Chi ne stipula una fasulla, viaggia senza polizza e si espone a rischi molto forti

Una decina d’anni fa spopolavano le compagnie fantasma: Rc auto false vendute da truffatori. Costavano pochissimo e avevano successo al Sud, dove le tariffe sono costose per l’alto numero di incidenti e di truffe (specie il colpo di frusta). Le vittime abboccavano alla frode perché il nome della compagnia era simile a quello di una che esisteva davvero: il prezzo di un anno Rca molto basso faceva il resto. Adesso, però, la trappola è molto più sofisticata: c’è un sito Internet che fa apparire la compagnia esistente, c’è un intermediario falso che rende tutto ancora più accattivante, c’è soprattutto una Rca temporanea. Che dura un mese oppure 15 giorni o una settimana: così, il prezzo della polizza falsa è bassissimo. La vittima cade nella “imboscata”, compra una Rca temporanea falsa pensando che sia vera. Col rischio che, se causa un incidente, dovrà pagare tutti i danni all’altro guidatore: una stangata è in agguato, se ci sono feriti e morti in particolare.


Tris per fare prevenzione


#1. Quale verifica preliminare. L’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) raccomanda agli automobilisti di adottare le opportune cautele nella sottoscrizione tramite Internet di contratti assicurativi, soprattutto se di durata temporanea. Occorre verificare, prima della sottoscrizione dei contratti, che gli stessi siano emessi da imprese e tramite intermediari regolarmente autorizzati allo svolgimento dell’attività assicurativa e di intermediazione assicurativa, tramite la consultazione sul sito ivass.it. Qui trovate anzitutto gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare in Italia (elenchi generali ed elenco specifico per la Rca).


#2. Elenchi da controllare. Prima di comprare la Rca temporanea, su ivass.it occhio all’elenco degli avvisi relativi ai casi di contraffazione o società non autorizzate. Attenzione ai siti Internet non conformi alla disciplina sull'intermediazione. Meglio mettere il naso, su ivass.it, nel Registro unico degli intermediari assicurativi e nell’Elenco degli intermediari dell’Unione Europea.


#3. In guardia: truffa in agguato. L’Ivass mette in guardia i consumatori suggerendo di verificare nel sito dell’Istituto che, se il beneficiario del pagamento del premio sia un intermediario, si tratti di un iscritto al Registro unico degli intermediari assicurativi. C’è una richiesta di pagamento a favore di conti (anche online) o di carte ricaricabili? L’intermediario iscritto dev’essere il titolare del conto e della carta. Altrimenti, sono soldi buttati via.


La carta d’identità giusta


In ogni caso, l’Ivass richiama l’attenzione sulla circostanza che i siti internet o i profili Facebook (o di altri social network) degli intermediari che esercitano l’attività tramite internet devono sempre indicare i dati identificativi dell’intermediario. Nonché l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica. Più il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi e l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass.