Difficile da guidare al limite del pericoloso, è molto più vicina a una supercar che a una Clio

La facessero oggi, una macchina così, rischierebbero un procedimento penale alla Corte europea per attentato alla salute pubblica. Scherzi a parte, chiunque abbia guidato la Clio V6 la ricorda con un misto di nostalgia, adrenalina e paura, ma alla fine, statene certi, chiuderà il suo racconto con un sorriso. Ovvio, la persona in questione dev’essere appassionata di auto e ancor più di guida, altrimenti il rischio è che nella testa rimanga solo l’estetica un po’ sopra le righe e, magari, lo spavento vissuto dopo un rilascio del gas, non ragionato, in curva. Eh sì perché quando nasci con motore e trazione anteriori, quando il tuo scopo è circolare principalmente in città e all’improvviso ti ritrovi con un V6 3.0 tra l’asse anteriore e quello posteriore, ecco, magari l’equilibrio non è la tua dote migliore. Avete presente i racconti sulle Porsche 911 degli anni Settanta, di quanto fosse facile e immediato passare da un sottosterzo clamoroso a un 360°? Ecco, a quanto pare (purtroppo non l’ho guidata, quindi posso solo fidarmi dei colleghi più “grandi” di me) la Clio V6 è molto peggio. O meglio, in base ai punti di vista: del resto cosa c’è di più bello di una macchina “viva”, da domare con lo sterzo e con il gas (magari in pista, più che su strada)?


Ispirata alla 5 Turbo


Il parallelo con la mitica 5 Turbo, oggi come 16 anni fa quando viene presentata, è immediato e per certi aspetti fin troppo facile. Entrambe hanno infatti il motore al posto dei sedili posteriori e la carreggiata posteriore che si allarga a dismisura (+17 cm per la Clio), un po’ per ospitarlo e un po’ per fare in modo che potenza e coppia trovino il modo di scaricarsi a terra, in curva, senza mandare in fumo le gomme. Già, la potenza: i CV della prima serie - Phase 1 - sono 230, forniti dallo stesso motore 3 litri della Laguna, dotato però di nuovi pistoni, un rapporto di compressione più elevato (11,4:1), volano alleggerito e limitatore spostato un po’ più in su. Da vera supercar la gommatura: pneumatici 205/50 anteriori e 235/45 posteriori, montati su cerchi OZ da 17”. A realizzare la macchina è la Tom Walkinshaw Racing. Peccato che a tanto lavoro fatto sugli esterni non corrisponda un’attenzione di pari livello per l’abitacolo, perché la plancia è praticamente identica a quella della Clio “normale”, compreso il volante piuttosto inclinato in avanti. Ovviamente cambia tutto guardando dietro, dove al posto dei sedili c’è appunto il propulsore.


La seconda serie by Renault Sport


La prima Clio V6 rimane in commercio circa due anni, fino a che viene sostituita dalla seconda generazione, la Phase 2. Cresce la potenza - a 255 CV - e della sua produzione si occupa Renault Sport. Oltre ad adottare il look aggiornato della Clio di derivazione, la seconda Clio V6 corregge i difetti della prima. Come? Con 25 CV in più, ma grazie anche a un passo più lungo di 23 mm (a vantaggio della stabilità), alla carreggiata anteriore maggiorata di 33 mm e al telaio riprogettato e irrigidito.


La Phase 2 è praticamente un’altra macchina


Se già le modifiche elencate fino a qui sono profonde, sappiate che ce ne sono molte altre. Tra queste, il retrotreno ridisegnato nella geometria permette un miglior controllo dell’inclinazione della ruota negli spostamenti verticali. Variano anche le tarature di molle e ammortizzatori, la barra antirollio anteriore raggiunge quota 28 mm, per equilibrare l’effetto del posteriore rivisto. Ma la vera novità sono i pneumatici Michelin Pilot Sport con Variable Contact Path, cioè impronta a terra variabile: simmetriche in rettilineo, aumentano la loro superficie di contatto sotto sollecitazione trasversale, grazie alla banda interna in silicio. A proposito di gomme, cambiano anche le loro dimensioni: 205/40 all’avantreno e 245/40 dietro, su cerchi da 18”. Grazie a queste modifiche, sempre secondo i colleghi (inglesi: questa la mia fonte) che l’hanno guidata, la V6 diventa molto più efficace, non facile, sull’asciutto, ma ancora molto impegnativa sul bagnato.


I numeri contano


Tre è il numero delle porte (anche perché quelle dietro avrebbero dato accesso al motore…), due il numero di posti, 1.325 quello dei kg di peso. I CV? Come detto, sono 255, che valgono 245 km/h e 5,8 secondi nell’accelerazione da 0 a 100 km/h. Molto poco da Clio le cifre relative ai consumi: 16l/100 km in città, 10 in città e 12 nel misto. 300 sono invece i CV della versione da corsa, la Clio V6 Trophy, almeno nella sua prima declinazione; Renault, storicamente molto attiva nel motorsport, sia in pista sia rally, dedica infatti un monomarca alla sua “folle" Clio.

Fotogallery: Renault Clio V6, adorabilmente folle