anche lei Enfant terrible?

Nel Gennaio del 1983 la Peugeot presenta ufficialmente la 205, destinata a sostituire l'ormai anziana 104, con la speranza di incrementare le vendite e di affermarsi nel settore delle vetture compatte, di fondamentale importanza nel mercato europeo.
La 205 non è esteticamente rivoluzionaria, ma ha comunque un aspetto gradevole, è ben proporzionata e riprende molti elementi stilistici di un precedente prototipo Peugeot, la Vera. Disegnata con la collaborazione di Pininfarina, la 205 è contraddistinta anteriormente dai classici fari trapezoidali Peugeot e dalla calandra con il leone rampante (lo stemma della Casa automobilistica francese); nell'insieme il frontale risulta spiovente ed affilato e contrasta un po' con la parte posteriore della carrozzeria, caratterizzata da un andamento più tondeggiante. La linea di cintura è bassa e le vetrate sono piuttosto ampie, consentendo un'apprezzabile visibilità ed accentuando la sensazione di spaziosità interna. La sua modernità è sottolineata infine dall'assenza di gocciolatoi a vista e dai paraurti avvolgenti, mentre il CX (0,35) è apprezzabile per un'utilitaria.
All'interno lo spazio è abbondante in rapporto alle compatte dimensioni esterne (lunghezza 3,70 metri, larghezza 1,56 metri, altezza 1,38 metri, passo 2,42 metri) ed agli standard dell'epoca.

La 205 è omologata per cinque persone, ma si sta più comodi in quattro, a causa soprattutto della limitata larghezza dello schienale posteriore. In compenso l'accessibilità ai posti dietro è resa agevole dalle ampie portiere posteriori (la 205 nasce esclusivamente in versione a cinque porte). Le finiture interne non soddisfano in pieno, dando l'idea di essere un po' troppo economiche, la plancia in particolar modo risulta un po' troppo scarna. Meritano un plauso invece le numerose spie, raggruppate nella parte superiore del cruscotto. Il posto guida è comodo e l'impianto di climatizzazione è giudicato positivamente per le numerose possibilità di regolazione.
Per quel che riguarda la meccanica la 205 sposa lo schema classico di tutte le vetture utilitarie dell'epoca: trazione anteriore con motore trasversale anteriore. Le sospensioni sono a quattro ruote indipendenti, con un classico schema MacPherson all'avantreno e uno schema a bracci oscillanti al retrotreno (quest'ultimo ereditato dalla 305 Break). I freni sono a disco anteriormente ed a tamburo posteriormente: tutte le versioni, eccetto quelle di base, sono dotate di servofreno. Il serbatoio carburante ha una capacità di 50 litri, mentre il vano bagagli è di 250 litri (ribaltando il sedile posteriore si arriva a 900 litri).

La commercializzazione in Italia inizia quasi un anno dopo, nel Novembre del 1983. La gamma è piuttosto completa sin dall'inizio: la 205 è importata con quattro motorizzazioni (tre benzina e un diesel) abbinati a quattro allestimenti (base, GL, GR e GT):

• 954 cc, cambio a 4 marce, potenza massima di 45 CV a 6000 giri, coppia massima di 69 Nm a 2750 giri, velocità massima 134 Km/h, consumo medio 6,5 litri/100 Km
• 1124 cc, cambio a 5 marce, potenza massima di 50 CV a 4800 giri, coppia massima di 84 Nm a 2800 giri, velocità massima 142 Km/h, consumo medio 5,4 litri/100 Km
• 1360 cc, cambio a 5 marce, potenza massima di 80 CV a 5800 giri, coppia massima di 110 Nm a 2800 giri, velocità massima 170 Km/h, consumo medio 7,6 litri/100 Km
• 1769 cc diesel, cambio a 5 marce, potenza massima di 60 CV a 4600 giri, coppia massima di 108 Nm a 2000 giri, velocità massima 155 Km/h, consumo medio 5 litri/100 Km

I motori, tutti a 4 cilindri in linea, sono disposti trasversalmente e inclinati indietro di 72°, permettendo così la realizzazione di un cofano motore basso e semplificando le operazioni di manutenzione. Il motore diesel, con cilindrata di 1769 cc, deriva dal motore 1900 XUD che equipaggia la Talbot Horizon e la Peugeot 305.

