Senza cilindri e pistoni i designer posso osare di più

Le auto elettriche sono uguali alle altre? In effetti, per lungo tempo lo sono state ma unicamente perché i primi esperimenti di elettrificazione sono stati portati avanti semplicemente trasformando automobili normali con trapianti di motori e batterie. Anche le elettriche “di nascita” somigliano ancora molto alle auto di stampo classico ma nel futuro prossimo le cose sono destinate a cambiare sempre di più e a influenzare forme e design non sono soltanto gli ingombri della meccanica.

Tutto intorno alla batteria

Anche sotto questo aspetto, come in quello puramente tecnico e prestazionale, sono le batterie a giocare un ruolo fondamentale.

Sulle prime auto elettriche sono state posizionate nella zona posteriore, occupando parte dello spazio destinato al bagagliaio (cosa che ancora accade con molte ibride che devono far convivere due propulsioni e due “serbatoi”) ma presto l’evoluzione degli accumulatori ha consentito soluzioni diversa.

Opel Ampera, ad esempio, ha portato alla ribalta il pacco batterie posizionato al centro della vettura, in un ingombrante tunnel che tra le altre cose ha limitato l’abitabilità a quattro occupanti. Si trattava però di una Range Extender, vale a dire un’elettrica dotata di un motore a scoppio con funzione di generatore e relativo serbatoio. 

Passo lungo e tanto spazio

Lo sviluppo di tecnologie come quelle degli ioni di litio a celle laminate, inaugurate da Nissan e NEC sulla prima Leaf, hanno portato a ripensare l’ingombro ma soprattutto la posizione della batteria, influenzando le proporzioni delle auto: le batterie piatte posizionate al centro sotto il pavimento (soluzione ormai accettata universalmente come la migliore) permettono, e in parte richiedono, di allungare il passo.

Al tempo stesso il ridotto ingombro del motore, oltre all’assenza di serbatoi, consente di limitare al minimo gli sbalzi e le zone di assorbimento degli urti che non sono più vincolate alla presenza di grossi e pesanti motori. 

opel ampera

Per questo, molte delle concept car elettriche che vediamo da anni ai saloni hanno l’aspetto di grandi cellule abitative su ruote, in qualche caso sgombre persino dai comandi laddove la trazione a batteria si unisce alla guida autonomia intelligente, trasformando davvero le auto in salotti viaggianti.

All’opposto, è possibile proporre forme ancora più basse, filanti e affusolate per le auto sportive che possono beneficiare anche di altri vantaggi quali il baricentro a sua volta più basso e la distribuzione del pesovicina al 50% su ciascun asse, favorevoli alla dinamica.

interno auto elettrica
concept elettrica

L’importanza dell’aerodinamica

L’altro elemento che influenza in modo importante lo sviluppo dei nuovi modelli è l’aerodinamica. In primo luogo perché un buon Cx, o una bassa resistenza all’avanzamento, è fondamentale per risparmiare energia, in particolar modo per vetture che allo stato attuale devono cercare di ottimizzare autonomie non sempre elevatissime.

Secondariamente perché la propulsione elettrica genera comunque un grande calore che va dissipato bene con l’aiuto di flussi d’aria il più possibile efficaci. Quindi potrebbero presto sparire le grandi griglie frontali oggi utili per il raffreddamento dei motori, rimpiazzate però da condotti e feritoie più discrete ma dalle funzioni altrettanto importanti.

Paradossalmente, potrebbe diventare invece meno fondamentale quello dei freni che grazie al loro poderoso effetto frenante dei motori elettrici, utilizzato anche per recuperare energia, già oggi stanno limitando molto il loro utilizzo.

Fotogallery: Auto elettrica ed evoluzione del design