Schemi, grafici, punti chiave in evidenza: le nuove polizze saranno più trasparenti

Meno cavilli e più trasparenza: questo il principio che spinge l’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) a chiedere alle compagnie un contratto standard Rc auto più facile. Proposta raccolta dall’Ania (Associazione delle assicurazioni), che spiega come saranno le polizze del futuro. Per cominciare, si potrà avere il contratto Rca cartaceo o elettronico: questo secondo formato può consentire l’utilizzo di alcune funzionalità che potrebbero rendere le clausole maggiormente fruibili dal cliente. Riquadri, finestre o pop-up dinamici possono costituire strumento di maggiore comprensibilità del contratto se finalizzati a fornire chiarimenti o approfondimenti su termini o temi specifici. Ma senza esagerare: altrimenti, per paradosso si rende più difficile la lettura. Caratteri di particolare rilievo grafico devono essere usati per alcune clausole contrattuali, in particolare recanti decadenze, nullità, limitazioni delle garanzie.

Rivalse, un punto caldo

Sono soprattutto le rivalse a dover essere specificate bene. Chi guida in stato alterato da alcol o droghe e causa un incidente, si vedrà chiedere il risarcimento danni dalla compagnia. La rivalsa può essere parziale (5.000 euro oppure 10.000), oppure totale (si schizza a milioni di euro). Analogamente, l'articolo 144 del Codice delle assicurazioni private è chiaro: prevede il diritto di rivalsa anche per guida senza patente o con patente scaduta, revocata o sospesa. Questo vale sia se al volante eravate voi al momento del sinistro; sia se c'era un'altra persona cui avete prestato la macchina. Prezioso, per mettere in allarme il cliente, l’utilizzo del grassetto o del maiuscoletto nel contratto Rc auto, ma anche di colori diversi, e di sfondo pieno tono su tono.

Sì ai riquadri

Potrebbe essere possibile la presenza, nel testo contrattuale o negli allegati, di riquadri esplicativi o box di consultazione. Tali elementi sarebbero formattati, anche graficamente, in maniera differente rispetto al resto del testo, non avrebbero valore contrattuale, ma costituirebbero note (ovvero “commenti” se in formato elettronico) di alcune condizioni contrattuali o norme di legge che richiedono spiegazione. A titolo di esempio, in tema di franchigie (anche delle polizze accessorie) sarebbe utile dettagliare gli importi e la casistiche: sono gli importi che restano a carico dell’assicurato se si verifica un certo sinistro.

Scheda di polizza

La scheda di polizza, altrimenti nota nella prassi assicurativa anche come frontespizio, dovrebbe contenere i dati del contraente, dell’assicurato e del beneficiario, il richiamo al nome commerciale del prodotto, con l’indicazione delle garanzie base e di tutte le garanzie opzionali, operanti o meno. Qualora la polizza sia su supporto cartaceo è necessaria una precisazione a caratteri molto marcati ed evidenti su quali sezioni (garanzie) siano operanti e quali escluse. Una modalità di evidenziazione potrebbe essere quella di raggruppare tutte le garanzie operanti in un unico blocco. E andrebbero identificati il bene assicurato, il premio dovuto, i limiti, e inoltre le franchigie e gli scoperti, qualora sia appropriato, in particolare perché non già riportati nel contratto.

Cosa fare in caso di sinistro

I criteri per la valutazione del danno, e di conseguenza della determinazione dell’indennizzo, debbono essere resi maggiormente trasparenti e indicati in modo chiaro, univoco e oggettivo. Si potrebbe sperimentare l’utilizzo di grafici per illustrare con la massima chiarezza quelle norme che fanno parte di un processo. Il punto dovrebbe essere validato in via sperimentale. Così che, se si viene tamponati, si è più consapevoli dei passi da compiere e delle tempistiche per il rimborso.