La Cassazione interviene sulla sanzione supplementare

Ordinanza boom sulla supermulta di 300 euro (la 9555 del 18 aprile 2018 della Cassazione). Per capire di che parliamo, occorre fare una premessa: se ti arriva a casa una multa col taglio di punti-patente, devi comunicare alla Polizia il nome del guidatore: questi perderà punteggio. Non dici nulla alla Polizia? Sino a ieri c’era questa certezza: paghi 284 euro di sanzione supplementare, oltre alla normale sanzione (si arriva a 300 euro con le spese di notifica). Ora la Cassazione cambia un le carte in tavola con questo principio: se il proprietario non ricorda chi guidava e ha una valida giustificazione per non ricordarlo, il giudice stabilirà se dovrà scattare la supermulta di 300 euro.

Quale scusa

Ma quale può essere una giustificazione valida per non ricordare il guidatore? Per esempio, il proprietario dell’auto può prestare spesso la vettura a più persone: è il caso di chi ha una sola macchina in famiglia, guidata da cinque persone. Pesa anche il tempo che passa fra la data dell’infrazione e quella in cui riceve la multa: maggiore il lasso di tempo, più probabile dimenticare chi guidava. Qualsiasi scusa va indicata alla Polizia: il proprietario deve spiegare che non ricorda il nome del guidatore e perché. Se invece non comunica nulla, la supermulta scatta. Insomma, il titolare deve essere collaborativo, non deve disinteressarsi della richiesta della Polizia. Una “lettura” giusta del Codice della Strada, che parla di “giustificato e documentato motivo” per non comunicare il nome del guidatore.

Uno schema riassuntivo

Il titolare riceve la multa entro 90 giorni dall’infrazione, la paga entro 60 giorni dalla notifica. Entro 60 giorni, invia alla Polizia il modulo in cui indica il nome del guidatore o si giustifica in modo adeguato. Se la scusa regge, niente multa supplementare di 300 euro. Se la scusa non regge o se il proprietario non comunica nulla alla Polizia, la mega-sanzione scatta comunque. Occhio invece alle bufale che magari trovate online: non è vero che ora si possa non dire nulla alla Polizia; in questo caso, la supermulta c’è eccome, un punto evidenziato più volte dalla stessa Cassazione. Attenzione a non comunicare dati falsi: è un reato. Chi ha sostenuto che, alla guida di un veicolo a 200 km/h fosse la nonna con la patente, ha commesso il reato di falso in atto pubblico.