Tutto sulla tassa di proprietà più "odiata" dagli italiani, da come si calcola a come si paga

Tecnicamente è la tassa di proprietà della vettura, ma tutti lo chiamano bollo auto. Che si versa in genere alle Regioni. Negli anni, le varie leggi regionali sul bollo auto sono andate a stratificarsi sulla legge nazionale, col risultato che la materia è diventata un po’ oscura. Per fare chiarezza, vediamo quali sono le norme valide in tutta Italia, analizzando tutto quello che c’è da sapere.

1. Chi gestisce il bollo auto?

La tassa automobilistica è gestita dalle Regioni e dalle Province Autonome di Bolzano e Trento. Fanno eccezione le Regioni Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e, fino al 2015, Sicilia, per le quali la tassa è gestita dall’Agenzia entrate.

2. Chi paga il bollo auto?

Sono tenuti al pagamento della tassa automobilistica coloro che, alla scadenza del termine utile per il pagamento, risultano essere proprietari del veicolo al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Un esempio: se sono proprietario di un’auto sino al 30 dicembre 2018, con scadenza del bollo a fine anno, per la tassa del 2019 il responsabile è il nuovo titolare del mezzo. Questo vale anche per le auto usate e per le km 0: paga il bollo chi è proprietario l'ultimo giorno utile per versare la tassa.

3. Bollo auto: per sapere quanto devo pagare, qual è la soluzione online?

Fra le tante, segnaliamo questa pagina sul sito dell’Agenzia entrate. La funzione consente di calcolare la tassa automobilistica inserendo questi dati: categoria del veicolo, targa, Regione di residenza, mese di scadenza, anno di scadenza, mesi di validità (ed eventuali codici di riduzione). Il pagamento deve essere effettuato in periodi fissi che, normalmente, coincidono con il primo mese di validità della tassa. Per esempio, per un’auto con scadenza del bollo aprile 2019, il versamento va effettuato a maggio 2019. Si ricordi che il servizio è disponibile dalle 7 alle 24.

4. Bollo auto: l’Agenzia entrate come lo calcola?

L’Agenzia entrate effettua il calcolo della tassa al momento in cui viene effettuata la domanda. Se la richiesta è effettuata nel periodo previsto per il pagamento, non sono indicati importi per sanzioni e interessi. Invece, se la richiesta è effettuata in una data successiva al periodo previsto per il pagamento, vengono visualizzati anche i relativi importi di sanzioni e interessi. Occhio: se la richiesta viene eseguita prima del periodo di pagamento, il programma, facendo riferimento alla precedente scadenza, indicherà le maggiorazioni dovute.

5. C’è un esempio di calcolo dell’Agenzia entrate?

Sì. Nel caso dell’esempio precedente (bollo che scade a fine aprile 2019), se la richiesta di calcolo è effettuata dal 1° al 31 maggio 2019, la formula propone l’importo della tassa senza sanzioni e interessi. Invece, dopo il 31 maggio 2019, il pagamento è tardivo e sono riportati anche gli importi di sanzioni e interessi. Se la richiesta è effettuata prima di maggio 2019, la formula considera la scadenza precedente (aprile 2018, con periodo di pagamento maggio) e propone anche gli importi di sanzioni e interessi.

6. Ho solo la targa. Posso sapere online quanto dovrò pagare di bollo auto?

Sì. Fra le varie soluzioni, c’è quella dell’Agenzia entrate: "Calcolo del bollo in base alla targa del veicolo". Il servizio è disponibile dalle 7 alle 24. Consente di calcolare la tassa automobilistica inserendo la targa del veicolo: si terrà conto del tariffario della Regione di residenza del proprietario del veicolo.

7. Ho pagato il bollo auto in una tabaccheria. Posso fare un controllo?

Sì, online c'è l'"Interrogazione pagamenti effettuati". Il servizio funziona dalle 7 alle 24. È disponibile per i pagamenti effettuati a beneficio delle Regioni per le quali la tassa automobilistica è gestita dall'Agenzia entrate (Friuli-Venezia Giulia e Sardegna). Il servizio è inoltre disponibile per le Regioni Marche, Sicilia e Valle d'Aosta.

