Un intervento del Governo francese la “sfila” da Fiat per andare a creare un campione nazionale con Peugeot

Anno 1974: Citroen è “più di là che di qua”. I conti sono in rosso e la bancarotta una prospettiva quasi certa. Una situazione a cui si arriva, da un lato, per la debolezza della gamma - manca per esempio una proposta nella fascia intermedia, una delle più redditizie in Europa in quegli anni - e, dall’altro, per qualche scelta finanziaria a dir poco avventata; una su tutte, la partecipazione in Maserati. Michelin, che detiene il 38,4% delle quote dell’azienda, non vede l’ora di liberarsi della sua parte. Trova l’acquirente in Peugeot, non senza un “aiutino” pubblico: come da tradizione, lo Stato francese interviene in modo molto diretto nell’economia, al fine di salvaguardare l’occupazione. Va così a monte la trattativa con Fiat, che non solo è interessata ad assorbire la Casa francese, ma proprio in quel periodo sta valutando un progetto in comune con i francesi per lo sviluppo di quella che poi sarà la Visa, su base invece Peugeot. Proprio attraverso alcuni dei modelli più importanti degli ultimi 45 anni, ripercorriamo insieme la storia di Citroen all’interno del Gruppo PSA.

1974: CX

La sua presentazione avviene qualche mese dopo l’ingresso di Peugeot nel capitale di Citroen: il progetto è quindi precedente, ma non si può non parlarne. L’eredità che deve raccogliere è pesantissima: è quella della DS, rispetto alla quale è meno rivoluzionaria.

Detto questo, rappresenta comunque la sintesi del sapere del marchio. Il motore è posizionato anteriormente in modo trasversale, gli ammortizzatori sono idropneumatici ad altezza costante e le sospensioni hanno schema a quattro ruote indipendenti. Altre tipicità Citroen sono il tergicristallo monospazzola, il lunotto concavo e gli interni futuristici.

A proposito di DS, la sua produzione cessa, nello stabilimento di Javel (Parigi) nel 1975, dopo più di un milione e 300 mila esemplari prodotti (oltre 1,4 milioni quelle prodotte nel mondo); è una DS 23 Pallas Bleu Delta.

1978: Visa

Al Salone di Parigi del 1978 viene lanciato il modello su cui Citroen ripone grandi speranze per rilanciare i propri volumi di mercato. Si chiama Visa e, sebbene sia costruita su base Peugeot 104, vanta non poche caratteristiche tutte sue: l’esempio più classico è il satellite nell’abitacolo per il controllo di tutte le funzioni secondarie.

Molto Citroen è anche lo sfruttamento dello spazio: in rapporto agli ingombri esterni, la Visa è sorprendentemente accogliente dentro, per le persone e per le valigie. Il successo però tarda ad arrivare: inizialmente in Citroen sono stati fin troppo conservativi nelle scelte di design e di posizionamento. Nel 1981 viene rivisto lo stile e migliorata la dotazione: il successo è la conseguenza naturale.

L’anno dopo arriva anche la GT: dotata di motore di 1.360 cc da 80 CV, tocca i 168 km/h e consuma 5,6 litri/100 km in media. La ciliegina sulla torta è infine la cabrio, del 1983.

Citroen, 45 anni con Peugeot

1983: BX

Ecccola l’auto che mancava. La casella vacante nella fascia intermedia della gamma Citroen viene riempita con la BX. Una Citroen a tutti gli effetti: originale, ricercata, quasi sfrontata nelle sue scelte stilistiche, fra le quali spicca la parziale carenatura delle ruote posteriori, realizzata per migliorare l’aerodinamica e ridurre i consumi di carburante.

Lunga 4 metri e 23 cm, 5 porte e 5 posti, nella gamma la BX si posiziona tra la GSA e la CX; come la CX, ha una carrozzeria che di fatto è a 2 volumi. Tre i motori disponibili: 1.360 cc da 62 cv con cambio a 4 marce, 1.360 cc da 72 cv con cambio a 5 marce e 1.580 cc da 90 cv con cambio a 5 marce. Nel 1985 arrivano la station wagon (Break) e la GT e, nel 1987, la turbodiesel; non manca una versione 4x4 con sospensioni pneumatiche. Prodotta in oltre 2 milioni e 300.000 esemplari, dà un grande contributo alle casse di Citroen.

