Vi spieghiamo in 3 passi la procedura per disfarsi del vecchio catorcio

Andare a comprare un’auto nuova rappresenta spesso un piacere: è vero che occorre affrontare una spesa, però si può realizzare un desiderio. Non è così quando invece ci si deve disfare di un vecchio catorcio, che non si intende vendere né dare in permuta per acquistare un’altra vettura. Magari si tratta di un veicolo anziano ereditato da un parente deceduto. Nel caso della “vecchietta” da demolire, infatti, vanno rispettate precise norme di legge: in una parola, come dice lo stesso nome della nostra rubrica, si ha a che fare con la burocrazia. Ecco perché, con l’aiuto dell’Automobile Club d’Italia, in basso abbiamo sintetizzato i passi da compiere per liberarsi in modo corretto del “macinino”.


Il tris giusto


#1. Le condizioni. In via preliminare, l’auto non deve essere sottoposta a fermo amministrativo: le ganasce fiscali. In caso di dubbio, occorre fare una visura al Pubblico Registro Automobilistico (gestito dall’ACI): se la vettura è “libera”, allora ci si può rivolgere a un demolitore. La richiesta di demolizione di un’auto può essere effettuata dal proprietario che risulti tale al PRA. In alternativa, può farla chi, pur non intestatario al PRA, dimostra di essere proprietari della vettura. Parliamo per esempio degli eredi del proprietario originario.


#2. Quali documenti esibire. Al demolitore, insieme al veicolo munito di targa anteriore e posteriore, consegnate Carta di circolazione, Certificato di Proprietà cartaceo o Certificato di Proprietà Digitale. Se non siete intestatari al PRA, dovete consegnare anche un titolo idoneo: per esempio, in caso di eredità, l’accettazione di eredità. In caso di furto o smarrimento di targhe o documenti, dovete consegnare la relativa denuncia (o dichiarazione sostitutiva di resa denuncia) che avete fatto a Polizia o Carabinieri. Dopo aver svolto presso il PRA la pratica di "Cessazione della circolazione per demolizione", il demolitore deve anche provvedere a consegnarvi la ricevuta con il codice d'accesso per la visualizzazione del Certificato di Demolizione Digitale. Ma quanto si paga? Ci sono anzitutto gli emolumenti ACI di 13,5 euro. Più l’imposta di bollo di 32 euro se si utilizza il Certificato di proprietà cartaceo o digitale (altrimenti, si pagano 48 euro).


#3. La documentazione da conservare. Alla consegna del veicolo, il demolitore è tenuto a rilasciarvi il Certificato di rottamazione. Qui ci sono numerosi dati, fra cui nome, cognome e indirizzo del proprietario (o detentore), oltre al numero di registrazione/identificazione e la firma del titolare dell’impresa che rilascia il certificato. In più, indica l’autorità competente che ha rilasciato l’autorizzazione all’impresa stessa. Infine, devono esserci i dati personali e la firma del soggetto che effettua la consegna del veicolo (qualora si tratti di soggetto diverso dal proprietario).


Un foglio prezioso


Il Certificato di rottamazione è un foglio prezioso. Vi solleva da ogni responsabilità civile, penale e amministrativa. Se arrivano multe a casa per infrazioni commesse con quell’auto, o se la Regione reclama il pagamento del bollo, voi avete il Certificato che vi mette al riparo. È una sorta di polizza contro qualsiasi errore della burocrazia: magari un dato potrebbe non essere stato registrato nei database.