8. Bollo auto: quali i criteri di calcolo?

La tassa automobilistica deve essere versata in base alla potenza effettiva del veicolo espressa in kiloWatt. Il numero dei kW è riportato sulla carta di circolazione. Può contenere una virgola: in questo caso non si devono considerare le cifre decimali. Esempio: se il numero dei kW è 47,8, l'importo va corrisposto per 47. Se manca l'indicazione del numero di kW, la tassa deve essere versata in relazione alla potenza massima espressa in CV, indicata sulla carta di circolazione.

9. Assistenza telefonica o via e-mail: si può?

Sì. Online ci sono i Recapiti per l'assistenza. Le Regioni e le Province autonome convenzionate hanno attivato un servizio di assistenza diretta agli utenti per tutte le esigenze connesse alle tasse automobilistiche. Il servizio è attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Telefono o e-mail quasi sempre disponibili: talvolta, solo il fax.

10. Dove pago il bollo auto?

Il bollo auto si può pagare presso:

  • le delegazioni ACI;
  • le agenzie di pratiche auto;
  • alcuni istituti bancari, anche in modalità ATM (sportello Bancomat) o Internet banking;
  • nelle Regioni Molise, Marche e Piemonte è possibile effettuare il pagamento mediante il servizio home banking o presso gli sportelli bancomat (ATM);
  • i tabaccai convenzionati con Banca ITB, direttamente collegati al Ruolo Regionale;
  • i tabaccai aderenti al polo Lottomatica;
  • gli uffici postali.

I residenti nelle Regioni e nelle Province Autonome convenzionate con ACI (Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta, Bolzano, Trento), in Molise e in Piemonte possono pagare la tassa automobilistica attraverso il servizio Bollonet: dopo aver eseguito il calcolo della tassa dovuta, si può versare online tramite PagoPA (il costo dipende dal PSP selezionato al momento dell’acquisto). Anche i residenti in Regione Calabria possono utilizzare il servizio Bollonet, ma solo per il pagamento online di avvisi e accertamenti.

11. Bollo auto da pagare lì dove indicato sopra: verso un sovrapprezzo?

Spesso sì. Che varia. Indicativamente da 1,5 euro a 1,87 euro.

12. C’è un superbollo?

Sì. Con Legge 214 del 2011, è stato disposto che per le auto ci sia l'addizionale erariale della tassa automobilistica: 20 euro per ogni KW di potenza del veicolo superiore a 185 KW. Questa addizionale è ridotta dopo 5, 10 e 15 anni dalla costruzione del veicolo, rispettivamente del 40, del 70 e dell'85% sul totale dovuto. Decorsi 20 anni dalla costruzione del veicolo, non è più dovuta. L'anno di costruzione si presume, salvo prova contraria, coincidente con l'anno di immatricolazione. Per gli anni 2012 e successivi, sono tenuti al pagamento dell'addizionale coloro che risultino al PRA proprietari alla scadenza del termine utile per il pagamento della tassa automobilistica. Il superbollo (in forma meno pesante) è stato introdotto dal Governo Berlusconi, ma il giro di vite fortissimo è arrivato col Governo dei tecnici di Monti.

13. Non ho pagato un vecchio bollo: dovrò farlo?

Dipende. La Cassazione, con sentenza 20425/2017, ha disposto che dopo 3 anni il vecchio bollo non si paga. Scaduto il triennio, le Regioni non possono più esigere il versamento della tassa di proprietà della vettura. Una sentenza che rappresenta una sconfitta per le Regioni: queste interpretavano la legge in altro modo, parlando di prescrizione addirittura dopo 10 anni, sulla scorta di una certa giurisprudenza. I 3 anni valgono purché il proprietario non abbia ricevuto mai nessun sollecito. C’è l’interruzione della prescrizione anche con l’iscrizione a ruolo del debito: un atto formale che spesso fa seguito al mancato pagamento del bollo dopo l’avviso bonario.

