la prima babyammiraglia

Negli ultimi anni, complice il traffico crescente che attanaglia le nostre città e ci costringe a passare sempre più ore alla guida, si è andato affermando il settore delle compatte di lusso: sono vetture di piccole dimensioni, maneggevoli e facili da parcheggiare, ma che non richiedono rinunce, in termini di dotazioni di serie e prestazioni, rispetto alle berline più grandi. Il recente successo dell'ultima nata in casa Lancia, la Ypsilon, e l'affermarsi di vetture come la nuova Mini e la Mercedes "Classe A", ne sono le testimonianze più recenti.

Una delle capostipiti di questo segmento di mercato è stata senz'altro l'Autobianchi A112 (di cui la Ypsilon è discendente diretta), presentata al pubblico al Salone di Torino dell'Ottobre 1969 (sono passati quasi 35 anni!) e commercializzata a partire dai primi mesi del 1970. L'A112, frutto di un progetto diretto dall'Ingegner Dante Giacosa, ha il compito di sostituire la Bianchina, e lo fa stravolgendo totalmente i più comuni schemi delle utilitarie prodotte in quegli anni dall'industria automobilistica nazionale. L'A112 è infatti una trazione anteriore con motore anteriore trasversale, architettura già sperimentata, in Italia, sulle Autobianchi A111 e Primula e sulla Fiat 128, e all'estero con la geniale Mini.

Le dimensioni dell'A112 sono piuttosto contenute:

- lunghezza: 3,23 metri
- larghezza: 1,48 metri
- altezza: 1,34 metri
- passo: 2,038 metri

e le valgono un'omologazione per sole quattro persone. Tuttavia 'innovativa disposizione degli organi meccanici ha reso possibile la realizzazione di un pratico portellone posteriore che, assieme alla presenza del sedile posteriore ribaltabile, permettono all'A112 di soddisfare al meglio le esigenze di carico proprie di una vettura "cittadina", a cui è richiesto di trasportare senza problemi la spesa settimanale, ma non di certo i bagagli necessari per affrontare un lungo viaggio in compagnia.

Esternamente si caratterizza per la fiancata corta, la coda a diedro e le ruote (da 13 pollici) di grandi dimensioni in rapporto al resto della carrozzeria. All'interno troviamo sedili rivestiti in finta pelle, mentre per quel che riguarda la plancia la strumentazione è costituita da un cruscotto con due strumenti circolari: quello di sinistra ospita tachimetro, contachilometri totale, e alcune spie; quello di destra presenta il termometro del liquido di raffreddamento e l'indicatore di carburante con la spia della riserva. La dotazione di serie è piuttosto completa per l'epoca: tergicristallo con temporizzatore, alette parasole imbottite (quella lato passeggero dotata di specchio), vetri posteriori apribili a compasso, specchietto retrovisore interno con scatto antiabbagliante, tasche portacarte alle portiere, schienali dei sedili anteriori regolabili. Optional disponibili: antifurto, contagiri, specchio retrovisore esterno lato guida.

Il motore è un quattro cilindri ad aste e bilancieri, con cilindrata di 903 cc e potenza massima di 44 CV a 5800 giri/minuto (derivato dal motore della Fiat 850 Sport), associato ad un cambio manuale a quattro marce (sincronizzate). La casa costruttrice dichiara una velocità massima di oltre 135 Km/h ed un consumo medio di 6,9 litri per 100 Km.

Per quel che riguarda le sospensioni l'A112 presenta un classico schema Mc Pherson all'avantreno e sospensioni a ruote indipendenti e barra trasversale al retrotreno. I freni, privi di servofreno, sono a disco anteriormente ed a tamburo posteriormente. Il serbatoio carburante ha una capienza di 30 litri, mentre il bagagliaio ha una capacità di 180 litri, ampliabili abbassando lo schienale posteriore.

