Tre titoli Costruttori e due Piloti: è questo il palmares dell'auto che manda in pensione anticipata la Lancia Stratos

 I toni nostalgici non fanno per noi, ma riguardando le foto della Fiat 131 Abarth Rally una lacrima rischia davvero di scendere. Erano anni gloriosi, quelli, per il marchio Fiat, ed era un periodo storico di grande intraprendenza per tutta l’Italia, che aveva sicuramente problemi grandi e grossi, ma cresceva e guardava al futuro con ottimismo, con la ragionevole certezza che il domani sarebbe stato più florido dell’oggi. Nel 2018, anche a voler essere positivi oltre misura, è difficile affermare che il sentimento sia lo stesso. Ma torniamo ai rally, alla 131: nasce per sostituire la 124 Abarth, che l’ha portata al top della specialità. La soluzione più semplice è già in casa e si chiama X1/9, ma il programma vira (anche perché i “cugini” di Lancia hanno già nei ranghi la Stratos) su una berlina familiare molto più importante ai fini dei volumi di mercato, la 131 Mirafiori, appunto. Una soluzione che presenta anche un vantaggio: costruire i 400 esemplari richiesti dalla FIA per una Gruppo 4 non è un problema perché c’è già la versione stradale Abarth.

Vincente senza fama (o quasi)

Alzi la mano (si astengano gli esperti di motorsport) chi non ha mai sentito nominare l’Audi Sport Quattro; chi non sappia, se non altro, che si tratta di una macchina da rally. Idem con Peugeot 205 T16 e Lancia Stratos, oppure Lancia Delta S4 e vabbé, lei, la Lancia Delta Integrale. Ora facciamo lo stesso “giochino” con la 131. Forse qualcuno - già negli “anta” - la berlina di Casa Fiat la ricorda perché ce l’aveva il papà o lo zio (sì, certo, più facilmente a quattro porte che a due, ma il discorso vale comunque), ma ben pochi, appunto solo gli appassionati, la ricollegano al mondo dei rally. Eppure questa insospettabile 3 volumi si è portata a casa la bellezza di 3 campionati del mondo costruttori e 2 piloti.

Alleggerita, accorciata, abbassata

Come anticipato, la 131 Abarth Rally stradale, del 1976, deriva dalla variante a due porte della 131. Si tratta di una macchina piuttosto pesante, su cui gli ingegneri Abarth devono lavorare non poco per renderla all’altezza della concorrenza: per prima cosa si decide dunque di sostituire la maggior parte dei pannelli della carrozzeria (portiere, parafanghi e cofani) con altri in vetroresina. Altre parti della vettura vengono invece realizzate in alluminio e, alla fine del trattamento, la macchina scende a 930 kg di peso. Sotto il cofano, inizialmente c’è l’1.8 della 124 (da poco più di 200 CV), che ben presto viene però sostituito dal 2.0, sempre a 4 cilindri, da 215 CV, che diventano 230 in seguito all’adozione dell’iniezione Kugelfisher. Lo scopo della realizzazione di una versione stradale, come sempre in questi casi, è quello di ottenere l’omologazione per le competizioni, nel dettaglio per il Gruppo 4, in altre parole per il Mondiale Rally. La soglia è fissata a 400 esemplari, della cui produzione si occupa la Bertone.

 

Fiat 131 Abarth Rally, le foto storiche
Fiat 131 Abarth Rally, le foto storiche

Nel 1975 fa sua la “maglia rosa”

Facciamo un piccolo passo indietro: si diceva in apertura che, 40 anni fa, l’Italia è un Paese nettamente diverso; un Paese, per esempio, in cui si disputa il Giro d’Italia (rally). Per questa competizione, edizione 1975, Fiat appronta il prototipo Abarth 031: lo vince con Giorgio Pianta e, soprattutto, matura know-how da travasare poi sull’auto definitiva. Il motore è un quattro cilindri in linea preso dalla Fiat 132. La cilindrata è di 1.995 cc, la distribuzione è a doppio albero a camme in testa, che comandano quattro valvole per cilindro. Ad alimentarlo, in versione racing, provvede la già citata iniezione meccanica Kugelfischer, per una potenza pari a 215 cv, a 7.000 giri, e una coppia di 230 Nm a 5.600 giri; numeri gestiti da un cambio manuale a cinque marce con innesti frontali. I freni? Sono rigorosamente a disco, da 300 mm di diametro sull’anteriore e da 252 mm al posteriore; non manca il servofreno, a doppie pompe e dotato di bilanciere di ripartizione. Quanto alle sospensioni, la 131 Abarth Rally conta su montanti telescopici tipo McPherson, con bracci oscillanti e puntoni di reazione, coadiuvati da una barra antirollio. A metterla in contatto con ili fondo stradale provvedono invece pneumatici Pirelli P7 285/35 VR15.

Nel 1976 inizia a vincere

La 131 Abarth Rally è il cavallo di battaglia del Gruppo Fiat nei rally e, a Torino, decidono addirittura di sospendere il programma della Lancia Stratos. Il pilota è il finlandese Markku Alén, che vince la prima gara mondiale in casa, il Rally 1000 Laghi del 1976. Da lì, l’escalation: nel 1977 arriva il primo Mondiale Costruttori e, nel 1978 e nel 1980, la doppietta Costruttori - Piloti (prima con Alen poi con Röhrl).

 

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