Presentata nel 1988 era troppo “avanti” e grossa per l’epoca

A volte ci sono prodotti troppo avanti per i loro tempi, geniali nelle forme o nelle tecnologie ma non compresi perché si staccano in maniera decisa da routine e abitudini. Se si guarda alla tecnologia un esempio su tutti è l’Apple Newton, palmare della Mela morsicata lanciato nel 1993 ma mai capace di conquistare il mercato. Sembra impossibile oggi, dove gli schermi touch fanno parte integrante delle nostre vite.

Come lo sfortunato palmare di Steve Jobs, anche un’auto venne presentata troppo presto per essere capita: la Porsche 989, una berlina/coupé 4 porte e 4 posti nata nel 1988 e finita nel dimenticatoio. Sembra strano pensarci oggi, dove Porsche a 4 porte e 4 o 5 posti non fanno più notizia e anzi, sembrerebbe impossibile pensare al listino della Cavallina senza Cayenne, Panamera e Macan.

Gara a 2

Alla fine degli anni ’80 le berline andavo bene e il mercato ne era goloso. Tra le fila di Porsche c’era naturalmente l’intramontabile 911, accompagnata dalla 928, modello con design non “da Porsche” ma capace di conquistare pubblico e critica, tanto da portarsi a casa il titolo di Auto dell’anno nel 1977. Erano però passati 11 anni e bisognava inventarsi qualcosa di nuovo, osando ancora di più.

Porsche 989

Bisognava dare al pubblico un’auto ancora più grande, più comoda e capiente. Un modello che potesse far competere Porsche con le altre tedesche – Audi, BMW e Mercedes – in un campo completamente nuovo per Zuffenhausen.

Così si dà inizio alle danze e alla “gara”. Le concorrenti per diventare la nuova (e prima) Porsche 4 porte sono la 932 creata dalla Italdesign e la 989 del centro stile Porsche, guidato da Harm Lagaay. Proprio quest’ultima ha la meglio, merito soprattutto del suo design più “conservativo” e in linea con lo stile Porsche e con una lunghezza “monstre” per l’epoca: 5 metri circa

La berlina col V8

Il motore scelto per la Porsche 989 è un V8 derivato dalla 928, con potenza di 350 CV e sistemato in pozione anteriore, mentre la trazione era (come da tradizione) posteriore, per una velocità massima di circa 280 km/h. Uno schema meccanico classico abbinato a tante soluzioni meccaniche, come la possibilità di avere un impianto frenante carboceramico o il cambio automatico a doppia frizione, utilizzato da Porsche nelle competizioni.

Porsche 989

Specifiche tecniche da prima della classe unite a un lusso che non faceva a meno di pelle e Alcantara per l’abitacolo, così da non sentirsi “schiacciata” dalla concorrenza. Il risultato è un’auto potente, veloce, elegante, sportiva… tutto quello che i vertici Porsche volevano. Poi il destino ci ha messo lo zampino.

Tra addii ed eredità

I perché dell’abbandono del progetto 989 da parte di Porsche sono principalmente 3: nel 1992 Ulrich Bez lascia Porsche e senza il suo “papà” (era il responsabile del reparto ricerca e sviluppo) il progetto si indebolisce. Contestualmente le vendite della 928 iniziano a soffrire, sia perché il progetto inizia ad avere la sua bella età, sia perché il mercato inizia a cambiare i propri gusti. Ci sono poi questioni economiche, col cambio marco tedesco/dollaro non più così conveniente. Secondo i calcoli il prezzo di listino della Porsche 989 negli USA sarebbe dovuto essere di circa 90.000 dollari. Semplicemente troppi. Secondo i calcoli le vendite annuali sarebbero dovute essere di 150.000 unità per coprire i costi.

Così a Zuffenhausen il prototipo della 989 finisce in un angolo, ma viene presa come ispirazione per lo stile delle Porsche 911 serie 993 e 996. Si passa poi al 2009 con la Porsche Panamera, la prima berlina della Cavallina o meglio, la prima a entrare in commercio.

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