Su strada l'A112 si rivela brillante e maneggevole, con un'ottima tenuta di strada: ci sono insomma tutte le premesse per la nascita di una versione sportiva, realizzata in vista di future partecipazioni agonistiche. Ed infatti, dopo un paio d'anni, nell'autunno del 1971 la gamma dell'A112 si arricchisce di due nuove versioni: la "E" e la Abarth. La "A112 E" ha finiture più curate rispetto alla versione "Normale", da cui si differenzia inoltre per la verniciatura bicolore (il tetto ha colore differente rispetto al resto della carrozzeria) e per la targhetta d'identificazione posteriore.

La A112 Abarth, realizzata e costruita con la collaborazione dell'azienda di Carlo Abarth (di cui la Fiat ha acquisito la proprietà nel 1971) è invece la versione sportiva che strizza l'occhio ad un pubblico giovane, e che permette di esaltare le già ottime potenzialità del modello di partenza. La Abarth è offerta al pubblico con un solo colore di carrozzeria, il rosso, mentre il cofano motore, i passaruota, i sottoporta e la fascia posteriore tra i gruppi ottici sono di colore nero. Sulle fiancate, dietro la battuta delle portiere sono visibili gli stemmi Autobianchi e Abarth. All'interno la Abarth sfoggia sedili anteriori sportivi con poggiatesta integrati e una strumentazione più completa, composta da tachimetro, indicatore livello benzina, termometro acqua, contagiri e da tre strumenti supplementari (voltmetro, termometro olio, manometro olio) sistemati sulla plancia, a fianco al quadro strumenti. Il motore ha cilindrata aumentata a 982 cc ed è in grado di sviluppare una potenza massima di 58 CV a 6600 giri/minuto. Il cambio è manuale a quattro marce e l'impianto frenante è potenziato dall'adozione del servofreno. La Abarth raggiunge la velocità massima di 151 Km/h.

Nel Marzo del 1973, al Salone di Ginevra, è presentata la seconda serie dell'A112, riconoscibile per:

- la nuova calandra,
- i nuovi cerchi ruota,
- i nuovi paraurti (ora sono neri con inserti cromati, mentre prima erano cromati con inserti neri),
- migliorie varie alla plancia ed ai sedili.

Le versioni della seconda serie sono tre: Normale, Elegant (che raccoglie l'eredità della "E") ed Abarth. La potenza del motore della Normale e della Elegant cresce fino a raggiungere i 47 CV. Per quel che riguarda gli aggiornamenti della versione Abarth segnaliamo i principali:

- oltre alla versione con vernice rossa e cofano motore nero (i passaruota, i sottoporta e la fascia posteriore ora sono rossi), è disponibile anche la versione con vernice monocolore;
- le cornici dei fari anteriori e la calandra sono neri (prima erano cromati);
- scompare dalle fiancate lo stemma Autobianchi e rimane il solo stemma Abarth;
- cambiano i sedili anteriori, dotati di poggiatesta regolabili e non più integrati agli schienali;
- cambiano i rivestimenti dei sedili, in tessuto scozzese e finta pelle nella versione con vernice monocolore, interamente in finta pelle nella versione con vernice rossa e cofano motore nero.

Alla fine del 1974 nasce la terza serie, venduta a partire dai primi mesi del 1975, e caratterizzata ancora da una gamma di tre versioni: Normale (o Base), Elegant, Abarth. La terza serie si caratterizza esternamente per i gruppi ottici posteriori più grandi che incorporano, nelle versioni Elegant e Abarth, le luci di retromarcia (prima c'era un unica luce di retromarcia, posta sotto al paraurti posteriore) e per le nuove griglie per l'uscita dell'aria (ora più grandi), poste sui montanti posteriori. Il nuovo disegno e la nuova profilatura del vano posteriore, con il conseguente guadagno di spazio trasversale nell'abitacolo, hanno permesso finalmente di omologare la A112 per cinque persone, opportunità molto utile nei brevi percorsi cittadini.

