Chi cade nella trappola delle polizze fasulle si espone a molteplici stangate economiche

È allarme rosso Rc auto temporanee false: sempre di più le bande di truffatori organizzano frodi ai danni di ignari automobilisti che pagano Rca stellari, per via di una classe di merito penalizzante: di solito abitano in zone ad alto rischio incidente e frodi assicurative, che fanno schizzare in alto i prezzi delle polizze. Cadono nella trappola della criminalità, specie al Sud: vengono attratti da Rca temporanee, della durata di qualche giorno, a prezzi ultra low cost. Comprano polizze in realtà inesistenti. Un fenomeno in crescita, come si evince dalle segnalazioni dell’Ivass, l’authority del settore. Ma attenzione: c'è una tripla batosta dietro l'angolo.

Tripla batosta

1. Pagare i danni all’auto. L’automobilista che compra Rca temporanee false non ha scuse: non può dire che pensava fossero vere. Deve informarsi prima di fare l’acquisto: basta visitare il sito Ivass.it, dove c’è l’elenco aggiornato delle polizze farlocche, o tutt’al più contattare l’Istituto stesso al numero 800 486661 da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 14.30.

Pertanto, se causa un incidente, non ha nessuna copertura assicurativa di nessun genere. Chi paga i danni all’altra auto? Lui, e subito.

2. Pagare le lesioni fisiche. Attenzione: se il sinistro ha provocato anche lesioni fisiche, il conto lievita in fretta. Specie in caso di lesioni permanenti pesanti, ballano centinaia di migliaia di euro. O milioni di euro.

L’automobilista che ha comprato la Rca temporanea falsa deve pagare il danneggiato, fosse anche il primo incidente che causa nella sua vita, fosse pure un guidatore da sempre virtuoso e rispettoso delle regole, con tutti i punti della patente e nessuna multa sul groppone. Basta un nonnulla, farsi fregare da una banda di criminali, e il dramma economico si consuma.

3. Furto di dati. Occhio al furto di dati personali. Le stesse organizzazioni criminali, così definite dallo stesso Ivass, rubano le informazioni sensibili degli automobilisti. Che in questo modo vengono beffati due volte: oltre a circolare con Rca false, si vedranno utilizzare i propri dati: parliamo di carta di identità, carta di credito, conto corrente.

Dati che possono essere anche riciclati per compiere reati su Internet nascondendosi dietro l’identità altrui.

Risorgono dal nulla

I numeri la dicono lunga sul pericolo sociale rappresentato da questi criminali della Rca: grazie a strumenti di indagine preventiva, sempre più raffinati e articolati, nel solo 2017 sono stati individuati 57 siti irregolari, che in 47 casi sono stati oscurati. Il guaio è che quegli stessi siti cambiano nome e indirizzo, risorgendo dal nulla: dietro non c’è un individuo che vuole raccattare qualche quattrino facilmente, ma un’organizzazione che ha strumenti, risorse, capacità.

Sa muoversi sul web, si trasforma e si evolve, sfruttando il caro-prezzi Rca del Meridione: una questione così scottante che il vicepremier Luigi Di Maio preme affinché arrivi una Rca equa tramite la manovra 2019. Con possibili effetti negativi, però, per chi vive al Nord, che potrebbe vedersi costretto a pagare Rca rincarate del 40% per far fronte alle diminuzioni del 60% del Sud.