Al 99%, le nuove regole sulle assicurazioni diventeranno realtà il 16 febbraio 2020: c’è la firma del presidente della Repubblica 

Uno dei pilastri della manovra 2020 del Governo è la Rc auto familiare: la possibilità di applicare la migliore classe di merito tra veicoli di categoria diversa nello stesso nucleo familiare. Il proprietario di un’auto in classe 1, per esempio, potrà stipulare una polizza per una moto (nuova o usata) ottenendo la stessa classe dell’auto.

#1. La Rc auto familiare è (quasi) legge

La Rc auto familiare è nel decreto milleproroghe che il 30 dicembre 2019 sera è stato firmato dal presidente della Repubblica. Ora si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Al 99%, quindi, le nuove regole sulle assicurazioni diventeranno realtà. Quando? Il 16 febbraio 2020.

#2. La prima rivoluzione nel 2007

Già tredici anni fa, la legge Bersani numero 40/2007 ha rivoluzionato la Rc auto. Sino al 2006, un ragazzo che si assicurava per la prima volta entrava nella carissima classe di merito 14. Dal 2007, se abita col papà o la mamma, ha diritto a ereditare la classe del genitore: di solito la classe 1, la meno costosa.

Obiettivo del legislatore: consentire fortissimi risparmi alle famiglie. La classe può essere trasferita da auto ad auto, o da moto a moto: fra veicoli di tipologia identica e per nuovi contratti Rca.

#3. La seconda rivoluzione dal 16 febbraio 2020

Col decreto milleproroghe che introduce la Rca familiare, la legge Bersani potrà essere applicata anche tra veicoli di tipologia differente, per nuovi contratti e per rinnovi: da auto a moto, da moto ad auto, così da permettere altri risparmi notevoli alle famiglie. 

#4. Perché non il 1° gennaio 2020?

Ma perché la Rc auto familiare entrerà in vigore il 16 febbraio 2020 e non il 1° gennaio 2020? Per prevedere un tempo minimo di adeguamento tecnologico dei sistemi di tariffazione ed emissione polizze, dice il legislatore.

#5. Cosa può succedere

L’Ania (Associazione delle compagnie) parla però di rincari con la Rc auto familiare. Ci saranno, afferma l’Ania, conseguenze distorsive per la sostenibilità del sistema assicurativo, a danno di tutti gli utenti. Con la Rc auto familiare, il dato sugli incidenti causati da ciascun assicurato si azzera in fase di rinnovo e non si valorizzano le condotte di guida virtuose, a scapito di quelle meno prudenti o, addirittura, troppo disinvolte.

Cancellare la storia pregressa di ciascun conducente in sede di rinnovo equivale a negare i principi di fondo che dovrebbero regolare il settore. Morale: aumenti Rca per tutti. Rincari soprattutto per gli utenti più virtuosi e per le famiglie appartenenti alle classi meno agiate che posseggono un solo mezzo.

#6. Rc auto familiare: i nostri dubbi

Motor1.com è da sempre dalla parte dell’assicurato onesto e critico verso le compagnie che comunque macinano profitti nel settore Rca, pur lamentando costantemente il costo dei sinistri. Tuttavia, la Rc auto familiare lascia perplessi. Di base, il settore assicurativo dell’auto è libero dal 1994: le compagnie possono stabilire liberamente i prezzi Rca.

In un mercato libero, se si cambiano le regole del gioco, comunque le imprese hanno il diritto di mutare le proprie politiche tariffarie. Lo hanno già fatto nel 2007 con la legge Bersani: un figlio che eredita la classe 1 paga una Rca molto più costosa del padre in classe 1 guadagnata sul campo. La legge Bersani è fortemente depotenziata e neutralizzata.

Accadrà qualcosa di analogo con la Rca familiare, col rischio che le famiglie con una sola auto vadano a pagare più di prima: alla fine, le compagnie devono far quadrare i bilanci. Aumentando le entrate in un certo canale per sopperire a un calo dei guadagni in altri canali.

#7. L’attacco di Assoutenti all’Ania

La Rc auto familiare è destinata a scatenare polemiche. Sentiamo per esempio Stefano Mannacio, responsabile Rca di Assoutenti, che attacca l’Ania: "Negli ultimi sette anni, le compagnie hanno conseguito 9 miliardi di utili nella Rca, con 50 miliardi di profitti complessivi". Mannacio non condivide l’allarme lanciato dall’Ania su eventuali rincari dovuti alla Rc auto familiare, ritenendola una velata minaccia, e punta alla portabilità del certificato assicurativo: come nel mondo della telefonia, la possibilità di cambiare compagnia in qualsiasi momento, per stimolare la concorrenza e abbassare i prezzi Rca.

Va inoltre impedito che le compagnie controllino il mercato della riparazione Rca, con la canalizzazione forzata dei danneggiati verso le carrozzerie convenzionate: l’automobilista è libero di scegliere il carrozziere indipendente, di fiducia.

#8. Breve vademecum per orientarsi nella Rc auto familiare

Comunque sia, ecco un'utile mini-bussola assicurativa. Il sistema Rca è bonus malus: chi causa un incidente ha un malus e si vede applicare un rincaro pesantissimo al rinnovo Rca; chi non provoca sinistri ha un bonus, e non si vede applicare rincari così pesanti come in caso di incidente. Le classi di merito universali (valide per tutte le compagnie) sono 18: si entra in classe 14 (a meno che ci sia la legge Bersani o la Rca familiare).

Col bonus, dalla classe 14 si scende in 13 e così via. Col malus, dalla 14 si schizza alla 16: due in una volta. Un sistema a favore delle compagnie, questo è palese. Ogni assicurazione può avere una sua tabella di classi: anche 100, cui corrispondono comunque le 18 universali. La classe e il numero di incidenti nel passato recente sono nell’attestato di rischio elettronico, digitale.

Con questo documento digitale, il padre o la madre possono consentire al figlio di entrare in classe 1 (o in una classe bassa) per un mezzo nuovo o usato, di qualsiasi tipologia. All’assicurazione basta fornire le targhe e il certificato di famiglia, che prova la convivenza del ragazzo coi genitori.