vent'anni davvero ben portati

Quest'anno ricorre il ventesimo anniversario della monovolume europea. Ovvero, della Reanult Espace. L'espressione non è tanto azzardata. E' sufficiente ricordare che, prima dell'Espace, le uniche vetture europee "monovolume" erano i Fiat 900 (eredi delle varie 850, 600T e 600 Multipla), che non erano automobili "propriamente dette"... se non altro per la loro vocazione commerciale ed estremamente utilitaria...

Quindi, l'Espace è stata la prima monovolume europea.

L'idea di una "berlina da viaggio" è propria di Philippe Guedon che, alla fine degli anni Settanta era a capo della Matra; in quel periodo legata al gruppo PSA, occupandosi della produzione della Talbot-Simca Ranch, un veicolo polivalente, derivato dalla Simca 1100 e con la particolarità della carrozzeria interamente in vetroresina. Guedon, concepì una vettura lunga quanto una berlina media, dalla notevole altezza e con un abitacolo spaziosissimo, confortevole e riccamente rifinito. Tecnicamente, motore e sospensioni erano di derivazione automobilistica mentre la scocca aveva la particolarità d'abbinare ad un telaio in acciaio, pannelli di carrozzeria in vetroresina. Il tutto, essenzialmente, per ridurre il peso e i costi di produzione. Nel 1978, il primo prototipo, denominato P16, venne sottoposto al vaglio dei vertici Peugeot i quali, evidentemente per scarsa lungimiranza, lo bocciarono. Inesorabilmente.

In Matra erano tanto convinti della validità del loro progetto che, vistoselo bocciare dal partner di Sochaux, si rivolsero all'altro costruttore nazionale, nonché certamente acerrimo rivale della casa del Leone: la Renault. Qui il progetto, che intanto si era evoluto in altri prototipi, fu accolto con la dovuta attenzione. Nel '82, ben quattro anni dopo il primo prototipo, Matra e Renault lavorano attorno al P23, il modello che prefigura, quasi al 100% la vettura di serie. A partire da questa data, la Regie si sarebbe occupata dello stile e della definizione del prodotto, compresi gli organi meccanici e la commercializzazione, mentre alla Matra spettava l'industrializzazione e, appunto, la produzione.

Nella definizione della Espace, Renault affina, ma non stravolge le idee originarie: motore anteriore longitudinale e sospensioni di derivazione automobilistica, trazione anteriore, carrozzeria in vetroresina, interni riccamente rifiniti, da cinque a sette sedili indipendenti (di cui gli anteriori girevoli) e pianale completamente piatto per non ostacolare la mobilità degli occupanti. Il nome Espace fu scelto per sottolineare l'unicità del modello nel panorama automobilistico contemporaneo al lancio.

La vettura esordisce nell'aprile del 1984 in versione 2 litri a benzina (110 cv) affiancata, nell'autunno dello stesso, dalla turbodiesel da 88 cv. La produzione, inizialmente prevista nel solo stabilimento di Romorantin, raggiunge prestissimo livelli tali da necessitare di un secondo impianto. Vengono così attrezzate linee produttive anche a Dieppe. Dopo tre anni, un leggero restyling introduce la versione Quadra, dotata di trazione integrale e di un rinnovato due litri da 118 cv.

Nel 1991 il primo importante restyling. Alcune leggere modifiche alla scocca, con montanti del parabrezza più sottili, e pannelli di carrozzeria completamente ridisegnati, donano alla monovolume francese un aspetto moderno e fondamentalmente differente rispetto al design spigoloso della prima versione. Della Espace 2, come viene identificata la seconda versione, è da ricordare l'adozione di nuove unità, tra cui un V6 2.8 e il prototipo Espace F1, dotato del V10 da Formula1 posizionato centralmente e capace di uno 0-100 in soli 2.8"...

Cinque anni più tardi esordisce la terza serie, caratterizzata da un design profondamente rinnovato anche negli interni che, grazie alla disposizione trasversale del propulsore, possono offrire ancora più spazio agli occupanti dei sedili anteriori, che si trovano al cospetto di una plancia moderna, con strumentazione centrale di tipo digitale, un'infinità di vani portaoggetti e l'intelligente sistemazione "decentrata" dei comandi del climatizzatore bi-zona: guidatore e passeggero anteriore usufruivano di due piccoli pannelli di comando dedicati, sistemati, rispettivamente, alle estremità sinistra e destra della plancia. L'Espace 3 totalizzerà ben 365.200 unità e sarà la versione di maggior successo della monovolume francese, anche grazie alla versione a passo lungo "GrandEspace".

La terza sarà anche l'ultima serie prodotta dalla Matra, visto che l'attuale Espace 4 è realizzata direttamente da Renault, su una base telaistica e con criteri totalmente differenti, a partire dall'abbandono della carrozzeria in vetroresina per il "comune" acciaio.

In Matra, l'Espace, viene rimpiazzato dalla Renault Avantime, una sorta di Espace 3 coupè. Interessante sotto tanti punti vista, non ultimo quello estetico, l'Avantime non ha incontrato i favori del mercato che, evidentemente giudicava (...e giudica...) ancora eccessivamente "strana" una grossa monovolume sportiva, a sole tre porte e con quattro sedili singoli. Dopo poco più di settemila esemplari prodotti, la Renault decide di sospenderne la produzione. E con l'Avantime, cessa d'esistere anche la Matra, paradossalmente uccisa dalle proprie idee geniali...

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