Va comunicato sempre alla Polizia chi è il vero trasgressore. A meno che non si è disposti a pagare una penale

Fate finta che vi arrivi a casa una multa per eccesso di velocità superiore ai 10 km/h: la Polizia (o i Carabinieri) vi imporranno anche di comunicare i dati del guidatore, cui togliere i punti della patente. Stesso discorso per infrazioni come il passaggio col semaforo rosso. Più di rado, per guida con smartphone in mano o per cintura non allacciata: in questi casi, di solito la Polizia ferma il trasgressore. Vediamo allora quali passi fare per non subire altre penalità.

Tre aspetti fondamentali

#1. Pago la multa e comunico. Il proprietario dell’auto che si vede recapitare la multa, può pagare. È un’ammissione di colpa, e quindi non avrà modo (per legge) di fare ricorso. Deve comunque comunicare il nome del guidatore alla Polizia entro 60 giorni dalla notifica del verbale. Al trasgressore verranno sottratti i punti della patente: articolo 126 bis del Codice della Strada.

#2. Pago e non comunico. Il proprietario del veicolo, al quale viene notificato un verbale di contestazione in cui è prevista la decurtazione dei punti dalla patente di guida, paga. Ammette la colpa. Ma, entro 60 giorni dalla notifica del verbale stesso, non fornisce i dati anagrafici e della patente di guida della persona che, al momento della commessa violazione, conduceva il veicolo. Il titolare del mezzo si vedrà recapitare una seconda multa: la sanzione supplementare di 286 euro. Pertanto, paga sia la multa originaria sia quella aggiuntiva.

#3. Non pago e ricorro. Il titolare dell’auto non paga la multa: non ammette la colpa. Per lui, non c’è stata infrazione. E fa ricorso entro 30 giorni al Giudice di Pace o al Prefetto. In questo caso, deve comunicare il nome del guidatore? Secondo il ministero dell’Interno che coordina tutte le forze di polizia in merito all’articolo 126 bis con apposita circolare ha precisato che, in caso di ricorso il proprietario del veicolo, questi non è tenuto ad indicare il nominativo del guidatore, e sino al termine dei ricorsi. Ma ora la Cassazione (sentenza 18027/2018) spazza via ogni dubbio: il titolare deve comunicare i dati del conducente, sempre e comunque. Se il ricorso viene accolto, il guidatore non perde punti.

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Difficile evitare la multa supplementare

Si può non dire il nome del guidatore? In teoria sì, se c’è un “giustificato e documentato motivo”, come recita il Codice della Strada. Che cosa sia un motivo giustificato e documentato non lo sa nessuno: forse, per le auto in uso a numerosi dipendenti di una società, potrebbe esserci una qualche possibilità di scappatoia. Per i privati, è davvero difficile: la Cassazione (sentenza 9555/2018) ha evidenziato che la l’invio di una comunicazione negativa (dove si dichiara di non ricordare chi era alla guida del veicolo) fa scattare la multa supplementare comunque.