Motore anteriore longitudinale, trazione posteriore e differenziale autobloccante: storia di una sportiva non del tutto capita

Se c’è un marchio dalla storia “strana”, beh, questo è Opel. Un po’ perché nel 1929 viene ceduto dalla famiglia Opel agli americani della General Motors: cosa alquanto singolare per "l'imbattibile" industria automobilistica tedesca. E poi perché nel corso degli anni ha sempre trovato risorse per qualche guizzo molto al di sopra della media della sua gamma, tradizionalmente composta da automobili da famiglia. In ordine sparso, si possono citare la Omega Lotus, la Speedster, la Manta, la Tigra e, appunto, la GT. Un’auto che nasce coupé nel 1965, rimane sul mercato per 5 anni raccogliendo un successo superiore alle aspettative (oltre 100.000 esemplari venduti), per poi rinascere roadster nel 2006. Proprio questa, la 2 posti scoperta costruita negli USA, con motore anteriore longitudinale e trazione posteriore, è la protagonista di questa retrospettiva.

Divertimento a buon prezzo

Ricapitoliamo un attimo: trazione posteriore, differenziale autobloccante e un bel 2.0 turbo da 265 CV sempre pronto a spingere. A leggerne le caratteristiche, non si capisce perché la GT non abbia avuto almeno la metà del successo della Mazda MX-5. Certo, le due auto sono nettamente diverse, per dimensioni e filosofia, ma nemmeno troppo. Anche perché pure il prezzo è dalla parte della tedesca, perché nel 2007 è proposta a poco meno di 32.000 euro; costa più della giapponese, ma bisogna tenere conto che la potenza è circa doppia.

 

Opel GT, le foto storiche

Capote in tela, rigorosamente

Altro elemento che depone a favore della Opel GT è la capote in tela, un grande classico che non stufa mai. Il comfort? Molto simile a quello della MX-5, quindi davvero limitato, che si parli di spazio, rumorosità e assorbimento delle sospensioni. Il che sarebbe un difetto, ma per i puristi diventa immediatamente un pregio. La Opel GT è dunque coerente con la propria immagine: qui non c’è margine per ciò che non sia strettamente necessario al fine ultimo, il piacere di guida.

 

Opel GT, le foto storiche
Opel GT, le foto storiche

Le curve sono il suo pane

Ciò che promette sulla carta, la Opel GT lo mantiene quando ci si mette al volante. L’agilità fra le curve è una delle sue doti migliori, senza che questo si traduca in reazioni impegnative; anzi, la bilanciata distribuzione dei pesi (51% davanti; 49% dietro) e l’accurata messa a punto permettono di divertirsi anche a chi non è un pilota. Il merito è anche del motore, che grazie alla sovralimentazione spinge con forza fin dai bassi regimi e non richiede di essere tenuto in alto per generare i tanto amati sovrasterzi di potenza. Nel dettaglio, il 2.0 della GT è un 4 cilindri a iniezione diretta di benzina, con turbocompressore a doppia girante, distribuzione bialbero in testa e fasatura variabile delle valvole lato aspirazione.

 

Opel GT, le foto storiche

Design molto americano

In quanto appartenente al gruppo statunitense General Motors (prima di passare ai francesi di PSA), Opel non può non condividere qualcosa con i marchi americani, in modo particolare se si tratta di un modello di nicchia come questo. Non a caso, sulla stessa meccanica della Opel GT - costruita in America - viene prodotta anche la Pontiac Solstice. Qualcuno imputa a questo, al suo DNA extraeuropeo, la causa dello scarso successo della due posti tedesca; bisogna dire però che, rispetto alla Solstice, la GT si identifica immediatamente come Opel, con un design dei fari più spigoloso, che ben si innesta su una carrozzeria muscolosa soprattutto nella zona dei passaruota. Riuscita anche l’integrazione delle due “gobbette” che si allungano dai roll-bar verso il posteriore della macchina. Insomma, la linea è questione di gusti, ma nel linguaggio stilistico della GT non si trovano errori evidenti.

 

Opel GT, le foto storiche

Difficile da posizionare

Tornando dunque al “confronto” con la Mazda MX-5, la GT potrebbe aver sofferto quel suo essere più grande, nelle dimensioni, nel prezzo e nel motore. Non è infatti da escludere che il potenziale cliente, a fronte degli oltre 30.000 euro di prezzo e dei costi di gestione di un motore da oltre 250 CV, sia “caduto in tentazione” con una spider di un marchio premium, leggi BMW Z4 e Mercedes SLK; auto diverse, meno pure per certi versi, ma forti del fascino irresistibile del marchio. Peccato, comunque, perché automobili come la Opel GT sono uno di quei rari inni al piacere di guida, all’auto intesa come puro oggetto di divertimento, di cui si trovano esempi sempre più rari.

 

Opel GT, le foto storiche