Una cintura rettangolare come corona a una strumentazione digitale. E non era l'unica stranezza della concept firmata Bertone

Oggi come oggi vedere colorate strumentazioni digitali a bordo delle auto non genera più un “effetto wow” particolarmente alto, abituati come siamo a non vedere praticamente più lancette muoversi su strumentazioni analogiche. Nel 1981 però soluzioni del genere erano più uniche che rare ed erano esclusiva di concept futuristiche, come la Mazda MX-81 Aria, prototipi che la Casa giapponese commissionò a Bertone, dandogli carta bianca sullo stile ma vincolandolo sulla meccanica: alla base ci sarebbe dovuto essere il pianale della Mazda 323 di quegli anni.

La piccola coupé

Dalla matita di Marc Dechamps, allora a capo del design di Bertone, prese vita una piccola coupé (3,94 metri di lunghezza) con la forma a cuneo tipica delle auto del carrozziere torinese. Ma non era la forma dell’auto, ripresa dalla Volvo Tundra Concept – disegnata nel 1979 per Bertone da Marcello Gandini - a stupire, bensì le soluzioni di stile e tecnologiche esterne ed interne. C’erano prima di tutto cristalli dalle dimensioni particolarmente generose, così da inondare di luce l’intero abitacolo. Altra particolarità della carrozzeria erano le luci posteriori a sviluppo verticale, a occupare praticamente l’intero montante C. Uno stile azzardato e di rottura che dava vita a un CX particolarmente basso, specialmente per l’epoca: 0,29.

Mazda MX-81 Aria

Il volante come cornice

Ma non è la forma della carrozzeria a caratterizzare la Mazda MX-81 Aria, né la sua generosa vetratura: la vera peculiarità della concept giapponese era il suo volante. Al posto della classica corona circolare, delle razze e del piantone c’era una sorta di cintura che correva intorno al quadro strumenti rettangolare, dove le informazioni venivano mostrate su uno schermo a colori. Naturalmente niente TFT o simili, ma un caro vecchio mini televisore a tubo catodico, di certo non il massimo per quanto riguarda la sicurezza in caso di incidente. Ma una concept non deve preoccuparsi di crash test o simili, ma solo di stupire e la MX-81 Aria riusciva senza dubbio nell’intento. Tra monitor e volante c’erano i vari comandi per azionare tergicristalli, frecce, luci e anche il clacson. C’erano poi altre chicche minori, come ad esempio i sedili anteriori che ruotavano così da facilitare l’accesso al divanetto posteriore.

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Troppo estrema

Nata espressamente come concept la Mazda MX-81 Aria si era concessa eccessi impossibili da portare in produzione, anche se la Mazda 323 F ne riprese alcuni piccoli particolari, specialmente all’anteriore col muso schiacciato e le luci a scomparsa. Impossibile invece che quel volante a cintura potesse in qualche modo servire a qualcosa. L’esperienza però ci insegna che la storia si ripete e oggi, con i primi prototipi di auto a guida autonoma di livello 4 e 5, i volanti sono oggetto di ripensamento da parte delle Case e concept con comandi rettangolari, in grado di rientrare nella plancia quando non utilizzati, stanno diventando sempre più di moda. Esattamente come le strumentazioni digitali.

Fotogallery: Mazda MX-81 Aria