La frode è stata smascherata dall’Agenzia delle entrate-Riscossione

Il phishing colpisce ancora duro l’automobilista, non solo nel settore Rc auto. Parliamo di una truffa, come ben sapete, che si svolge su Internet: il furbetto fa cadere in trappola la vittima convincendola a fornire dati personali, codici della carta di credito compresi. Di recente, l'Agenzia delle entrate-Riscossione (l’ente pubblico economico italiano che ha preso il posto di Equitalia) ha messo in guardia i cittadini da una frode diabolica. Spesso, si tratta di guidatori che hanno già ricevuto cartelle esattoriali per multe stradali vecchie non pagate ai Comuni, i quali si sono rivolti al riscossore per avere il denaro arretrato.

Tre aspetti chiave

#1. Ti spettano soldi. Nuovi tentativi di phishing ai danni di alcuni cittadini che hanno ricevuto, via e-mail, false notifiche di rimborsi fiscali in nome dell’Agenzia delle entrate. Quindi, la vittima viene tratta in trappola grazie al miraggio del denaro: è il riscossore che deve restituire quattrini al cittadino. Nel messaggio di posta elettronica, che contiene il logo dell’Agenzia, si informa di un presunto tentativo di rimborso non andato a buon fine e si invita ad accedere al proprio portale per elaborare manualmente la procedura. A tale scopo, viene chiesto di aggiornare le informazioni del proprio account accedendo a un link contenuto nel testo della e-mail.

#2. Mittente credibile. Il messaggio proviene apparentemente da un indirizzo di posta dell’Agenzia (ad esempio noreplys221[at]agenziaentrate.gov.it o noreplys22[at]agenziaentrate.gov.it), ma è in realtà inviato da un mittente diverso, non riconducibile all’Agenzia delle entrate. I messaggi di posta elettronica segnalati nascondono un evidente tentativo di entrare in possesso di informazioni riservate. Per evitare danni al proprio pc, l’Agenzia, totalmente estranea all’invio di queste comunicazioni, invita a non dare seguito al contenuto delle stesse e a cancellare immediatamente le false e-mail.

#3. Quando e dove. E chi ritiene di avere diritto davvero a un rimborso? L’Agenzia delle entrate non invia comunicazioni via e-mail relative ai rimborsi; sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it nella sezione "Come sono pagati i rimborsi", si possono consultare le modalità corrette per ricevere un rimborso fiscale: il link qui. Il contribuente che ha fornito all’Agenzia delle Entrate le coordinate del suo conto corrente bancario o postale ottiene il rimborso, qualunque sia l’importo,  su quel conto. Ovviamente, in questo caso, è necessario che il beneficiario del rimborso coincida con l’intestatario (o uno degli intestatari, in caso di conto corrente cointestato) del conto corrente. In caso contrario, il rimborso non viene accreditato.

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Questo è tutto vero

Se non sono state fornite le coordinate del conto corrente bancario o postale, il rimborso viene erogato con modalità diverse a seconda della somma da riscuotere. Per gli importi fino a 999,99 euro, comprensivi di interessi, il contribuente riceve un invito a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale presso il quale, esibendo un documento d’identità, può riscuotere il rimborso in contanti. Fra 1.000 euro e fino a 51.645,69 euro, comprensivi di interessi, al contribuente arriva un invito a comunicare le coordinate del proprio conto corrente, unitamente a un modello da compilare e consegnare, entro il termine indicato, a un ufficio postale. Per gli importi superiori a 51.645,69 euro, comprensivi di interessi, e per i rimborsi di soli interessi di qualsiasi importo, la restituzione avviene, per ragioni di sicurezza, esclusivamente tramite accredito su conto corrente bancario o postale.