Il noleggio a “consumo” convince sempre di più e sfrutta particolarmente bene le qualità delle auto a corrente.

Le ricerche e le statistiche lo confermano: l’Italia è uno dei paesi europei in cui l’auto di proprietà risulta più costosa. Non per niente sempre più persone (ad oggi siamo già ben oltre il mezzo milione) si stanno gradualmente orientando verso formule di noleggio breve, il cosiddetto car sharing, una formula che anche da noi riscuote un successo crescente. Soprattutto per chi vive e si muove nelle grandi città e inizia a trovare conveniente sostituire quantomeno la seconda auto di famiglia con una “condivisa” da prendere, utilizzare (e dunque pagare) soltanto quando effettivamente occorre. Che sempre più spesso è elettrica.

Costi, in generale si risparmia

Confrontando i prezzi delle numerose società che offrono servizi di car sharing nelle città (una dozzina quelle grandi più numerosi centri di medie dimensioni), è facile osservare che il costo medio “orario” delle flotte elettriche è mediamente più basso rispetto a quello delle utilitarie con motore a benzina.

car sharing elettrico

Escludendo pacchetti e agevolazioni, infatti, se queste ultime sono proposte con tariffe standard di circa 25 centesimi al minuto, quelle a batteria vanno, a seconda del gestore e della città, da un massimo di 27-28 a un minimo di 14, in qualche caso con importo a scalare che diminuisce dopo la prima ora di utilizzo.

Al contrario, per le auto con motore a scoppio sono fissati limiti di percorrenza (in media 50 km) oltre i quali la tariffa oraria aumenta, anche per il noleggio giornaliero il cui costo è allineato a quello medio delle elettriche (circa 50 euro) ma con meno vincoli per queste ultime. Il tutto, naturalmente, a patto che l’auto elettrica noleggiata non sia particolarmente pregiata o performante: per una BMW i3, che qualche noleggiatore ha in flotta, ci vogliono infatti oltre 30 centesimi al minuto o 72 euro al giorno a fronte però di autonomia e prestazioni superiori.

Più liberi in città

I vantaggi delle auto elettriche in termini di libertà d’azione sono noti e rientrano tra le prime motivazioni anche per chi pensa di acquistarne una: come veicoli ecologici al 100% non hanno praticamente nessuna limitazione nei centri storici e nelle aree a traffico parzializzato. Al contrario delle vetture a motore, anche di ultima generazione, che in molte città non possono andare dappertutto.

Grazie alla flessibilità del servizio, poi, anche i tempi di ricarica rappresentano un problema secondario: buona parte delle flotte elettriche garantiscono infatti un’autonomia minima di almeno 120 km che nell’uso urbano bastano ampiamente per un’intera giornata, dunque sfruttando le ore notturne per la ricarica ogni auto è in grado di offrire i suoi servigi per la giornata successiva senza particolari problemi.

Senza contare che potendo avere una vettura diversa per ogni tragitto se ne può restituire una con poca carica per riprenderne poco dopo un’altra con maggiore autonomia residua. Con problemi di disponibilità soltanto in situazioni limite.

Piacere di guida

Siccome parliamo di benefici, vale ancora una volta la pena di ricordare come già osservato in altre circostanze, che un’auto elettrica offre una guida molto più facile, rilassante e persino divertente.

Priva di frizione e cambio, che nella marcia in città sono spesso motivo di stress, scattante grazie allo spunto immediato e vigoroso del motore elettrico, anche con potenze modeste è in proporzione agile e poco impegnativa da guidare e se usata bene consente di fare anche poco ricorso ai freni. Cosa da non trascurare per chi passa, suo malgrado, molto tempo nel traffico.

Tutta salute

Il principio del car sharing, opportunamente sviluppato, potrebbe teoricamente dare un contributo enorme a combattere sia l’inquinamento sia il traffico nelle grandi città perché permetterebbe di soddisfare il fabbisogno medio di mobilità con un numero assai inferiore di veicoli.

car sharing elettrico

Svariate ricerche rivelano infatti che una vettura in condivisione ben sfruttata potrebbe, sempre teoricamente, togliere dalle strade fino a nove auto private. Riducendo oltre all’inquinamento “diretto”, obiettivo primario dell’elettrificazione, anche il consumo energetico generale e dunque il dispendio di risorse necessarie a produrre quell’energia che oggi in gran parte sono ancora non rinnovabili.