Nel 2017 risparmiate a Milano 540 tonnellate di CO2 grazie alle BMW e MINI in condivisione

Sono complessivamente 540 le tonnellate di CO2 che sono state risparmiate all’aria di Milano nel 2017, grazie all’utilizzo delle 500 vetture in car sharing di DriveNow in alternativa all’auto privata: lo dice la stessa società che, limitatamente al nostro Paese, fornisce nel capoluogo milanese il car sharing premium, perché le macchine condivise sono BMW e MINI. Ma come fa DriveNow ad arrivare a quel conteggio? La riduzione di CO2 deriva dalla maggiore efficienza della flotta delle auto DriveNow: tutte nuove ed Euro 6 (ed alcune anche 100% elettriche come la Bmw i3) che hanno emissioni del 30% inferiori alla media del parco circolante italiano. Inoltre, incide una minore percorrenza con veicoli privati a seguito dell’introduzione del car sharing nelle quotidiano mix di mobilità dei cittadini: l’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, realizzato tra gli altri in collaborazione con il ministero dell’Ambiente, calcola che l’adozione del car sharing induce una riduzione dell’uso dell’auto privata in un valore compreso tra il 16% e il 20%.


Un calcolo prudente


Senza considerare che la riduzione di smog, con DriveNow, è ancora più forte se si prende in esame anche un altro fattore: chi usa il car sharing tende a limitarne l’uso all’effettiva necessità, spesso abbinando a esso altre forme di mobilità, come il muoversi a piedi, la bici o utilizzare i mezzi pubblici. Per esempio, non esce di casa con l’auto privata, ma a piedi; utilizza un treno o un tram; infine prende a noleggio la vettura per pochi minuti (è il car sharing).


Fra concorrenza e penalità


Va però ricordato che sono numerose le società di car sharing operanti a Milano, così come nel resto d’Italia: dalle smart bianche di car2go, alle Fiat 500 rosse di Enjoy, passando per le elettriche gialle Sharen’go, solo per citarne alcune. Con prezzi diversi: mettiamo DriveNow, Enjoy e car2go a confronto qui. E non è tutto oro quello che luccica: nel car sharing, occhio alle sanzioni a chi sgarra: al momento dell’iscrizione a un servizio di auto condivisa, il cliente deve leggere un contratto, piuttosto lungo e articolato. Una marea di clausole che specificano anche le penalità per chi sgarra, che variano secondo la società di car sharing. Soprattutto, l’utente deve comunicare subito al gestore dell’auto condivisa eventuali danni o derivanti da incidenti nonché evidenti tracce di sporco. Se la società di car sharing ritiene che il cliente sia in torto, scatta l’addebito su carta di credito.

Fotogallery: DriveNow, così il car sharing riduce lo smog