Questa coupé ha uno stile che sembra arrivare dal futuro, con il tetto in vetro e le ruote alle estremità, ma il frontale anticipa le 405 e 605

Cosa vedete osservando la Peugeot Proxima del 1986? Una sportiva dal look mozzafiato con le ruote alle estremità della carrozzeria, certo, ma anche un manifesto per lo stile della casa francese, che a metà anni '80 stava evolvendosi in vista dell'arrivo di nuovi modelli.

È per questo infatti che guardando la Proxima si nota un'evidente somiglianza con le 405 del 1987 e 605 del 1989, le berline di medie e grandi dimensioni che devono tanto del loro stile proprio a questa coupé ispirata al mondo della fantascienza.

Passo lungo

La Proxima sembra arrivare da un fumetto e ha proporzioni fuori dal comune, perché le ruote sono alle estremità della carrozzeria: il posteriore infatti "cade" proprio a filo con i pneumatici.

Peugeot Proxima concept

Vista dal lato la Proxima fa un certo effetto, perché ha le ruote anteriori e posteriori assai distanziate, fiancate scavate e un tetto in vetro poco pronunciato, composto da una parte mobile che scorre all'indietro (mancano le portiere): entrare a bordo non è facile, ma l'effetto wow è assicurato.

Il frontale è più conservativo, perché la mascherina orizzontale ed i fari arrotondati all'interno anticipano fedelmente il frontale delle 405 e 605.

Peugeot Proxima concept

Tecnologia in anticipo sui tempi

Per il costruttore francese la Proxima non era solo un manifesto di stile, ma anche una “bacheca” tecnologica, perché questa concept car ha molte tecnologie presenti sulle auto del 2019 (del tutto sconosciute a quelle del 1986): è dotata infatti di un radar anti-collisione, di cinque telecamere per il monitoraggio delle aree circostanti, del navigatore satellitare e della chiave d’avviamento elettronica.

Peugeot Proxima concept

Non manca nemmeno la trazione integrale a controllo elettronico, che ha il difficile compito di gestire i 680 CV del motore biturbo V6.

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