14. Non ho pagato un bollo vecchio 2 anni: mi arriverà la richiesta della Regione?

Può darsi. Le Regioni in genere inviano un avviso bonario, oppure si avvalgono dell’Agenzia entrate (ex Equitalia) per riscuotere i vecchi crediti. Se il proprietario non paga, si può arrivare al fermo amministrativo dell’auto: le ganasce fiscali. E se non ho pagato un vecchio bollo: posso versare a rate? Dipende dalla Regione. In genere sì, si può rateizzare, con interessi.

15. Ma i politici non avevano promesso una riformulazione del bollo auto?

Sì, diversi politici a più riprese hanno parlato di riformulazione del bollo auto. In particolare Berlusconi e Renzi. Risultato: sono arrivati prima il superbollo e poi il bollo per le auto storiche (quest’ultimo con Renzi).

16. C’era una proposta per abolire il bollo auto?

Sì, l’ha avanzata l’Unrae (Case estere) nel 2005. Poponeva l'abolizione del bollo e l'aumento delle accise di 7 centesimi. Nel 2008 dopo accennò al "pay per use", ossia pagare in base a quanto si usa l'auto: "Sia la tassazione sia l'assicurazione auto devono uscire dal concetto della tassa di proprietà, ovvero della tassa fissa indipendente dall'uso che se ne fa”.

17. Ricorso per prescrizione del bollo auto: come faccio?

Da soli, entro 60 giorni dalla notifica del sollecito, fate ricorso alla commissione tributaria della Provincia (serve versare un contributo unificato variabile), tramite una raccomandata con avviso di ricevimento. Nel ricorso, chiedete l’annullamento del bollo auto 2013, più la sospensione della maturazione degli interessi: alla fine, non dovrete sborsare niente.

18. Bollo auto: quali sanzioni per il pagamento tardivo?

Nel caso di mancato pagamento, sottolinea Sermetra (la più grande rete di agenzie di pratiche auto in Italia, con 1.200 punti sul territorio), dovrete versare con sanzioni. Se il bollo auto è scaduto e viene pagato successivamente al termine previsto, oltre alla tassa si dovranno corrispondere anche le sanzioni e gli interessi che saranno calcolati in base ai giorni di ritardo.

a) Versamento effettuato tra il quindicesimo e il trentesimo giorno successivo alla scadenza del termine previsto per il pagamento: si applica una sanzione pari all’1,5% della tassa originaria, oltre gli interessi legali giornalieri calcolati sugli effettivi giorni di ritardo la cui percentuale annua è pari allo 0,2%.

b) Versamento effettuato dopo il trentesimo giorno di ritardo ma non oltre i 90 giorni si applica una sanzione pari al 1,67% della tassa originaria, oltre gli interessi legali giornalieri calcolati sugli effettivi giorni di ritardo la cui percentuale annua è pari allo 0,2%.

c) Versamento effettuato dopo il novantesimo giorno di ritardo ma entro un anno si applica una sanzione pari al 3,75% della tassa originaria, oltre gli interessi legali giornalieri calcolati sugli effettivi giorni di ritardo la cui percentuale annua è pari allo 0,2%.

d) Versamento effettuato oltre un anno di ritardo, si applica una sanzione pari al 30% della tassa originaria più gli interessi pari all’1% fisso per ogni semestre maturato di ritardo.

19. Esenzione bollo auto per le vetture verdi: come funziona?

Dipende dalla Regione: ognuna si regola a modo suo. Con norme che cambiano. Di solito, ci sono bonus per ibride, elettriche, bifuel.

20. Blocco del traffico (e delle vetture a benzina molto vecchie): posso recuperare il bollo auto pagato e non goduto?

No, il bollo auto è una tassa di proprietà, non una tassa di circolazione. Paghi il bollo auto perché sei proprietario, non perché circoli. Quindi, chi usa la macchina per 5.000 km l’anno spende di bollo lo stesso importo di chi ne fa 50.000. E la restituzione del bollo dalla Regione che impone il blocco del traffico non è né previsto né pensabile. Inoltre, il bollo auto non esibito alle Forze dell’ordine in caso di controllo. E non viene controllato dal Tutor: si tratta di una bufala.