Ecco come cala il numero di auto di proprietà e cresce l'uso dell'auto condivisa, soprattutto fra i giovani

"La nuova mobilità mostra grandi prospettive e promette di cambiare le nostre vite": lo dice l'Ania, l'Associazione delle assicurazioni. È in atto una tendenza a un parco auto più ridotto: "il tasso di motorizzazione degli italiani tra i 18 e i 45 anni è passato dal 53% del 2005 al 37% del 2016", sostiene la Confindustria delle compagnie. Tradotto in parole povere, vuole dire che nel 2005 su 100 guidatori under 45, ben 53 avevano l'auto di proprietà; nel 2016, su 100 guidatori under 45, 37 hanno l'auto di proprietà. Fra i numerosi motivi di questo "crollo", l'Ania ne evidenzia uno: la mobilità condivisa. In particolare, il car pooling con 2,5 milioni di utenti e il car sharing con 5.600 noleggi in media al giorno.


Car pooling e car sharing, di che si tratta


Come ormai tutti sanno, il car pooling può essere definito come l'uso condiviso di auto private tra due o più persone che percorrono uno stesso itinerario, senza finalità di lucro. Il viaggio può essere identico per tutti, o per qualcuno più breve, e comunque nessun privato ci guadagna. Il proprietario mette a disposizione la vettura a fronte di una condivisione delle spese. Esistono siti specifici, piattaforme, dove incontrarsi, capire le esigenze degli altri utenti, e mettersi d'accordo per il viaggio (vedi le 6 regole d'oro per viaggiare in car pooling). Invece, il car sharing è un noleggio "lampo". In Italia una società mette a disposizione un certo numero di macchine; i privati possono prenotarla con Internet o con uno smartphone, prenderla a nolo in un qualsiasi punto della città, utilizzarla, lasciarla in città: paghi in base a quanto tempo l'hai utilizzata. Grazie all'auto condivisa, spariscono gli oneri burocratici ed economici quali l'acquisto della vettura, la manutenzione, il bollo (la tassa di proprietà della macchina da pagare alla Regione, che Berlusconi promette di abrogare), la assicurazioni Rc auto e accessorie come il Furto e incendio.


Quali società in Italia


Per citare qualche esempio di car sharing, da noi ci sono car2go con le smart bianche, Enjoy con le Fiat 500 rosse, DriveNow di BMW e Sharengo con le elettriche gialle. I prezzi continuano a cambiare, comunque qualche indicazione la si può trarre da questo articolo che confronta le tariffe, senza dimenticare di stare alla larga dalle batoste dovute alle clausole assicurative.


Una considerazione in più


Ovviamente, se il tasso di motorizzazione scende, e se in generale si usa meno l'auto privata, ci sono anche altri motivi: soprattutto la crisi, che porta a muoversi meno, a consumare meno carburante. In certe zone del Paese, poi, con la disoccupazione che è un dramma sociale, l'utilizzo dei veicoli privati sarà inevitabilmente ancora più basso. Non per niente, per sostenere il mercato dell'auto nuova, dove la parte del leone la fanno i noleggi, l'Unrae (Unione Case estere) chiede da tempo al Governo interventi strutturali.


Verso la guida autonoma


L'Ania evidenzia infine che è di grande importanza l'evoluzione verso le auto a guida assistita e autonoma che, come spieghiamo qui, sono notevolmente differenti: la prima è guidata da un conducente, pur con numerosi ausili tecnologici, ed è una realtà affermata; la seconda è la vettura robot, che fa tutto da sé, e che potrebbe arrivare in futuro. Secondo l'Associazione delle assicurazioni, il 65% degli italiani manifesta interesse per l'auto a guida autonoma a fronte di una media europea del 48%, e attualmente il 10-15% delle auto in circolazione ha sistemi di guida assistita. Recenti ricerche indicano che, nonostante i ritmi relativamente lenti di rinnovo del parco auto, nel 2025 circa metà del parco circolante sarà dotato di sistemi di guida assistita o autonoma, "con evidenti conseguenze sia in termini di frequenza sia di severità del rischio". Insomma, meno incidenti. E, chissà, Rc auto meno care...

Fotogallery: Car sharing boom, oltre 6 milioni di noleggi nel 2016