La 205 fa da subito una buona impressione. La stampa specializzata ne loda l'ottima manovrabilità del cambio, lo sterzo leggero in manovra e preciso nell'impostare le traiettorie, il confort, la tenuta di strada e la stabilità. Per quel che riguarda gli accessori di serie si passa dalla semplicità delle versioni base, forse anche troppo spartane, alla ricchezza della versione di punta, la GT, che è infatti dotata di chiusura centralizzata, vetri elettrici anteriori, contagiri, fari allo iodio, retrovisore lato guida regolabile dall'interno, sedile posteriore sdoppiato e tergilunotto.

Ad un anno di distanza dalla presentazione ufficiale della 205, nel Febbraio 1984 la gamma si amplia con la nascita della GTI, che debutta nell'inedita configurazione a tre porte. Mossa da un motore di 1580 cc, abbinato ad un cambio manuale a cinque marce ed in grado di erogare 105 CV a 6250 giri/minuto, la GTI ha una velocità massima dichiarata di 190 Km/h e consuma mediamente 7,6 litri di benzina ogni 100 Km. Esternamente si caratterizza sportivamente ma senza diventare eccessivamente vistosa e si distingue dalle altre versioni per la striscia rossa sui paraurti, per i cerchi in lega, i fendinebbia anteriori, l'inedito specchietto retrovisore esterno (più aerodinamico) e le sigle d'identificazione (presenti anche lateralmente, sui montanti posteriori). All'interno la GTI sfoggia un nuovo volante sportivo di piccolo diametro ed inediti sedili anteriori, anatomici e più bassi, per garantire una posizione di guida sportiva.

Due mesi più tardi debutta un'altra versione sportiva, destinata stavolta ad una ristretta elite di appassionati: è la 205 Turbo 16, versione stradale della vettura da rallye che la Peugeot ha intenzione di omologare nel "Gruppo B". La Turbo 16 è una berlinetta a due posti a trazione integrale e motore centrale. Quest'ultimo è un quattro cilindri turbo sedici valvole ad iniezione elettronica, di 1775 cc, derivato dalla famiglia dei motori XU che già equipaggiano la Citroen BX, la 205 GTI e la 305 GT. Con una potenza massima di 200 CV a 6570 giri/minuto, permette alla Turbo 16 di raggiungere i 210 Km/h, di accelerare da 0 a 100 Km/h in 6 secondi, e di passare da 70 a 120 Km/h in 16,2 secondi. Il cambio è manuale a cinque marce, i quattro freni sono a disco ventilati. La Turbo 16, disponibile unicamente di color grigio scuro metallizzato, è facilmente riconoscibile per i passaruota allargati, i grossi scudi paraurti avvolgenti, gli spoiler e le prese d'aria. All'interno è stata realizzata una plancia inedita, rivestita in finta pelle, caratterizzata da una ricca strumentazione. Il confort ovviamente è ridotto ai minimi termini, anche a causa del motore centrale, che surriscalda notevolmente l'abitacolo; il bagagliaio è inesistente, mentre due serbatoi carburante da 55 litri garantiscono una buona autonomia nonostante l'elevato consumo di carburante, di 13,1 litri/100 Km.

Nell'Ottobre del 1984, al Salone di Parigi, debutta ufficialmente la gamma a tre porte della 205, con carrozzeria derivata da quella della GTI. In Italia alle versioni GTI e Turbo 16 si affiancano così le versioni a tre porte XE, XL, XR, XLD e XRD.

Nel 1985 nasce la prima versione speciale della 205, la Lacoste. L'anno si conclude ottimamente dal punto di vista agonistico, con la vittoria nel mondiale Rallye.

Al Salone di Ginevra del 1986 la gamma 205 si amplia ulteriormente con la presentazione di inedite versioni:
GTI da 115 CV, che affianca la versione da 105 CV, di cui mantiene allestimenti ed equipaggiamento. Raggiunge la velocità massima di 196 Km/h, accelera da 0 a 100 Km/h in 9,1 secondi e consuma in media 7,6 litri di benzina ogni 100 Km
Cabriolet, realizzata in collaborazione con la Pininfarina. Deriva dalla versione a tre porte, di cui conserva dimensioni e abitabilità (ma dietro il sedile unico è sostituito da due poltroncine separate); la scocca è costruita in Italia, nello stabilimento di Grugliasco (TO) della Pininfarina, mentre la parte meccanica è assemblata in Francia, a Mulhouse. Il pianale è stato rinforzato, le portiere sono state dotate di deflettore fisso ed è stato inserito un rollbar centrale.I finestrini posteriori sono discendenti e la capote, una volta ripiegata, scompare quasi interamente dietro ai sedili. La 205 Cabriolet è disponibile in due versioni:
CT: con motore da 1124 cc,
CTI: con lo stesso motore da 115 CV della GTI
Automatic, con un cambio automatico a quattro rapporti, realizzato dal gruppo PSA in collaborazione con la ZF (è lo stesso della 305). Disponibile solo con carrozzeria a 5 porte e con un inedito motore di 1580 cc da 80 CV, raggiunge la velocità massima di 166 Km/h, accelera da 0 a 100 Km/h in 14,2 secondi e consuma in media 7,5 litri di benzina ogni 100 Km


Nel Novembre del 1986 debutta la GTI 1900 da 130 CV (commercializzata in Italia a partire dal Marzo 1987). Si distingue esternamente dalla 115 CV per i differenti cerchi in lega e per il piccolo spoiler posteriore. All'interno è equipaggiata con sedili sportivi e volante rivestito in pelle. I freni sono a disco sulle quattro ruote (con gli anteriori autoventilati). La GTI 1900 raggiunge la velocità massima di 206 Km/h, accelera da 0 a 100 Km/h in 8,3 secondi e consuma mediamente 8,2 litri ogni 100 Km.

Un mese più tardi è la volta del debutto della XS (esce dal listino la GTI da 105 CV), pensata in particolar modo per i giovani. Equipaggiata col motore da 1360 cc già visto sulla GT cinque porte, si caratterizza internamente per i sedili avvolgenti e la strumentazione tipo GTI, ed all'esterno per il piccolo spoiler posteriore. Nel frattempo la 205 si aggiudica il secondo mondiale Rallye.

Nell'estate del 1987 l'utilitaria francese è oggetto di alcuni ritocchi all'esterno ed all'abitacolo. Esternamente sono stati modificati i copriruota e lo specchietto retrovisore esterno. Il portellone posteriore presenta un piccolo spoiler sulla parte superiore. All'interno cambia completamente la plancia, più moderna e rivestita con plastica più morbida della serie precedente; le modifiche hanno interessato prevalentemente la console centrale, con inedite bocchette dell'aria ed inediti comandi per la climatizzazione. Sono nuovi inoltre il volante ed i rivestimenti di sedili e portiere. Ci sono novità anche per quel che riguarda la gamma dei motori, per alcuni dei quali variano, anche se di poco, i valori di coppia e potenza:

• 954 cc: potenza massima di 43 CV a 6000 giri
• 1124 cc: potenza massima di 52 CV a 4800 giri
• 1360 cc: potenza massima di 84 CV a 6400 giri, coppia massima di 114 Nm a 4000 giri, velocità massima 178 Km/h


Nel Marzo del 1988 debutta la Rallye, destinata ad essere omologata nei gruppi N ed A per un impiego nelle competizioni. Disponibile unicamente con carrozzeria a tre porte, monta un motore derivato dall'unità di 1124 cc, con cilindrata portata a 1294 cc (ottenuta modificando alesaggio e corsa), potenza massima di 101 CV a 6800 giri e coppia massima di 118 Nm a 5000 giri. Il cambio è manuale a cinque marce, i freni anteriori sono a disco autoventilati (i posteriori sono a tamburo), l'assetto è stato adattato alle prestazioni elevate della Rallye. Esternamente è fortemente caratterizzata dalle carreggiate allargate, dai cerchi ruota di color bianco (così come il resto della carrozzeria), dall'ampio spoiler anteriore con prese d'aria per i freni e dall'emblema della Peugeot Talbot Sport sulla calandra e sulla coda. L'abitacolo è all'insegna della semplicità, la strumentazione è ridotta all'osso, ma in compenso il volante è sportivo ed i sedili sono anatomici. La 205 Rallye ha una velocità massima di 190 Km/h, accelera da 0 a 100 Km/h in 9 secondi, passa da 70 a 120 Km/h in 12,8 secondi e consuma mediamente 8,1 litri di benzina ogni 100 Km.