La Abarth della terza serie è disponibile in due versioni, equipaggiate con altrettanti motori, e distinguibili esternamente per la sola targhetta di identificazione posteriore. La versione meno potente è la "58 HP", che eredita il motore delle due serie precedenti, con cilindrata di 982 cc e potenza massima di 58 CV. La seconda versione (la "70 HP") presenta invece un motore inedito, con cilindrata di 1050 cc e potenza massima di 70 CV a 6600 giri/minuto, che le permette di raggiungere la velocità massima di 160 Km/h. All'interno è stata ridisegnata la plancia, che ora ospita i tre strumenti supplementari. La versione da 70 CV presenta inoltre un inedito volante sportivo a due razze.

Nel Luglio del 1975 il motore della versione Normale è depotenziato da 47 a 42 CV. Un anno dopo, nel 1976, esce di produzione la Abarth da 58 CV.

Alla fine del 1977 è presentata al pubblico la quarta serie, commercializzata all'inizio dell'anno successivo. Stavolta le modifiche estetiche sono numerose:

- mascherina anteriore in plastica nera, che si estende fino ai fari,
- fari posteriori inediti, a sviluppo orizzontale, che incorporano le luci portatarga,
- fascioni paracolpi laterali neri,
- inediti paraurti, interamente neri, sia anteriormente che posteriormente,
- nuova griglia d'uscita dell'aria, sui montanti posteriori.

All'interno è stata interamente rinnovata la plancia: ora comprende anche un inedito vano autoradio (chiuso da uno sportello) e nuove bocchette per l'aria; nuova è infine la leva del cambio. Il padiglione è stato rialzato di un paio di centimetri e sono state introdotte migliorie all'insonorizzazione dell'abitacolo. La gamma è ancora costiuita dalle tre versioni: Normale (o Base), Elegant, Abarth. La Elegant ora adotta un nuovo motore, derivato dal motore di 903 cc, con cilindrata aumentata a 965 cc e potenza massima di 48 CV. La Abarth eredita le stesse migliorie delle altre versioni, ed è caratterizzata da uno spoiler, posto sotto al cofano anteriore, e da una vistosa bombatura sul cofano anteriore, su cui compare inoltre la targhetta con lo stemma Abarth. All'interno la Abarth si distingue per gli interni in velluto e i tre strumenti supplementari, spostati di nuovo e collocati per l'ennesima volta sulla console centrale.

Due anni più tardi, nel Luglio del 1979 l'Autobianchi presenta la quinta serie della A112. Esteticamente è caratterizzata dai nuovi gruppi ottici posteriori, più grandi, comprendenti ora anche i fari retronebbia e inseriti nell'inedito paraurti. Anteriormente cambia la calandra; lungo le fiancate troviamo invece nuovi paraurti laterali, mentre gli indicatori di direzione laterali sono posti in posizione arretrata. Lo specchietto retrovisore esterno è ora regolabile dall'interno. La gamma della quinta serie è composta da quattro versioni:

- Junior, disponibile con tettuccio apribile in tela ed equipaggiata con lo storico motore da 903 cc (potenza massima di 42 CV) e cambio a quattro marce; raggiunge i 130 Km/h;
- Elegant, equipaggiata col motore da 965 cc con potenza massima di 48 CV a 5600 giri/minuto, può avere a richiesta il cambio a cinque marce e l'accensione elettronica
- Elite, ha lo stesso motore della Elegant, ma ha di serie cambio a cinque marce ed accensione elettronica; sfiora la velocità massima di 140 Km/h
- Abarth, equipaggiata col motore da 1050 cc, ha finalmente il cambio a cinque marce e raggiunge la velocità massima (dichiarata) di 160 Km/h. Si distingue dalle altre versioni per la presa d'aria e la targhetta di riconoscimento sul cofano anteriore , per la forma dei cerchi ruota (con al centro lo stemma Abarth), e anteriormente per il marchio Autobianchi dello stesso colore della carrozzeria. All'interno si differenzia soprattutto per la presenza dei tre strumenti supplementari e per la selleria, in finta pelle e velluto. Tra gli accessori di serie troviamo il lunotto termico, il tergilunotto, i vetri atermici, il sedile posteriore sdoppiato.

