.

Fotogallery: Bmw Z8: si chiude la produzione