Due mesi più tardi è la volta della CJ, versione d'accesso alla gamma delle 205 Cabriolet. Venduta unicamente in colore bianco, ha copricerchi in tinta con la carrozzeria, una sottile modanatura colorata lungo la fiancata e la scritta CJ sui parafanghi.
E' equipaggiata col nuovo motore della serie Tu, sempre con cilindrata di 1124 cc, che sviluppa 54 CV a 5800 giri/minuto ed ha una coppia massima di 87,5 Nm a 3200 giri/minuto. La velocità massima della CJ è di 153 Km/h, il consumo medio è di 6,6 litri / 100 Km.

La CJ anticipa di pochi mesi l'adozione dei nuovi motori della famiglia Tu (che già equipaggiano la Citroen AX) con cilindrate di 954 e 1124 cc. I nuovi motori sono montati verticalmente e non più inclinati di 72°. Migliorano la potenza massima, la silenziosità e la coppia a basso regime:

• 954 cc: potenza massima di 44 CV a 5200 giri, coppia massima di 72,5 Nm a 2400 giri, velocità massima 143 Km/h, consumo medio 6,8 litri/100 Km
• 1124 cc: potenza massima di 54 CV a 5800 giri, coppia massima di 87,5 Nm a 3200 giri, velocità massima 157 Km/h, consumo medio 6,9 litri/100 Km

La catena di distribuzione è sostituita dalla cinghia dentata. Contemporaneamente si hanno miglioramenti anche per ciò che riguarda le finiture e gli allestimenti.
Nell'Aprile del 1990 compare invece in listino il primo modello con marmitta catalitica, la 1100 3 porte XLI Targa Verde, con potenza massima di 60 CV a 6200 giri/minuto, e velocità massima di 164 Km/h.

Nell'Ottobre del 1990, al Salone di Parigi, Peugeot presenta la seconda serie della 205, interessata da un leggero restyling. Sono stati modificati i gruppi ottici posteriori (le luci di retromarcia sono state sostituite da un'unica luce sotto al paraurti), gli indicatori di direzione anteriori sono bianchi, gli scudi paraurti e le modanature laterali sono ora di colore grigio scuro. Tutte le versioni hanno di serie lo specchietto esterno destro, nell'abitacolo cambiano i rivestimenti dei sedili. Fa il suo debutto la "D Turbo", in versione a tre e cinque porte, che monta il propulsore turbodiesel di 1769 cc, appartenente alla famiglia dei motori XUD e già adottato dalla 309. Abbinato ad un cambio a cinque marce, il motore ha una potenza massima di 78 CV a 4300 giri/minuto, una coppia massima di 157 Nm a 2100 giri/minuto e permette alla 205 di raggiungere i 175 Km/h e di accelerare da 0 a 100 Km/h in 12,2 secondi. La D Turbo si distingue dalle altre versioni per la mascherina tipo GTI, i fari di profondità, le strisce grigie o rosse sulle fiancate. All'interno sono stati adottati sedili sportivi, simili a quelli della GTI, e volante a 3 razze. Le vendite in Italia iniziano qualche mese dopo, nel Dicembre del 1990.

Nell'estate del 1991 debuttano gli allestimenti SX, ST e GTI Action che sostituiscono rispettivamente le versioni XS, GT e GTI ma che resistono soltanto un paio di mesi prima di cedere il testimone, di nuovo, alle versioni di partenza. Le pesanti modifiche alla gamma sono rese necessarie per riposizionare la 205 nella gamma Peugeot, in vista dell'imminente debutto della 106, presentata nell'Ottobre del 1991. Ufficialmente la 106 affianca e non sostituisce la 205, ma di fatto la sostituisce in breve tempo nelle preferenze del pubblico.

Nel Novembre del 1991 debutta la SR, disponibile solo con motore 1100 e con carrozzeria a cinque porte; contemporaneamente esce di scena la GT. Nella primavera del 1992 la gamma è ormai interamente catalizzata (le versioni non catalizzate andranno esaurendosi nel corso dell'anno) ma debutta contemporaneamente una nuova versione diesel non catalizzata, la 1.9 Diesel EGR (in vendita solo per pochi mesi), in versione a tre e cinque porte, equipaggiata con un motore diesel aspirato da 64 CV ed in grado di spingere la 205 fino a 162 Km/h. Nel 1994 escono di scena tutte le versioni della 205, ad eccezione della nuova 1.4i Cabriolet CJ (75 CV, 171 Km/h), che rimane in vendita per un anno. Nell'estate del 1995 cessa in Italia la vendita delle 205; in altri paesi europei riesce a resistere altri tre anni, fino alla presentazione della sua vera sostituita, la 206.