Nel Marzo del 1982, si hanno alcune novità nelle dotazioni e negli allestimenti. La Junior e la Elegant adottano ora la tappezzeria in vellutino grigio della precedente Elite; la Elite ha gli stessi rivestimenti della Lancia HPE Executive, mentre la Abarth eredita i rivestimenti della Lancia Delta. Per la Junior e la Abarth sono disponibili a richiesta i rivestimenti in finta pelle.

Pochi mesi più tardi, a Settembre, debutta al Salone di Parigi, la sesta serie. Di seguito sono elencate le principali differenze estetiche dalla serie precedente:

- nuovi paracolpi in resina, ora più alti, con quelli anteriori che incorporano gli indicatori di direzione;
- nuova mascherina anteriore;
- nuovi gruppi ottici posteriori, non più inseriti nei paraurti;
- nuova fascia paracolpi laterale, più bassa;
- nuovi cerchi ruota;
- inedite griglie per l'uscita dell'aria, sui montanti posteriori, che ora sono in tinta con la carrozzeria.

All'interno i sedili presentano inediti rivestimenti e quelli anteriori sono ora scorrevoli per facilitare l'accesso ai posti posteriori. I poggiatesta anteriori non sono più in tessuto, ma sono neri, di materiale sintetico. Sparisce dalla gamma la Elegant ed è introdotta la versione LX, che va a posizionarsi un gradino più su della Elite. La Elite e la LX condividono lo stesso motore, quello con cilindrata di 965 cc e potenza massima di 48 CV, ma quest'ultima ha una più ricca dotazione di serie, che comprende anche i vetri atermici, l'orologio digitale, i vetri elettrici anteriori, il contagiri ed il tergilunotto. La Abarth presenta una plancia arricchita da econometro ed orologio. Tutte le versioni possono avere, a richiesta, il tetto apribile in cristallo.

Nel Marzo del 1984 debutta la settima serie, che tuttavia si differenzia dalla precedente per alcuni dettagli. Ora le luci di direzione anteriori sono bianche anziché arancioni, sul tetto fa la sua comparsa la predisposizione per l'antenna (che è di serie sulle versioni top di gamma), mentre all'interno il cruscotto ha una nuova disposizione dei comandi secondari e la strumentazione ha una grafica inedita. Modifiche anche agli allestimenti:

- la Junior ha ora i cerchi della precedente Elite,
- su Elite ed LX la targa posteriore è spostata sul paraurti, mentre tra i gruppi ottici posteriori è stata introdotta una fascia catarifrangente con la scritta del modello; il paraurti anteriore è predisposto per ospitare i fari fendinebbia e ci sono infine nuove coppe ruota;
- la Abarth si distingue ora per le strisce adesive, di color nero o rosso scuro, lungo la fiancata; ha di serie i fari fendinebbia e presenta una presa d'aria in plastica nera sul cofano. All'interno ci sono nuovi sedili sportivi, cinture di sicurezza di color rosso e gli immancabili strumenti supplementari, spostati di nuovo sulla plancia.

Un anno più tardi, nel Marzo del 1985,al Salone di Ginevra, l'Autobianchi presenta la Y10, destinata a sostituire la A112, che tuttavia non sparisce dai listini, ma sopravvive seppur con la sola versione Junior, che viene ribattezzata, più semplicemente, "A112".

La produzione termina definitivamente alla fine del 1986. Dal 1969 al 1986 sono stati costruiti complessivamente 1.300.000 esemplari dell'A112, che oggi, dopo aver entusiasmato i giovani degli anni '70 e dei primi anni '80, dopo aver elegantemente svolto il ruolo di seconda macchina da città (e non solo), è oggi oggetto del desiderio, specie in versione Abarth, di molti collezionisti, che poi altro non sono che quei giovani sopra citati, che dopo venti o trent'anni e con qualche capello bianco in più, non hanno smesso di entusiasmarsi al volante della piccola Autobianchi.

Fotogallery: Autobianchi A112