Procedure utili per chi non ha pagato vecchie multe da Codice della Strada

Hai un debito con l’Agenzia Entrate? Puoi sospenderlo. Parliamo della ex Equitalia, il riscossore utilizzato dai Comuni per riscuotere vecchie multe da Codice della Strada: il caso classico è l’infrazione da autovelox non pagata, cui segue la cartella esattoriale col doppio della sanzione più gli interessi. Si crea il debito col riscossore, ma chi ritiene che la richiesta di pagamento presente nella cartella non sia dovuta, ha diritto a chiedere all’Agenzia Entrate di sospendere le procedure di riscossione per far verificare all’ente creditore la situazione.

Quando, come e dove

#1. Sospensione del debito: quando. L’automobilista può chiedere direttamente all’Agenzia Entrate la sospensione della riscossione degli importi indicati in una cartella, se le somme richieste dall’ente creditore sono state interessate da pagamento effettuato prima della formazione del ruolo. Oppure se c’è stato un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore. O in caso di prescrizione o decadenza intervenute prima della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo. Analogamento, sì alla richiesta di sospensione se una sentenza ha annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emessa in un giudizio al quale l'Agenzia Entrate non ha preso parte.

#2. Sospensione del debito: come. Il cittadino deve compilare il modulo che trova allo sportello o qui e spiegare i motivi per cui non devi pagare. Alla richiesta vanno allegati un documento di riconoscimento e tutta la documentazione in possesso: la ricevuta che attesta il pagamento già avvenuto, il provvedimento di sgravio o la sentenza favorevole. La domanda non è ripetibile e va presentata, a pena di decadenza, entro 60 giorni da quando l’Agenzia Entrate ha notificato la cartella.

#3. Sospensione del debito: dove. L’automobilista può presentare la domanda allo sportello dell’Agenzia delle entrate. In alternativa può inviare la richiesta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno ai recapiti che trovi indicati nella cartella oppure via e-mail agli indirizzi indicati nel modulo. Ricevuta l'istanza, l'Agenzia si fa carico di trasmetterla all'ente e, in attesa della risposta, sospende le procedure di riscossione. In assenza di riscontro da parte dell'ente entro 220 giorni, la legge prevede, in alcuni casi che il debito venga annullato: per esempio, per prescrizione o decadenza intervenute prima della consegna del ruolo. Se i documenti inviati non sono idonei a dimostrare che il pagamento non è dovuto, l'ente creditore ti informa del rigetto della richiesta che hai presentato e comunica all'Agenzia di riprendere le attività di riscossione.

Il caso classico: le multe stradali

È la stessa Agenzia a parlare proprio di multe da Codice della Strada. Chi riceve una cartella per una multa della Polizia Municipale non pagata entro i termini e invece è in possesso della ricevuta del pagamento, la richiesta del Comune è errata e, di conseguenza, lo è anche la cartella. Si può fare ricorso al giudice o andare al Comune per chiedere lo sgravio. Tuttavia, l’Agenzia Entrate è tenuta per legge ad andare avanti con le procedure di riscossione finché l’ente creditore non le trasmette il provvedimento di annullamento del debito. Invece, qualora ci si rivolga direttamente all'Agenzia, le procedure sono immediatamente sospese in attesa che il Comune corregga l’errore.