Tra blocchi e limitazioni in città e giovani alla ricerca di soluzioni, le ibride usate potrebbero risultare una scelta valida. Detto fatto, ecco la Dritta di Andrea.

L'argomento potrebbe sembrare ostico. Di più, quasi in contrasto fin dal titolo. Ammettiamolo, in tempi passati associare la parola "neoptatentato" con "auto ibrida/ecologica" avrebbe fatto storcere il naso. Noi, cresciuti a pane e motori, a carburatori e lancette che schizzano su quel contagiri, figli di Maranello e della Motor Valley (a proposito, salvatevi le date del Motor1Days 2019), possiamo associare un neopatentato ad un'idea di ibrido? La risposta è "si".

E' un mondo ibrido (e non solo)

Il mondo sta andando avanti questo è indubbio, ed anche culturalmente stiamo travalicando tante ere. Basti pensare che anche la Formula 1, il campionato Endurance (ed in futuro i Rally) vivono di tecnologie ibride. Ed allora, a maggior ragione con i vincoli presenti nelle nostre città, perchè risulta tanto difficile accostare queste due realtà?

Scelte non banali

La scelta di una macchina poca spesa e molta resa non è così banale, di conseguenza pensare a un ibrido, che consuma poco, sia affidabile, che possa circolare coi blocchi del traffico o che abbia sgravi fiscali in alcune regioni o comuni, non è un malvagio elenco di pregi.

E poi diciamocelo, ultimamente capita che alcune persone la patente, proprio nelle grandi città pensino alla patente qualche anno dopo il conseguimento della maggiore età, magari durante o dopo l’università, quindi il design e la sportività non sempre occupano i primi posti della classifica. Vi abbiamo convinti? Non vi resta che premere il tasto play e godervi questa Dritta di Andrea.