Sicuramente la 205 ha centrato l'obiettivo di vendite che la Peugeot si era prefissata nel 1983, assicurandosi per molti anni i primi posti della top ten nella classifica delle vendite in Francia, in Italia ed in molti altri paesi europei. L'elevato numero di esemplari ancora in circolazione e la sua lunga carriera (caratterizzata da leggeri restyling) sono la riprova dell'elevata affidabilità dell'utilitaria francese e della bontà del progetto originario.

Riportiamo di seguito il lungo elenco di versioni speciali che hanno caratterizzato la carriera della 205 in Italia.

Lacoste (1985) - Verniciatura completamente bianca e stemma Lacoste vicino ai passaruota anteriori, tetto apribile in vetro, doppi specchietti esterni, sedili in velluto, moquette verde nell'abitacolo. Motore di 1124 cc, 3 porte.
T-Shirt (1986) - Si caratterizza esternamente per la presenza di un piccolo spoiler posteriore, per gli specifici copriruota, per le scritte laterali e il filo rosso (o argento) che percorre le fiancate e i paraurti. Motore di 954 cc, 3 porte.
Junior (1988/1991) - Sedili in tessuto jeans. Si distingue esternamente per la modanatura laterale e la scritta laterale "Junior". Motore di 954 cc, 3 e 5 porte.
Best Company (1989) - Verniciata interamente di bianco, con inserti verdi sui paraurti e modanature laterali verdi e viola. Sulle fiancate e sul portellone posteriore compare il marchio Best Company. L'allestimento prevede tetto apribile trasparente, tessuti scozzesi per rivestimenti di sedili e pannelli porta, cinture di sicurezza e moquette verdi. Il volante è sportivo, e riporta i colori verde e viola. Motore di 1124 cc, 3 porte.
GTI Plus (1990) - Disponibile solo con vernice metallizzata "Verde Sorrento", offre di serie sedili in pelle ed aria condizionata. Motore di 1900 cc, 3 porte.
Look (1990) - Ha il tetto apribile manuale e i sedili rivestiti in tessuto jeans. Motore di 954 cc, 3 porte.
T-Shirt (1990/1991) - Si caratterizza esternamente per gli inserti rossi o grigi sui paraurti; all'interno ha sedili rivestiti in tessuto jeans. Disponibile nei colori bianco, rosso e grigio metallizzato.Motore di 954 cc, 3 porte.
Open (1990) - Ha interni in tessuto verde scozzese. Disponibile nei colori bianco, blu e grigio metallizzato. Motore di 1124 cc, 3 e 5 porte.
Roland Garros (1990/1994) - La berlina ha tettino apribile. La Cabrio ha capote ad azionamento elettrico. Motore di 1360 cc, 3 porte e cabrio.
Style (1991) - Caratterizzata dai copriruota specifici e dall'inserto giallo sui paraurti. Offerta nei colori bianco, rosso e grigio metallizzato, ha sedili in tessuto jeans. Motore di 1124 cc, 3 e 5 porte.
Color Line (1991/1993) - Ha adesivi multicolore sulle fiancate e inserti inox nei paraurti. All'interno sfoggia inediti rivestimenti. Disponibile in 4 colori: bianco, rosso, nero e grigio scuro metallizzato. I cerchi ruota sono gli stessi della XS. Motore di 1124 cc e 1769 cc diesel, 3 e 5 porte.
Look (1991/1993) - Sostituisce la T-Shirt a 3 porte e la Junior. Motore di 954 cc e 1124 cc, 3 e 5 porte.
Charro (1991/1992) - Disponibile solo con vernice bianca o nera. Ha cerchi in lega, spoiler anteriore maggiorato con fari di profondità e si riconosce per il logo Charro su fiancate e portellone. Offre di serie gli stessi sedili in velluto e pelle della 1900 GTI. Motore di 1360 cc, 3 porte.
Arrogance (1991/1992) - Motore di 1360 cc, 5 porte.
Charro (1992/1994) - Motore di 1580 cc, 3 porte.
Gentry (1992/1993) - Motore di 1900 cc, 3 porte.
Italian Open (1992/1994) - Motore di 1124 cc, 1900 cc diesel , 5 porte.
Junior (1992/1994) - Motore di 954 cc, 1700 cc diesel, 3 e 5 porte.

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