Citroen, 45 anni con Peugeot

1986: AX

3 metri e mezzo di praticità, design e…. Avanguardia. La AX è una macchina azzeccata sotto tutti i punti di vista e i 2,5 milioni di esemplari venduti sono lì a dimostrarlo. Svelata come da tradizione Citroen (almeno in quegli anni) al Salone di Parigi, viene pubblicizzata sulla Muraglia Cinese con la scritta “Rivoluzionaria!”.

Ok, i claim pubblicitari, in quanto tali, vanno presi con le pinze, ma la AX rivoluzionaria lo è davvero. A metà degli anni Ottanta, l’Europa non è certo sensibile ai temi ambientali come lo è oggi, eppure la AX viene progettata con l’ossessione di ridurne il peso - che infatti in configurazione base è di soli 640 kg - e, quindi, consumi ed emissioni; un obiettivo perseguito anche curando particolarmente l’aerodinamica.

Risultato: con 55 CV supera i 160 km/h e, a 90 km/h costanti (un parametro utilizzato in quegli anni) si accontenta di 3,9 l/100 di benzina. A proposito di avanguardia, nel 1995 la AX viene venduta anche elettrica: 20 kW di potenza, 91 km/h di velocità massima e 75 km di autonomia. I tempi sono decisamente prematuri, ma un passo è stato fatto.

Citroen 45 anni con Peugeot

1991: ZX

E’ una delle rivali della “nostra” Fiat Tipo, di cui peraltro replica uno dei punti di forza: lo spazio interno, con l’aggiunta, vincente, dei sedili posteriori scorrevoli. Lunga 4,07 metri, nella gamma Citroen si posiziona fra la AX e la BX, andando a colmare il vuoto lasciato da GSA e Visa.

Tecnicamente, uno degli elementi di spicco interessa, guarda caso, le sospensioni: il retrotreno infatti è autodirezionale (in determinate situazioni agevola il completamento del raggio di curva). Proposta anche con carrozzeria Coupé e Break (station wagon) e prodotta fino al 1998, viene venduta in ben 2,1 milioni di esemplari.

La ZX ha anche una carriera agonistica, coronata dalla vittoria della Parigi Dakar del 1991 con Ari Vatanen al volante.

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1999: Xsara Picasso

Facciamo un salto di 8 anni e andiamo a un’auto che, a differenza di quanto accade solitamente con Citroen, non innova ma “insegue”; una rivale francese peraltro. Si tratta della Xsara Picasso, nata in risposta alla Renault Scenic, rispetto alla quale però ha un look decisamente più originale, “a uovo”.

Altro pezzo forte sono i 3 sedili posteriori singoli e identici, fino al 2010 (“sopravvive” anche all’arrivo, nel 2006, della C4 Picasso) è fra le leader del segmento: viene venduta in oltre 1,7 milioni di esemplari.

Citroen 45 anni con Peugeot

2001: C3

Altro “uovo”, altro successo: stavolta nel segmento B, ovvero uno dei più importanti in Europa per volumi di vendita. Presentata nel 2001, commercializzata dal 2002 al 2010, la C3 totalizza la bellezza di 2,25 milioni di unità.

Disegnata dall’italiano Donato Coco, piace alla stampa specializzata, e soprattutto ai clienti, per il riuscito mix di design e spazi interni. Fra le trovate originali, il parabrezza molto esteso in altezza, nel rispetto del concept C3 Lumiere da cui deriva.

Citroen 45 anni con Peugeot

2001: Xsara WRC

Scusate la digressione nel motorsport, ma ci sta. Questa macchina non solo consente a Citroen di entrare nella storia dei rally, ma rappresenta il primo passo di una lunga storia di successi non ancora conclusa per il Gruppo PSA.

Con il “Cannibale” Sebastien Loeb al volante si porta a casa la bellezza di 32 vittorie in gara, 3 titoli di Campione del Mondo Piloti e altrettanti Costruttori.

Citroen, 45 anni con Peugeot

I giorni nostri

Gli ultimi 18 anni li riassumiamo in un unico paragrafo. Innanzitutto, per la denominazione dei modelli si passa alla lettera C seguita da un numero. Il primo SUV arriva nel 2007 e si chiama C-Crosser – mentre nel 2010 è tempo di elettrico: ecco la C-Zero; entrambe le auto sono figlie di una partnership con Mitsubishi.

Modelli più recenti e significativi sono la C4 Picasso del 2013 e la discussa C4 Cactus con i suoi caratteristici AirBump.