Nata nel 1999 non ebbe il benestare da parte di Piech

Sappiamo tutti che la sostituta della Diablo è stata la Murcielago. Quello che forse non tutti sanno è che al suo posto avrebbe potuto arrivare la stravagante Lamborghini Canto, sfortunata supercar di Sant'Agata, potentissima ma mai capace di affascinare i vertici dell'azienda. Questa è la sua sfortunata storia. 

Il dopo Diablo

Alla fine degli anni '90 la Lamborghini Diablo si stava avvicinando al suo decimo anniversario e a Sant'Agata stavano pensando a come sostituire la propria supercar. Una Sant'Agata che stava subendo una profonda rivoluzione dopo essere passata, appena un anno prima, sotto l'egida di Audi che accelerò i lavori (iniziati nel 1995 dalla precedente proprietà) per uscire con un nuovo modello da produrre in 400 esemplari da vendere a circa 400.000 euro.

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La Canto che stona

Il progetto fu affidato a Zagato che, per mano del designer giapponese Nori Harada, presentò un modello che riprendeva in parte alcune caratteristiche della Diablo (le portiere ad apertura verticale e la linea a cuneo), aggiungendo alcuni tratti stilistici propri, come il parabrezza ricurvo. La Canto non fu l'unica proposta ad arrivare a Sant'Agata: il Toro infatti aveva contattato anche Marcello Gandini (già papà della mitica Miura). L'auto di Zagato ebbe la meglio ma le cose non andarono come previsto, dato che Ferdinand Piech (che aveva spinto perché Audi, controllata da Volkswagen, si portasse a casa Lamborghini) non fu entusiasta (per usare un eufemismo) del design dell'auto, sostenendo che la Canto non fosse per nulla aggressiva come Countach e Miura. Pare che la parte che meno lo convincesse fosse il posteriore, con le sue enormi prese d'aria. Così a inizio 1999 lo stile originale venne rinnovato soprattutto dietro, per rimpicciolire le grosse bocche. A gennaio 1999 da Sant'Agata partì il comunicato stampa che annunciava la presenza della Lamborghini Canto al Salone di Ginevra di quell'anno, ma la sportiva bucò l'appuntamento: i vertici tedeschi infatti continuarono a non essere convinti della bontà del progetto (soprattutto dell'estetica) e la presentazione venne annullata. Si ritiene che siano state realizzate in totale cinque unità di quella che avrebbe dovuto essere l'erede della Diablo, di cui solo una funzionante al 100% e acquisitata da un collezionista se la portò in Giappone. Ci vollero altri 2 anni perché arrivasse la Murcielago. Il resto è storia.

 Tra 510 e 640 CV

Estetica a parte, la meccanica era di primissimo piano, con un V12 di 5,7 litri derivato da quello della Diablo SV, capace di sviluppare 510 CV, mentre successivamente venne montato il propulsore della SV-R da 540. Secondo il comunicato stampa diramato a gennaio 1999 la versione definitiva della Lamborghini Canto avrebbe dovuto avere ben 610 CV prodotti sempre da un motore 12 cilindri a V ma di 6 litri, anche se si dice che in fase di test in pista i cavalli fossero ben 640, per una velocità massima di 350 km/h.

Fotogallery: Lamborghini Canto by Zagato